Come le stazioni di servizio sono divenute luogo di inaspettata bellezza

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Tendiamo a pensare alle stazioni di servizio come a spazi desolati e transitori; sgradevoli ma essenziali e stranamente omogenei, tutti con lo stesso assalto sensoriale di odori e illuminazione a strisce fluorescenti. L’allure delle Gas Station riconsidera questi luoghi di sosta lungo la strada, riconoscendo nella loro diversità, un’aura di curiosità architettonica e culturale in tutto il mondo. Dalla loro prima apparizione alla fine del 1900 alle ipermoderne strutture contemporanee, l’antologia illustra come tutti i movimenti di spicco dell’architettura e del design del XX e XXI secolo siano stati rappresentati nella storia dell’umile stazione di servizio.

Edifici sottovalutati divengono affascinanti manifestazoni dell’era meccanica – emblemi di avventura e presagi di cambiamenti culturali.
Il viaggio, negli Stati Uniti, viene vissuto come rito di passaggio, come scenario narrativo. Di conseguenza, le stazioni di rifornimento americane hanno sempre avuto una sorta di status speciale, l’ascesa dei viaggi da uno stato all’altro e il fiorente materialismo degli anni ’50 ha inaugurato la loro “era d’oro”. “Alcune stazioni di servizio combaciavano con la stravaganza delle auto dell’epoca, con i loro baldacchini che si aprivano come ali, proprio come le pinne su una Cadillac della fine degli anni ’50”, ricorda il conduttore Jay Leno. Ciò che appare scandalosamente kitsch ora, era una volta lo stato dell’arte, per coloro che si fermavano per fare rifornimento di carburante in questi “templi della mobilità”.

Le sontuose stazioni di servizio dell’era spaziale viste come barometri della fiducia dell’America degli anni ’50, sia in se stessa che nella sua continua prosperità; sono visioni di come apparirà il futuro dal punto di vista di un decennio ricco. E vi alberga una sorta di romanticismo, in quelle stazioni di servizio abbandonate tra le città fantasma.

Questi edifici ridondanti e in disuso possiedono una sorta di fascino cinematografico. Le stazioni in rovina sulla Route 66, ad esempio, danno un’idea di come fosse una volta la strada storica, quando guidare era il mezzo preferito per spostarsi da un lato all’altro del paese. Ma queste immagini sono tanto evocative quanto nostalgiche; in futuro, quando le auto elettriche governeranno le strade, le stazioni di servizio potrebbero non esistere come le conosciamo oggi.

Forse, allora, guarderemo con maggior passione indietro verso queste fatiscenti opere deprimenti e decadentiste, riperdendoci tra i mille volti di passaggio, le mille storie, i mille viaggi che avranno albergato in esse. Per una notte, per un istante, per un tramonto, o per una vita.

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