La dolcezza dell’amore nei testi di Fred Bongusto

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L’amore cantato da Fred Bongusto era sognato, forse irreale, perfetto nella sua descrizione seppur leggera, ma non semplicistica.

Il suo lirismo era catartico, privo di “machismo”, di autorefenzialità, di pessimismo, di ossessione, che invece è presente nei testi più moderni, in cui la sofferenza d’amore ed il senso di possesso creano distorsione ed alimentano una sottile vena di violenza.

Si leggeva nei suoi scritti un rispetto quasi sacrale per la donna, in quanto interprete dei suoi sentimenti, quintessenza di ciò che c’è da custodire e da salvaguardare.

Si rispecchiava così il rispetto per sé, l’amore per la vita, l’empatia verso gli altri e verso se stessi.

L’amore era da Fred Bongusto cantato in tutte le sue sfumature, da quelle più tenui ed iniziali.

Tre settimane da raccontare
Agli amici tornando dal mare
Ma cosa ho detto di male
Non fare l’offesa, ti prego ritorna qui

È tanto poco che ci conosciamo
E ancora non ti ho detto che ti amo
Ma ogni giorno che passa
Mi sto innamorando di più

Fino a quelle finali.

È tanto triste, ammore
Dirse addio
Stasera tremma impietto o core mio
Ma doce, doce, doce
Erano e vase
Doce, doce!

Pe’ ‘tte sarra’ nu juorno
Comm’a n’ato
Pe mme tutto nu munno se n’e gghiuto

Nei suoi testi Fred Bongusto, quando un amore finiva, lo cantava disarmato, in un totale abbandono all’amore stesso che dal passato porta al futuro.

Una rotonda sul mare
Il nostro disco che suona…
Vedo gli amici ballare
Ma tu non sei qui con me.
Amore mio dimmi se sei triste così come me
Dimmi se chi ci separò è sempre lì accanto a te
Se tu sei felice con lui o rimpiangi qualcosa di me
Io ti penso sempre sai

Ogni parola era ricercata nella dolcezza del suono e nel significato. Nei momenti più disperati, nessun tono era mai definitivamente vendicativo.

Frida, t’aggio voluto bbene,
ma doppo tanto bbene
te si scurdate e me.

Frida, bastava na parola
dinta ‘sta vocca toia
pe mme fa’ cunsulà.

Chiagnarraie pe’ mme
lacrime amare.
Pagarraie accussì
o male ca mme faie,
tutt’e pene ca ma daie,
tutt’e pene ca ma daie.

Frida t’aggio voluto bbene
ma doppo tanto bbene
te si scurdate e me.

Le sue canzoni erano a metà tra la tradizione lirica della canzone classica napoletana e lo stile di Nat King Cole, con venature di bossa nova.

Questa sua sintesi artistica ebbe successo internazionale ed un brano scritto da lui, Malaga, fu anche ripreso dal grande Joao Gilberto.

Il significato che ci lasciano le canzoni di Fred Bongusto è, come diceva D’Annunzio, che “le difficoltà vanno trattate con dolcezza” e quelle d’amore forse di più.

È la dolcezza il suo significato più grande.

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