Ummagumma, l’album più sperimentale dei Pink Floyd

Ummagumma è il quarto album dei Pink Floyd, pubblicato il 7 novembre del 1969.

La copertina dell’album è stata creata dallo studio Hipgnosis. Le foto della front cover sono state scattate da Storm Thorgerson e Aubrey Powell con una 120 Hasselblad, usando un grandangolo e una pellicola negativa a colori. La location prescelta per il set fotografico fu la Trinity House, la villa a Great Shelford (Cambridge), lungo Cambridge Road, appartenuta alla famiglia di Libby January ex moglie del fotografo Thorgerson. Fu proprio Libby a dare l’idea a Storm per la copertina con il gioco di visuale, che qualche anno dopo sarebbe stato definito “effetto Droste”.

Il titolo del disco rimanda a un termine “slang” del circuito giovanile di Cambridge, indicante l’atto sessuale. Ummagumma si compone di un disco registrato in studio ed uno live . Con il live i Pink Floyd intendevano chiudere una lunga epoca di esecuzioni dei vecchi brani delle origini, prima di passare a un rinnovamento del repertorio. Il successo dell’opera però portò una nuova ondata di concerti con la riproduzione dei vecchi brani, alcuni dei quali restarono in scaletta ancora a lungo.

Il disco in studio fu un esperimento inedito per la band: il gruppo decise di suddividere lo spazio disponibile in quattro parti, ognuna delle quali occupata da percorsi musicali creati individualmente secondo le ispirazioni dei singoli musicisti. Le registrazioni furono effettuate infatti in modo singolare ed individuale dai componenti, anche non essendo d’accordo su alcune cose. Per il tastierista Richard Wright l’esperimento è stato valido, mentre per Rogers Waters e Nick Mason è stato una delusione. Secondo loro le attività di gruppo sono più solide di quelle individuali.

Il disco live è stato assemblato grazie alla registrazione di due concerti, uno tenuto a Birmingham il 27 aprile 1969 e l’altro a Manchester il 2 maggio.

La data segnalata sulle versioni originali in vinile e nelle seguenti versioni rimasterizzate (giugno 1969) è sbagliata. Si tratta probabilmente del periodo in cui le due registrazioni di Manchester e Birmingham sino state lavorate in studio per definire il prodotto finale.

In tutti i brani sono state eseguite delle sovraincisioni e tagli per rendere il lavoro perfetto, come per esempio in Set The Control For The Heart Of The Sun, dove la versione sul disco è leggermente più corta per via del fade out utilizzato per escludere il finale eseguito in modo imperfetto dalla band.

Due brani originariamente previsti sono stati poi scartati e non incisi. Si tratta di The Embryo nell’album in studio e Interstellar Overdrive in quello live. Nel primo caso la decisione sembra dovuta ad una questione di coerenza rispetto alla scelta di includere solo lavori individuali. Nel secondo caso la band decise di escludere il pezzo per motivi di lunghezza.

Il retrocopertina è opera di Aubrey Powell. Il luogo dello scatto è il campo di aviazione di Biggin Hill, situato alla periferia sudest di Londra. L’idea di predisporre l’attrezzatura a forma di aeroplano è di Nick Mason. Curioso è il fatto che gli strumenti utilizzati e fotografati per il retrocopertina furono in gran parte rubati a New Orleans nel 1970, durante la tournée americana.

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