En e Xanax: la storia del tatuaggio di Samuele Bersani

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“Per essermi tatuato per la prima volta in vita mia, significa che En e Xanax è per me una canzone veramente Speciale, come Speciale è la storia che ci sta dietro, Quando la comincerete a sentire in radio mandatemi a dire la vostra.”

Così in un’intervista Samuele Bersani del 2013 racconta della sua canzone, al contrario di quanto uno possa immaginare non è un inno agli psicofarmaci. “Tutto il contrario”, dice Bersani. È la canzone di due persone, due nuovi Anna e Marco.

Un testo così intenso e personale che il cantautore vincitore di tre Targhe Tenco decise di tatuarsi, quasi per voler incidere sulla propria pelle l’inizio di un nuovo periodo della sua vita.

In un intervista rilasciata nel 2013 a Silvia Bombino, il cantautore di Cattolica spiega di come il testo prenda ispirazione da un incontro magico avvenuto nei giorni della morte del suo Maestro, Lucio Dalla.

“La faccio breve: ho incontrato una persona a inizio marzo. Ero vicino a piazza Maggiore, sotto la casa di Lucio Dalla. Da quando è morto, al tramonto, trasmettono in filodiffusione le sue canzoni. Passava Cara, che a un certo punto fa: “e con quanto sentimento ti volti e guardi la mia spalla.” In quel momento ho incrociato lo sguardo di una ragazza, lungo abbastanza da notarla, ma non sufficiente da desiderarla ancora. E ho intuito la scintilla”. 

Il titolo della canzone fiorisce a seguito del secondo incontro tra Samuele e Desiree (così si chiama la protagonista femminile di questa storia), che a loro insaputa erano già En e Xanax, due persone abituate a convivere con le proprie paure, ansie e insicurezze e che ad un tavolino si sono subito denudate dei loro lati deboli, con naturalezza e con meravigliosa sensibilità.

Ci siamo incontrati un pomeriggio, e ci siamo raccontati molte altre cose. Ad esempio, lei mi ha detto: “Ti devo confessare che c’è stato un periodo della mia vita in cui facevo fatica a vincere l’ansia, soprattutto prima di dormire, quindi ho preso l’En”. Ho risposto: “Figurati, a me è successo lo stesso, solo che io prendevo lo Xanax”. Poi la sua battuta fulminante: “Allora io e te siamo En e Xanax”.

Quanti di noi potrebbero immedesimarsi in En e Xanax, con le nostre ansie e paure, con quei  gradini che fanno sì che la felicità sia un qualcosa da afferrare, e non una cosa da inseguire, da costruire e che possa rimanere. 

Nel condividersi i due protagonisti riescono a far fronte a quelle ansie e paure che la mente da sola non può reggere, ma che necessità di un supporto che sia più irrazionale, e a volte  una dose di fiducia giustificata dall’intuito.  

La chiave fondamentale della canzone è proprio nella parte nel quale i due ragazzi cercano di combattere insieme le proprie ansie:

Se non ti spaventerai con le mie paure,
un giorno che mi dirai le tue
troveremo il modo di rimuoverle.
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
e su di me puoi contare per una rivoluzione.
Tu hai l’anima che io vorrei avere.

Samuele Bersani alla domanda: “Insomma: si è innamorato?” rispose:

“Pesantemente. E questa canzone è tutto quello che spero: che due dubbi, insieme, facciano una forza. In un mondo che chiede di nascondere le paure, perché delle paure ci si vergogna, En e Xanax le mischiano: è un atto d’amore, una rivoluzione possibile”.

La canzone trova in altri due passaggi delle immagini che potrebbero essere sicuramente scene di un film di Ozpetek o Nanni Moretti, si percepisce nella scrittura l’influenza di Lucio Dalla nella raffinatezza e nell’efficacia d’espressione; il testo fu steso nello studio che fu di Lucio, in una notte in maniera tale che potesse essere spedito la notte stessa a Desiree.

Lei per strada, lui rubava i libri della biblioteca
e poi glieli leggeva seduto sopra un cofano”
Lei si calmava, lui la ritrovava nuda sulla sedia
e poi sovrapponevano il battito cardiaco

Nella vita le esperienze ed il tempo segnano, condizionano e plasmano il comportamento dei successivi incontri, con il passare del tempo si diventa selettivi, Samuele Bersani risponde in maniera diretta, profonda e adulta ad una domanda semplice ma allo stesso tempo delicata:

Come affronta questa felicità?

“Con prudenza. Non la voglio sciupare.”

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