Dieci canzoni contro il coronavirus

Posted by

C’è aria di distopia, di quelle che nemmeno il più fantasioso romanzo fantascientifico poteva lontanamente immaginare. Con gente che saccheggia i supermercati, panico sui social, fake news tra cui destreggiarsi e ordinanze sempre più restrittive delle libertà personali, l’ansia e lo stress non possono che salire. Niente più strette di mano, niente socialità, niente abbracci e misure di distanziamento sociale da rispettare. Niente più sport, cinema, teatri, sport e concerti dal vivo.

Una situazione che non aiuta a stemperare la tensione, che sale di ora in ora con le notizie che si accavallano con bollettini a tinte sempre più fosche.

Che fare? Come restare calmi e soprattutto come provare a stare insieme e combattere il panico da quella che ormai anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come una pandemia?

Come restare insieme, se non ci si può riunire fisicamente?

La risposta è solo una: affidarsi alla musica.

Tutte le popolazioni della Terra, d’altronde, fin dall’antichità hanno attribuito al suono e alla musica proprietà benefiche sul corpo e sull’umore. Dagli antichi sciamani delle Americhe alle tradizioni cabalistiche del Giudaismo, fino alle tradizioni spirituali del Tibet, i suoni sono stati utilizzati sempre come strumento di guarigione, per riequilibrare i chakra – i centri energetici del corpo – e per attivare particolari frequenze del cervello in grado di potenziare il nostro sistema immunitario, di incentivare la produzione di endorfine, gli ormoni del “buonumore” e di regolare ansia e paura. Sono proprio ansia e paura che abbassano le difese immunitarie, un sistema che mai come ora, invece, dovrebbe essere tenuto in perfetta forma. Sarebbe questo il motivo per cui il nuovo virus colpirebbe meno i bambini e gli adolescenti in genere, perché sono quelli che hanno le difese immunitarie più attive e in salute. Il legame tra ansia e difese immunitarie è da tempo al centro di molti studi del mondo scientifico internazionale.

Ritrovarsi idealmente in un salotto per ascoltare tutti insieme una playlist appositamente pensata può stemperare la tensione accumulata e liberarci da tante tossine.

Per l’occasione, noi di Auralcrave, abbiamo pensato di coinvolgere una giovane fonica della radio Retesport: Marta Milone. Basta seguire le sue trasmissioni per rendersi conto della sensibilità musicale di questa ragazza che sorprende sempre per la ricercatezza dei brani che propone.

Abbiamo chiesto a lei i brani a suo avviso maggiormente efficaci per un ascolto terapeutico in questo periodo e qualche parola sul perché la scelta è ricaduta su ciascuno di loro.

Editors – The Weight of the world

Malinconica, dark, cupa ma accompagnata al tempo stesso da un sound che sembra elevarsi fino a riempire del tutto, o in parte, il grande vuoto (di certezze, di appigli, di elementi solidi) in cui sembra essere inciampata la nostra civiltà. E poi l’invito, insito nel testo, a non avere paura; a unire i tasselli della nostra vita per sollevare il peso del mondo.

Michael Kiwanuka – Love and hate

Amore e odio: ameremo ancora e di più quando tutto questo dolore sarà finito? O l’odio per il prossimo, per il “diverso” da noi non farà che continuare a dividerci? 

Il soul e l’essenzialità di Kiwanuka sono un ottimo tappeto su cui far ballare questi dubbi esistenziali.

Afterhours – Quello che non c’è

“… questo è un periodo dove è sicuramente difficile trovare dei punti di riferimento: questa canzone parla di quello che non c’è.”. 

Così chiosava Manuel Agnelli alla fine di un’intervista. 

La canzone inizia con l’immagine di un bambino e delle sue fantasticherie. Ma poi il bambino, crescendo, smette di giocare, di sognare; e tutti noi oggi siamo quel bambino. Ma quando tutto sarà finito, ritorneremo a sperare, a sognare … e a camminare sull’acqua. 

Bon Iver – Naeem

Quanto è complessa l’esperienza umana? Tanto diremmo, e mai come adesso. Questa canzone descrive a pieno un disagio totalizzante, complessivo (dell’umanità, di ogni singolo individuo) per trasformarsi nella seconda parte in un canto leggero ma forte, quasi liberatorio … alla maniera di Bon Iver.

Alabama Shakes – Sound and Color

La vita spesso ci sembra strana, imprevedibile; sembra sfuggirci di mano e lentamente iniziamo a cedere, a cadere. Ma poi un suono, un colore, un profumo ci svelano che c’è sempre qualcosa per cui sperare. Sperare magari in una nuova ripartenza, in un muovo mondo … strano ma forse bellissimo.

David Byrne and Brian Eno – Strange Overtones 

Ce lo dicono da giorni, in tv e alle radio: evitate assembramenti, non state troppi vicini, non toccatevi, tenete la distanza. Viviamo un momento in cui l’aggregazione non è concessa. Ma a farci sentire un po’ meno soli c’è sempre la musica, che ci unisce e ci unirà sempre. E allora casca a pennello una canzone che è un vero e proprio omaggio alla musica. Ma forse bastavano i nomi di David Byrne e Brian Eno a convincervi.

Crumb – Locket

Solitudine e caos sono due caratteristiche che stanno segnando questo preciso periodo storico. Non siamo più vicini e siamo per di più inghiottiti da un feroce vortice di notizie, aggiornamenti, sciagure e tensioni che rischiano di saturare fino allo stremo le nostre menti. E allora basta spegnere per un po’ la tv, mettere le cuffie e lasciarci cullare da sonorità sognanti e fluttuanti.

Tom Waits – Jersey Girl

Una ballad romantica che, senza alcun attinenza con la sofferenza e il dolore, ci ricorda che pensare all’amore è sempre un bel luogo verso cui correre.

La voce profonda e roca di Tom Waits è l’antitodo perfetto per stemperare la tensione.

Led Zeppelin – Going to California

Scappare quasi mai è la soluzione. Ma viaggiare si. Viaggiare con la mente in posti lontani, selvaggi, dai paesaggi incontaminati e sconfinati, tra le montagne e i canyon. Lasciatevi portare … anche solo per poco.

Antonio di Martino – Giorni Buoni

A chiudere la playlist una canzone che ho amato particolarmente. L’ho amata tutte le volte che mi sono sentita persa. Stiamo tutti combattendo il nostro personalissimo Vietnam, ma quando tutto sarà finito arriveranno giorni buoni; perché arriveranno, e torneremo a riabbracciarci, a ballare insieme sotto i neon, vicino una spiaggia.

Cover image by thir.st

Rating: 5.0/5. From 7 votes.
Please wait...

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.