Jubilee Street e il vibrante mondo di Nick Cave

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Ascoltare musica con approccio analitico a volte può rivelare aspetti molto interessanti. Può far emergere significati ed interpretazioni che divengono chiari soltanto dopo un approfondimento. È un modo stimolante di fruire della musica, che va oltre il mero ascolto a fini di intrattenimento e che invitiamo spesso a sperimentare.

Scegliete una canzone – possibilmente d’autore – ascoltate bene il testo, leggetelo più volte, soffermatevi sulla musica, sugli strumenti utilizzati, notate i cambi di dinamica e di intensità, l’espressività della voce, le diverse sfumature. Domandatevi ad esempio “perché l’autore ha inserito un violino in questo punto, perché la voce qui sembra più decisa, perché ha cambiato tonalità dopo il secondo ritornello?”. Poi magari guardate il video, osservate se rispecchia il testo e la musica, se vi aggiunge o vi toglie qualcosa, se è coerente, se è in contrasto e chiedetevi sempre perché. Infine, esplorate il contesto, cercate riferimenti, curiosità, interviste, tutto ciò che gira attorno a quel brano. Trovate le corrispondenze, unite i punti e il gioco è fatto: avrete dato una vostra interpretazione e scoperto cosa veramente vi trasmette quel brano. Non scordatevi mai di una cosa però: la musica è prima di tutto istintività, emozione e piacere di ascoltare.

Jubilee Street di Nick Cave & The Bed Seeds, è densa di significati. Ho scoperto questa canzone una notte, mentre dormivo. Ascoltare musica prima di addormentarmi è qualcosa che faccio spesso. Scelgo un disco o una playlist casuale basata su un brano che mi piace e la lascio andare. Così una notte, tra una giravolta e l’altra nel letto, mi sveglio sulle note di Jubilee Street e ne rimango immediatamente colpita.

È intensa l’atmosfera creata da questo brano. Una dinamica in crescendo accompagna il personaggio alla ricerca di un amore a pagamento, tra luci al neon e strade che forse non frequenta abitualmente, e dove può sentirsi libero di spingere la sua “wheel of love”, al riparo dagli sguardi della “brava gente”, che “dovrebbe praticare ciò che prega”. Dovrebbe.

Egli stesso dovrebbe praticare ciò che prega. E non lo fa. In eterno conflitto con l’immagine di sé accettata e accettabile, e le pulsioni interne. Sconvenienti e inconfessabili.

Nel video, l’alternanza di ambienti esterni e interni accentua il carattere non statico del brano. Ma è a livello musicale che è più interessante scoprire come la forma accompagna e definisce il contenuto.

La canzone si apre su un mood pacato e va progressivamente ad intensificarsi nei toni e nelle dinamiche, grazie all’uso degli archi e a un modo di cantare più concitato, fino ad arrivare alla parte finale, dove si raggiunge il climax su tutti i livelli (testo, musica e video).

Nella parte finale il testo recita:

I am alone now,
I am beyond recriminations
Curtains are shut,
The furniture is gone
I’m transforming
I’m vibrating,
I’m glowing
I’m flying,
Look at me now
I’m flying,
Look at me now

Immaginiamo, quindi, il personaggio fremere, vibrare, trasformarsi e alla fine librarsi in volo. Finalmente libero dalle recriminazioni e dagli sguardi della “brava gente di Jubilee Street”.

Nel video il climax è confermato in modo evidente dall’inquadratura ravvicinata sul viso del protagonista e dalla presenza di una luce fortissima, quasi abbagliante e in netto contrasto con le atmosfere buie del resto del brano. Anche se l’uomo fa tutt’altro che volare (lo vediamo disteso su un letto), vi è una netta sensazione di progressione verso l’alto (verso il piacere?).

Tutti i livelli del brano qui viaggiano nella stessa direzione. Il crescendo si compie arrivando a un apice. Geniale la trovata dei brevi cambi di tempo che, proprio come spasmi, accompagnano l’ascoltatore nel piacere di ascoltare, e il personaggio della storia nel piacere raggiunto, probabilmente, pensando alla ragazza di nome Bee.

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