Murder Most Foul: guida alla nuova canzone di Bob Dylan

Lo scorso 27 marzo sul Twitter di Bob Dylan apparve ai follower un post con ringraziamenti, saluti e raccomandazioni di riguardarsi.

E sotto, un link, quello della nuova canzone, registrata, come precisato nel post sovrastante, “qualche anno fa”. Era dai tempi di Tempest (2012) che il menestrello di Duluth non pubblicava materiale inedito. Questo nuovo brano, Murder Most Foul, quasi 17 minuti di durata, cosa non inusuale per Bob Dylan, è riuscito a piazzarsi al primo posto nella Digital Rock sales, evento mai accaduto prima per il premio Nobel della letteratura.

Come diceva qualcuno “le canzoni non si spiegano” e su questo siamo d’accordo, ma ci sono canzoni che nascondono significati e sono pregne di citazioni ai più oscure, quindi, in questo articolo non troverete la spiegazione del brano, bensì, cercheremo di spiegarvi, o sarebbe meglio dire guidarvi, tra le citazioni e i significati celati tra le parole per rendere più facile l’analisi all’ascoltatore.

Partiamo dal titolo, “Murder most foul” (L’assassinio più ripugnante), ispirato all’Amleto di Shakespeare. Infatti, nell’atto I/ scena V, ad Amleto appare il fantasma del padre e gli chiede di vendicare il suo assassinio, che lo spettro stesso descrive proprio come l’assassinio più crudele e ripugnante.

SPETTRO.

Io son l’anima di tuo padre, condannata per un certo tempo ad errare la notte e ad essere imprigionata il giorno tra le fiamme, finché le colpe impure che lordarono i miei dì nella vita non siano deterse. Oh! se vietato non mi fosse di rivelarti i segreti del luogo della mia prigione, potrei esporti un racconto, ogni parola del quale farebbe raccapricciare la tua anima, agghiacciare il tuo giovine sangue: e i tuoi occhi, come due stelle, si avventerebbero fuori della loro orbita, le tue chiome annodate si scioglierebbero, ed ogni tuo capello si rizzerebbe sulla tua fronte, come gli spini di un istrice infuriato. Ma quegli eterni misteri non son fatti per orecchie di carne e sangue. — Ascolta, Amleto, oh! ascolta, se mal amasti il tuo tenero padre….

AMLETO.

Oh cielo!

SPETTRO.

Vendica la sua crudele, snaturata uccisione.

AMLETO.

Uccisione?

SPETTRO.

Uccisione inumana, scellerata, contro natura.

AMLETO.

Affrettati a rivelarmela, onde io con ali rapide quanto il pensiero o i voti dell’amore, corra alla mia vendetta.”

– Amleto, Atto I,scena V –

Ma a quale assassinio si riferisce Bob Dylan? Nella prima frase della prima strofa ci lascia un indizio preciso; anno, mese e luogo:

“Fu un giorno buio a Dallas, novembre ‘63”.

Dopo aver digitato nei  motori di ricerca quali omicidi siano stati commessi in quella data e in quel preciso luogo scopriamo che John Fitzgerald Kenndey, 35° presidente americano sia stato assassinato a 45 anni il 22 novembre 1963 a Dallas.

Dopo le prime frasi il cantautore americano ci racconta senza troppi  giri di parole le modalità:

“Gli fecero saltare la testa mentre era in auto.”

Alla fine della prima strofa che ci introduce alla storia troviamo un certo Wolfman che ulula: bene, Wolfaman non è un personaggio di fantasia ma un disc-jokeey dell’epoca, Wolfman Jack, che mandava in onda la musica in voga  quegli anni.

“Zitti bambini, capirete.”

E’ con queste parole, usate anche dai saggi e dagli anziani prima di iniziare a raccontare le fiabe e le favole, che Dylan prosegue la narrazione. Però, non troviamo personaggi mitici ma citazioni di ciò che quegli anni sessanta ci hanno lasciato col nome di cultura Pop.

“I Beatles stanno arrivando; vi terranno la mano

Prendete il giubbotto e scivolate giù dalla ringhiera delle scale,

Attraversate il Mersey e andate all’attacco senza pietà”

Il fiume Mersey attraversa Liverpool, città di origine dei Beatles, ma oltre a questo c’è anche dell’altro:la  strofa della canzone in lingua originale è “Ferry across the Mersey”, titolo di un brano di Gerry and the Pacemakers, primi rivali dei Beatles, ancor prima degli Stones. E questo brano, per via del testo che è un invito all’unità, è diventato uno degli inni per la lotta al Coronavirus.

“Stanno arrivando tre vagabondi vestiti di stracci

 Raccogliete i cocci e ammainate le bandiere

 Me ne vado a Woodstock, è l’era dell’acquario,

 Poi me ne andrò ad Altamont e mi siederò sul palco.”

