Concato & Bertoli, Chiama Piano: un invito a non lasciarsi andare

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Esistono canzoni senza tempo, che una volta scoperte rimangono in quella parte del nostro cuore in cui vengono raccolte le emozioni più significative, importanti e indimenticabili. Imbattersi in una di queste vuol dire crescere insieme a loro e riscoprire ogni volta sensazioni nuove, contrastanti e assolutamente inaspettate. Chiama Piano è una di queste: singolo di Pierangelo Bertoli, pubblicato nel 1990 come strato dell’album Oracoli.

Il brano, scritto a quattro mani con Luca Bonaffini e cantato in coppia con Fabio Concato, rappresenta la volontà del cantautore di omaggiare una persona cara. Un amore universale che esplica attraverso versi e suoni quasi idilliaci e con la maestria del contrasto di voci dei due musicisti: il tono più grave e sicuro di Bertoli dona sicurezza e stabilità durante le prime strofe che rievocano immagini emotive e forti; Concato, invece, entrando in scesa a seguito del ritornello, porta con sé attimi di dolcezza e profonda voglia di lasciarsi cullare dalla melodia più armoniosa e pacifica.

Il testo è un lungo racconto che ci porta verso riflessioni importanti che spesso lasciamo in disparte per inseguire la routine quotidiana. Il consiglio è quello di guardarci intorno e riuscire a comprendere chi, davvero, abbiamo vicino; chi è sinceramente disposto a venirci incontro durante le nostre tempeste interiori. Un amico, l’amore di una vita, la persona conosciuta per sbaglio o, più semplicemente, lo sguardo di un passante: il brano invita a credere che non si è mai effettivamente soli come si pensa. C’è chi, in mezzo al caos, riesce a vedere i nostri pensieri più cupi e guardare oltre gli occhi bassi, le mani tra le mani, e regalarci un momento di serenità. Basta solo “chiamare” e osservare gli sguardi di chi sarà pronto ad accogliere la nostra richiesta.

Quando credi d’essere sola su un atollo in mezzo al mare
Quando soffia la tempesta e hai paura di annegare
Chiama, chiama piano
Sai che non sarò lontano
Chiama, tu, chiama piano
Ed arriverò io in un attimo, quell’attimo anche mio

Accade di smarrire la strada, di ritrovarsi persi e pieni di dubbi di cui non riusciamo a venire a capo, di non trovare più quella serenità neanche nelle piccole cose che un tempo ci rendevano felici. Succede e crolla quell’universo che cercavamo a tutti i costi di reggere e raggiungere per trovare il nostro posto nel mondo. Ma anche in questi casi di totale stravolgimento e difficoltà, tornare a credere che ci sia qualcuno che sia pronto a fare un primo passo, ad aiutarci a mettere insieme i pezzi, è fondamentale.

Quando crolla il tuo universo tra le righe di un giornale
Quando tutto intorno è perso e hai finito di sperare
Chiama, chiama piano
Sai che non sarò lontano
Chiama, tu, chiama piano
Ed arriverò io in un attimo, quell’attimo anche mio

Chiama Piano è un brano che promette vita vera. Una dose di naturale ottimismo verso un’umanità che ogni giorno viene sempre più assorbita da odio e tempeste sociali. Ascoltarla aiuta a riequilibrare le situazioni, gli stati d’animo e le sensazioni di palese malessere. Un invito a non lasciarsi andare mai, a promettere ottimismo e voglia di donarsi agli altri. Un atto di generosità e amore verso chi abbiamo vicino e spesso non riusciamo a vedere come vorremmo. Decidere di volare e riuscire a scacciare quella “nube di veleno” che spesso ci costringe a non osservare come vorremmo il crescente arcobaleno che abbiamo sotto i nostri occhi.

Quando il fuoco sembra spento e non pensi d’aspettare
Quando il giorno resta fermo e decidi di volare
Quando certa d’aver vinto sulla nube di veleno
E il tuo cielo è già dipinto di un crescente arcobaleno
Chiama, chiama piano
Sai che non sarò lontano
Chiama, tu, chiama piano
Ed arriverò io in un attimo, quell’attimo anche mio

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