Come nacque il premio Nobel: una storia edificante

Correva l’anno 1888, a Cannes. Le pagine di un giornale francese celebravano erroneamente la morte di Alfred Bernhard Nobel. Il necrologio  recitava “Le marchand de la mort est mort” ovvero “il venditore di morte è morto”, dandosi alle più amare critiche sulla vita del chimico e imprenditore.

A parere del giornalista, Nobel aveva fatto fortuna a spese di molte vite umane. In effetti aveva dedicato molta della sua vita alla ricerca per la creazione di esplosivi sempre più potenti, che specie nei primi tempi avevano portato a molti incidenti e perdita di vite umani per inesperienza nel maneggiarli. Ad Alfred Nobel si deve l’invenzione della dinamite, che per molti era semplicemente la causa della morte di molti innocenti.

In realtà quel necrologio sarebbe dovuto essere per Ludwig Nobel, il defunto effettivo), il fratello di Alfred. Il destino, che a volte gioca come un bimbo capriccioso e ci sfida, volle che Alfred Nobel leggesse il proprio necrologio essendo ancora in vita.

Cosa proveremmo se avessimo la possibilità di sapere cosa pensa di noi il mondo all’ora della nostra dipartita? Certamente quello che fu un brutto scherzo del destino fu per Nobel un’occasione di riflessione, che da grande uomo e pensatore quale era non mancò di cogliere.

In questo giace la profonda distinzione tra chi vuol essere un uomo mediocre e chi decide di essere un grande uomo. Quest’ultimo troverà sempre la maniera di usare le circostanze, anche quelle più sfavorevoli, a suo vantaggio e per la sua crescita, esattamente come fece Nobel in questa occasione.

Alfred Nobel (1833-1896)

Alfred Nobel lesse con turbamento quelle pagine e passò giorni in religioso silenzio, ripensando a come avrebbe potuto migliorare l’opinione che aveva il mondo di lui. Gli esplosivi lo avevano reso molto ricco, ma l’accaduto fece comprendere al chimico che più del denaro è la memoria che il mondo ha di noi a fare la differenza.

Decise allora di darsi alla filantropia ed il 27 novembre 1895 sottoscrisse nel suo testamento l’istituzione di un fondo che, ben amministrato, sarebbe servito negli anni a venire per premiare le grandi scoperte scientifiche in chimica, fisica e medicina e premiare tutti quegli esseri umani speciali che avrebbero espletato atti di coraggio per la pace del mondo. Ad oggi chiamato Premio Nobel.

Da quella famosa mattina del 1888 Nobel non fu mai più lo stesso. Spese la sua vita alla ricerca di un riscatto da quelle che potevano essere le possibili implicazioni belliche e distruttive delle sue scoperte, non si fermò mai nella promuovere pace e filantropia. Morì a Sanremo  nel 1896 a causa di  un emorraggia cerebrale, e di seguito la sua salma fu restituita alla Svezia.

Il desiderio di Nobel di essere ricordato per aver avuto un impatto positivo alla fine è stato esaudito, e crea stupore lo scoprire questa piccola gemma preziosa che è la sua storia. Non è forse una bella storia di coraggio e determinazione? Ci sembra quasi di sentirci nei panni di quest’uomo che fa di tutto per cambiare il corso del suo destino .

Riflettendo verrebbe da dire a se stessi: “Sii il tuo Nobel”

Sii il tuo Nobel anche quando le cose sembrano ormai scritte o i giochi fatti.

Sii il tuo Nobel anche quando i giudizi lapidari delle persone sono occasione di dolore e sconforto.

Nobel insegna l’arte di prendere il meglio dal peggio e di capovolgere una situazione per mezzo di ciò che di più potente che abbiamo: lo spirito critico. Avere un adeguato e nutrito spirito critico che fa di una persona, una persona grande. Esso ci insegna a riconoscere  la direzione è sbagliata e cambiare strada. Sempre con un occhio alla bussola, la nostra anima. 

Sii il tuo Nobel.

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