Coerenza cardiaca: l’esercizio per ascoltare il nostro cuore

Quante volte nei momenti strani della vita ci sarà capitato di pensare alle frasi tipiche della mamma o della nonna o dei baci Perugina. Erano i momenti in cui tutto sembrava confuso e stressante.

Le frasi in questione erano “chiudi gli occhi respira e ascolta il tuo cuore” o “va dove ti porta il cuore”. Ce le avranno dette milioni di volte e per molto tempo sono sembrate frasi romantiche, frasi sentimentali, edulcorate. Spesso, pensando a queste frasi, abbiamo preso tutt’altra direzione, considerandole troppo semplicistiche.

Sorprendentemente pare che le mamme e le nonne, i film romantici e le frasi dei baci Perugina non dicessero cose del tutto infondate. Anzi, pare che la filosofia dell’“ascolta il tuo cuore” abbia fondamenta scientifiche.

Quell’ascoltare e sintonizzarsi con il cuore che tanto ci era stato consigliato, fu studiato e introdotto come metodo terapeutico per la prima volta da Stephen Elliott e dal team di Rollin McCraty presso l’HeartMath Institute negli anni ’90, sulla base degli studi di Antonio Damasio, Joseph LeDoux e Daniel Goleman. Come accennato in precedenza, sembra che oggi sia considerato un valido metodo scientifico utilizzato in ambito medico, come terapia psicologica e nel coaching. Il metodo si chiama Coerenza Cardiaca.

Ma cosa significa coerenza cardiaca e cosa c’entra con il romanticismo della nonna e della mamma?

Gli esperti affermano che il nostro cuore è connesso al sistema nervoso autonomo, che a sua volta è connesso al nostro cervello limbico, altresì detto cervello emotivo. Il sistema nervoso autonomo, diviso in simpatico e parasimpatico, si occupa di stimolare le reazioni in situazioni d’allerta producendo adrenalina, oppure di indurci ad uno stato di rilassamento. In parole povere è a questo sistema di campanelli d’allarme che dobbiamo la sopravvivenza della specie umana e nello specifico la nostra preservazione, giacché innesca la risposta di fuga quando le cose sembrano mettersi male.

Ok, ma cosa c’entra il nostro cuore con le nostre situazioni di stress?

Il cuore, essendo direttamente collegato al SNA, si allinea con queste reazioni che vengono innescate e a seconda che si tratti di fuga o di rilassamento abbiamo una variazione ritmica dei battiti. Questa variazione si chiama la variabilità  della frequenza cardiaca ed è l’andamento del nostro cuore in risposta alle informazioni ricevute dal sistema nervoso autonomo. In altre parole: attenti che il vostro cuoricino non faccia le montagne russe.

Purtroppo, a differenza degli uomini della caverne che di adrenalina ne avevano bisogno per sopravvivere, ad oggi siamo in una società dove le reazioni che innescano stress e produzione di adrenalina sono collegate non più ad una vera e propria necessità di farla franca, ma alle normali attività della vita quotidiana.

Oggi siamo stressati a lavoro, alla posta, in palestra. Ci stressano gli amici, gli amanti, i figli, i mezzi, i politici, Facebook, i like che non riceviamo, i giornali. In pratica, se non stiamo attenti, il nostro cuore rischia di avere ogni dieci minuti uno sbalzo ritmico. All’apparenza cosa da poco, ma nel lungo periodo può costituire un “trigger” per effetti disastrosi.

Con il metodo della coerenza cardiaca, attraverso sei inspirazioni e sei espirazioni riportiamo il cuore ad una battito normalizzato, con grande beneficio di tutto il nostro corpo e delle mente. La tecnica richiede un tempo di applicazione di 5 minuti, da fare quando ci sentiamo inquieti o in una situazione di forte stress, consigliatissima per i cardiopatici.

Esempio pratico: siete a lavoro e state per fare un meeting importante, il vostro capo vi chiama in ufficio prima di questo e inizia una delle sue solite paternali su qualcosa che avete o non avete fatto. Uscite dall’ufficio e, anche se dall’esterno apparite normali e sereni, dentro sentite incalzare il caos. Il cuore che ha ricevuto il messaggio dal vostro SNA di scappare e batte più velocemente. L’adrenalina la sentite ed anche il cortisolo, siete un misto tra paura di fare la cosa sbagliata e stress generato dalla discussione. Da fuori si nota solo un lieve rossore, ma dentro state letteralmente andando a fuoco.

Cosa fare allora? Nella testa sentite il suono del tilt e dovete assolutamente calmarvi per quel meeting.

Lo spiega molto bene il dottor David Servan-Schreiber in un suo libro intitolato Guarire.

Uno dei primi medici europei a portare il metodo nel continente e diffonderlo. David Servan-Schreiber divide il metodo della coerenza cardiaca in tre tappe: nella prima si effettuano due respirazioni lente e profonde ponendo attenzione al respiro e trattenendolo per qualche secondo dopo ogni fase d’inspirazione. La seconda tappa sta nel portare l’attenzione dal respiro al cuore, immaginando quasi di respirare con esso: questo farà sentire una sensazione di espansione e di calore nella regione del cuore. Anche in questa tappa vi sono due respirazioni. Nella terza tappa bisogna collegarsi alla sensazione che si è provata e visualizzare un momento in cui siamo stati particolarmente felici, o comunque pensare ad un posto o una persona che suscita in noi una sensazione di amore e di gioia. Pare che il cuore sia molto sensibile alla bellezza, alla gratitudine e all’amore. In generale, alla fine della sesta inspirazione ed espirazione dovremmo avere un sorriso sulle labbra che segnala che la coerenza è stata raggiunta.

Se raggiungiamo confidenza con tale pratica, quando ci sembra di stare per scoppiare, dobbiamo solo trovare un angolino e dedicate cinque minuti del nostro tempo al cuore. Quei cinque minuti probabilmente valgono anni di vita, e come dice la nonna: “ascoltiamo il nostro cuore”. Lui si che saprà come risolvere ogni piccola e grande catastrofe.

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