Appena dopo l’omicidio Kennedy furono fermati e interrogati tre vagabondi trovati lì nelle vicinanze poiché giudicati parte del complotto. Con il termine Era dell’acquario invece, venivano etichettati i vari movimenti giovanili, molti dei quali presero parte al festival epocale di Woodstock.

Invece L’altamont free Concert fu un festival organizzato dai Rolling Stones quattro mesi dopo Woodstock, a causa di disordini e risse all’Altamont free Concert persero la vita molti spettatori.

Andando avanti, troviamo “una festa dietro una collinetta erbosa” e con collinetta erbosa l’autore si riferisce a Dealay Plaza, luogo secondo cui sia esploso il secondo proiettile che mancò il bersaglio, e ricollegandoci alla strofa iniziale, i tre vagabondi furono arrestati proprio nella Dealey Plaza.

“Impila i mattoni, metti il cemento

 Non dire che Dallas non ti ama, signor presidente.”

Durante la Tournèe i collaboratori provarono a sconsigliare in tutti i modi al presidente di recarsi a Dallas poiché considerata una piazza pericolosa: un mese prima un sostenitore e collaboratore di Kennedy fu aggredito da un gruppo di oppositori.

“Entra nel carro armato e pigia l’acceleratore

 Cerca di farlo passare nel sottopasso a tre corsie.”

Il sottopasso a tre corsie, o meglio, il “Triple underpass”, fu il sottopasso che imboccò l’auto in cui viaggiava il presidente per portarlo all’ospedale di Dallas.

Cantanti dal viso nero, pagliacci

bianchi,

meglio che non vi facciate vedere

in giro dopo il tramonto

nel quartiere a luci rosse

a vivere un incubo a Elm Street.

I cantanti dal viso nero/pagliacci bianchi sono invece i Blackface Singer, cantanti bianchi che si dipingevano il volto di nero per parodiare gli africani: questa forma di razzismo, nata nella prima metà dell’ottocento, svanì piano piano dopo che Martin L. King ne denunciò il significato di fondo.

Invece l’Alm Street fu la via in cui avvenne l’attentato.

Dopo aver citato strofe di canzoni con riferimenti a Dallas (che non riportiamo perchè non aggiungeremmo nuovi significati), leggiamo parte di una frase dello stesso Kennedy

“Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te.”

La frase intera invece è “Non chiederti cosa possa fare il paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese.”

Alla fine di questa strofa:

Addio Charlie, addio zio Sam,

Francamente, miss Rossella, me ne infischio.

Qui si incrociano citazioni cinematografiche e storie tragiche e reali di guerra: infatti Charlie era il nome in codice con cui durante la guerra in Vietnam gli americani chiamavano i nemici; invece la frase finale appartiene al film “Via col vento.”

Qual è la verità? Dov’è finita?

Chiedetelo a Oswald e a Ruby, dovrebbero saperlo.

Lee Harvey Oswald fu il militare statunitense ritenuto responsabile della morte di Kennedy.

Sto viaggiando su una lunga limousine nera

sul sedile di dietro accanto a mia moglie

e sto andando verso l’aldilà mentre pendo a sinistra

e ho la testa nel grembo.

“Pendo a sinistra” in lingua originale leaning to left significa essere politicamente a sinistra, infatti JFK aveva simpatie progressiste. L’affermazione “Ho la testa nel grembo” si riferisce al fatto che quando il presidente fu colpito cadde sul grembo della moglie.

“Libertà, oh libertà, libertà per me” è la strofa di un brano afroamericano che Bob Dylan canta per intero.

Seguono frasi estrapolate da canzoni o film dell’epoca fino ad arrivare ad altri riferimenti alla cittadina di Dallas. A chiudere troviamo

“Non ce la farò mai a raggingere la nuova frontiera,”

infatti New Frontiers era il motto politico di JFK lanciato alla convention democratica di Los Angeles il 14 luglio 1960.

“Ho visto il filmato di Zapruder l’altra notte

L’ho visto 33 volte, o forse più.

E’ orribile e ingannevole, perfino crudele

La cosa più brutta che tu abbia mai visto.

Zapruder fu l’uomo che riprese l’omicidio, infatti il video, l’unico, dell’assassinio, divenne noto come “Il filmato di Zapruder.” A fine strofa troviamo un certo Johnson che fa un giuramento, il Johnson citato è Lyndon B. Johnson,36°presidente degli USA che prese il posto di Kennedy.

Alla fine di questa lunga epopea troviamo di nuovo Wolfman Jack, e il narratore gli chiede di suonare canzoni. Canzoni per tutti.

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