The English Game: la Classe Operaia sulla vetta della gloria calcistica

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“As soon as you’re born they make you feel small. By giving you no time instead of it all… A working class hero is something to be”. Con queste parole, John Lennon definiva nella sua canzone Working Class Hero la condizione naturale della classe operaia Inglese e anche mondiale.

Gli operai, ceto sociale nato con la Rivoluzione Industriale in Inghilterra, appartengono a quella schiera della popolazione che lavora con le mani. Nel loro caso, secondo l’opinione comune, la genialità serve a poco. C’è stato però un particolare momento storico in cui la classe operaia ha potuto ribaltare la propria condizione, arrivando ai vertici della fama e della glorificazione. Abbandonando l’utilizzo delle mani, ha fatto dell’uso dei piedi, delle gambe e della fantasia un’arma che gli ha permesso di sfidare le classi sociali più abbienti, mettendo in crisi le verità sulle quali basavano i propri principi morali.

The English Game è una nuova serie originale Netflix. Scritta da Julian Fellowes, è composta da 6 episodi nei quali vengono raccontate le origini del calcio moderno. Siamo nel 1879 e in Inghilterra l’alta società ha creato la competizione calcistica chiamata Fa Cup. Il Football è una semplice forma di intrattenimento per il pubblico e di diletto per quei “giovani signorotti” Inglesi annoiati dalle responsabilità delle loro esistenze. Un hobby di lusso che i “figli di papà” possono concedersi poiché la loro “giornata lavorativa” non consiste in orari massacranti che rendono infernale lo stare al mondo per guadagnarsi il pane. I giovani signorotti Inglesi avevano il tempo di allenarsi, avevano le risorse per coltivare un hobby e soprattutto non erano tormentati da problemi economici e lotte sindacali. Giocare per loro era una “dolce evasione” dalla quotidianità, da un destino dorato che era già stato scritto.

Arthur Kinnaird, infatti, è un rampollo londinese, promessa del calcio e capitano della squadra degli Old Etonians. Suo padre, da buon Lord conservatore, gli rimprovera di essere ancora un ragazzino che pensa più a giocare che a fare il marito. La vita di Arthur, imprigionata tra doveri familiari e coniugali, trova così una via di fuga nella passione per il football. Allo stesso modo, in una dimensione sociale subalterna, il calcio diventa l’unica fonte di gioia e liberazione per un gruppo di operai del cotonificio della città di Darwen (nel Lancashire). Questi uomini Inglesi hanno creato, insieme al titolare della fabbrica nella quale lavorano, la squadra di calcio amatoriale chiamata Darwen FC. A supporto della Darwen FC, arrivano due giocatori scozzesi, Fergus Suter e Jimmy Love, acquistati dal presidente della squadra (che è anche il direttore del cotonificio di Darwen). Nel giro di pochi mesi i due ragazzi diventano un punto di riferimento per la squadra, per i colleghi e per la comunità. In seguito i due vengono ingaggiati da un imprenditore che li arruola in una squadra professionista, il Blackburn. Un team nuovo, dal sostrato rurale, che farà tremare le squadre altolocate della FA Cup.

Al centro della serie ci sono diversi temi. Il calcio è raccontato come una forma di espressione sociale, un gioco puro che aveva lo scopo di intrattenere il pubblico e mettere alla prova i giocatori. Il Football in quanto spettacolo è nato proprio in quegli anni e ha fatto in modo che la gente si appassionasse alle vicende della “propria squadra del cuore”, pagando un biglietto per vedere le sfide in campo. In quelle giornate di competizione gli spettatori erano i protagonisti dei match e in certi casi avevano anche voce in capitolo, criticando le scelte arbitrali e commentando l’andamento di una partita. Riscatto sociale, coinvolgimento emotivo e di pensiero, vicinanza culturale e voglia di guardare al futuro furono le basi fondamentali della nascita del calcio moderno. Tali caratteristiche diventarono delle intuizioni nella mente di Kinnaird, il quale ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo futuro della FA Cup, poiché ne fu per molti anni Presidente, garantendo la possibilità di incentivare un gioco calcistico aperto a tutte le classi sociali. Kinnaird comprese (nonostante la giovane età) che con il Football era necessario guardare verso la prospettiva di sviluppo della società Inglese. Non si dovevano fare più distinzioni di classi, ma era giunto il momento di coinvolgere tutti i cittadini per fare in modo che lo spettacolo potesse avere reale successo.

Le storie dei protagonisti di The English Game non sono incentrate soltanto sulla propensione verso il gioco del calcio. Si basano soprattutto su temi personali e sociali.

Vediamo, nel corso dei 6 episodi, accese lotte operaie e sindacali contro la riduzione degli stipendi. Mentre la manodopera è ormai alla base del progresso economico della provincia Inglese, gli operai non hanno ancora ottenuto diritti adeguati alla loro situazione lavorativa.

I due personaggi principali, inoltre, sono in lotta contro il sistema e contro i fantasmi genitoriali. Arthur e Fergus, una coppia antitetica, sono uomini che camminano da soli, che crescono in base alle circostanze che si pongono davanti a loro. Entrambi si troveranno a compiere delle scelte forti e dolorose per il bene degli altri e per la possibilità di un domani diverso.

La serie è quindi uno spaccato della società Inglese ottocentesca, quella che poi porterà avanti la storia del Regno Unito così come l’abbiamo conosciuta fino all’avvento della Brexit. Il lavoro operaio è sempre stato un punto cardine nella società Inglese. La working class hero cantata da Lennon è quella terra fertile in grado di rendere ricco un paese moderno che guarda al futuro. Il raggiungimento dei pari diritti per la classe operaia divenne, in un mondo parallelo, una realtà possibile già alla fine del 1800. Il calcio, infatti, era in quegli anni un sogno ma soprattutto una speranza di riscatto.

Il prodotto Netflix è ben costruito e incentrato sulla messa in visione dei sentimenti che tanto tormentavano la classe operaia Inglese. Tra il fango, lo sporco, le condizioni disastrate delle case, delle strade e dei luoghi di lavoro, sognare era davvero l’unica possibilità di ribellione. Realistiche, inoltre, sono le rappresentazioni fisiche dei personaggi. I calciatori operai assumono sulle loro spalle ossute il peso di una società arrabbiata e troppo spesso dimenticata. Uomini semplici, con fisici comuni e vite normali, nelle quali è davvero facile immedesimarsi. Lo stile British della narrazione conquista la nostra attenzione, soprattutto se decidiamo di guardare gli episodi in lingua originale. In questo modo sarà possibile notare anche delle “stranezze linguistiche di pronuncia” che permettono di comprendere meglio la condizione dei personaggi. Fergus Suter, ad esempio, si esprime con un marcato accento scozzese che lo fa sentire spesso inadatto nella comunità in cui vive. Questa suo “essere differente” si trasformerà però in una forza che spingerà l’intera cittadina di Darwen verso un futuro inaspettato.

The English Game è un viaggio storico stimolante e informativo sia per gli appassionati di calcio che per quelle persone che non seguono il campionato calcistico.

Grazie a questa nuova serie originale Netflix capiamo che le ragioni del tifo e della competizione sono nate da ideali concreti e puri. Ideali che, nel tempo, si sono però trasformati o perduti completamente.

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