Accordi gelato e a grappoli: l’armonia musicale che sorprende

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Il linguaggio musicale è ricco di segreti e curiosità. Come il simbolismo alchemico si svela solo all’iniziato, così il linguaggio delle note si racconta a chi ha la voglia di curiosare tra le sue infinite sfumature ed ha intrapreso un percorso di conoscenza. Non a caso il grande Ludwig Van Beethoven si esprimeva così:

“La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza e filosofia. Chi penetra il senso della mia musica potrà liberarsi dalle miserie in cui si trascinano gli altri uomini.”

Per penetrare il senso della musica bisogna conoscerne la lingua proprio come avviene quando incontriamo una persona di un altro Paese e vogliamo comunicare con lei e comprendere quello che ci sta raccontando.

Tra gli aspetti più interessanti dell’armonia musicale ci sono i cosiddetti accordi a grappoli e gli accordi gelato.

Ne avete mai sentito parlare? Scopriamoli insieme.

Un accordo a grappolo, o cluster, non è altro che un accordo che comprende note adiacenti di una scala musicale. Quando si parla di cluster si intende pertanto un gruppo di note vicine tra loro, a gruppi di tre, cinque o in un numero superiore, che vengono suonate contemporaneamente e che permettono di creare effetti particolari tra armonia e dissonanza.

Se sul pianoforte questi accordi sono di più facile esecuzione, sulla chitarra la situazione si complica. Eppure c’è stato un grande artista che del loro uso ha fatto il suo tratto distintivo: Nick Drake.

C’è qualcosa che impedisce alle persone di voler guardare troppo da vicino la sua vita e la sua musica. Forse temiamo che la magia evapori o di entrare in un mondo troppo profondo e poetico da poter comprendere. Mentre esaminiamo e sbucciamo ogni strato delle sue composizioni, ci appaiono nuovi aspetti meravigliosi e sorprendenti. Aspetti che riguardano la composizione così come la tecnica esecutiva nonché le innovazioni che introdusse.

La maggior parte della musica rock, pop e folk si basa su pochi accordi, in progressioni che vengono utilizzate così spesso da rappresentare una sicurezza. Sono stati definiti “accordi gelato”, quelli che si definiscono ice-cream chords, perché sono semplici, dolci e familiari. Every Breath You Take dei Police è un classico esempio di utilizzo di queste sequenze “sicure” che dal I grado passano al vi grado minore e poi dal IV si muovono sul V. È questa la tipica sequenza ice cream e la base della stragrande maggioranza delle canzoni che ascoltiamo tutti i giorni. 

Chiunque abbia provato a scrivere una canzone non potrà non riconoscere che questi accordi, in questa precisa progressione, facilitano di molto la musicalità e la composizione stessa. Potremmo dire che rappresentano la formula perfetta per scrivere canzoni in grado di attirare un vasto pubblico. Se ci si allontana troppo da questo schema, il rischio è di perdere ascoltatori. Al tempo stesso, se non azzarda un pochino, provando ad allontanarci da essa, il rischio è di scrivere canzoni veramente noiose. Il Santo Graal è trovare un modo originale di farlo. Questo è quello che geni della musica come Brian Wilson dei Beach Boys e appunto Nick Drake sono riusciti a comprendere. 

Nick Drake, in particolare, ha creato il suo suono combinando progressioni armoniche piene di “accordi a grappolo”. Se su uno strumento come il pianoforte premere contemporaneamente note adiacenti è abbastanza semplice, sulla chitarra diventa un problema non da poco, data l’accordatura standard delle sei corde.

Drake ha risolto il problema de-accordando la sua chitarra – un’idea che probabilmente ha avuto da Bert Jansch (come ha fatto Jimmy Page), ma le sue accordature erano davvero insolite e direi geniali. Ce ne è una che amo particolarmente: CGCFCE. In pratica, rispetto all’accordatura tradizionale (EADGBE) rimane invariato solo il “mi cantino” mentre le altre corde vengono abbassate o innalzate di un tono. Suonando questa accordatura a vuoto si genera già un cluster chord, un accordo di undicesima.

Non conosciamo un singolo chitarrista in quel periodo di tempo (incluso Jansch) che stesse usando accordi cluster tanto estensivamente o fluidamente come Nick.  È questo uno degli elementi distintivi che conferisce alla sua opera un suono contemporaneo ed estremamente identificabile.

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