La Libertà di Giorgio Gaber: il testo e il significato del brano

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Che cos’è la libertà? Nel 1972 Giorgio Gaber e Sandro Luporini scrivono a quattro mani una canzone che prova a  rappresentare il significato più sociale del termine: presente prima in Dialogo tra un impegnato e un non so, e poi in uno dei capolavori del teatro canzone, Far finta di esser sani (1973), La libertà è una delle bandiere sempre al vento della filosofia e poetica del cantautore Milanese.

Giorgio Gaber è capace di scavare l’origine di una forma di libertà intesa come condizione non esclusivamente imputabile alla natura umana (Come un uomo appena nato / Che ha di fronte solamente la natura), bensì ad una ricerca che prende il significato di desiderio (Vorrei essere libero / libero come un uomo) in grado di trasporre la propria più primitiva esistenza in un contesto pubblico nel quale, secondo il cantautore, l’uomo, animale sociale, possa intendere l’unica reale forma di questa libertà: quella che prende i sinonimi di collettività (Libertà è partecipazione) e democrazia (Come un uomo che ha bisogno / Di spaziare con la propria fantasia / E che trova questo spazio / Solamente nella sua democrazia).

Gaber cerca di elevare l’uomo oltre la mera istintività (Sempre libero e vitale / Fa l’amore come fosse un animale) e un interesse volto solo verso i propri confini (La libertà non è star sopra un albero), creando un nuovo concetto della parola stessa: la libertà è sì ideologia (E convinto che la forza del pensiero / Sia la sola libertà) ma non fine a se stessa, bensì condivisa in uno spazio collettivo capace di richiamare l’impegno sociale e politico. Ci si slega dunque dalle direttive di partito (E che passa la sua vita a delegare / E nel farsi comandare / Ha trovato la sua nuova libertà) e si rende tale libertà non oggetto, non condizione (Non è neanche un gesto o un’invenzione), ma natura stessa di un uomo capace e fiero di partecipare attivamente alle decisioni della propria esistenza. Non ci si arrende dunque a vivere in una forma di passività sociale, la quale viene superata partendo dal proprio diritto di voto, per poi innalzare la propria intelligenza non per sfidare la natura, ma per spaziare senza limiti in un cosmo che nient’altro è, se non il mondo: il proprio e quello di tutti.

Il momento storico in cui Giorgio Gaber scrisse questa canzone, fu un periodo di grande sollecitazione politica e ideologica: lui stesso, con questo brano, incita a quella forma di democrazia diretta come società modellata sul concetto di comune: tutti partecipano alle decisioni per il bene della comunità stessa.

La storia ha probabilmente dimenticato questa proposta sociale: quel che non deve esser scordato, è la proposta di riflessione che questa canzone può rinnovare ad ogni ascolto, a discapito della storia stessa, da non limitare solo ad un impegno politico locale, ma ad una forma di interesse totale e globale, essenziale per poter essere, per davvero, tutti partecipi e, di conseguenza, a nostro modo liberi.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato
che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco
con la gioia di inseguire un’avventura.
Sempre libero e vitale
fa l’amore come fosse un animale
incosciente come un uomo
compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno
di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio
solamente nella sua democrazia.
Che ha diritto di votare
e che passa la vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto
che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura
con la forza incontrastata della scienza
con addosso l’entusiasmo
di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero
sia la sola libertà

La libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
la libertà non è uno spazio libero
libertà è partecipazione.

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