Stage of Reality: il metal che cambia pelle

Tempo fa, qui su Auralcrave, parlavamo di come sarà la musica del futuro e dicevamo:

“…Il suono elettronico in tutte le sue sfumature si sta espandendo a macchia d’olio, contaminando tutti i pezzi pop su cui riesce a mettere le mani. La capacità dell’elettronica di imporsi in termini di popolarità, porterà un radicale cambiamento del concetto di musica. Sempre rimanendo sul tema generi musicali, questi saranno sempre meno rilevanti e sempre più indefinibili…”

È proprio quello che sta accadendo in questi giorni, e una conferma lampante sta nell’evoluzione recente del sound degli Stage Of Reality: una talentuosa band romana che è riuscita a lasciarsi contaminare dall’elettronica e costruire un sound del tutto nuovo. Un loro, personalissimo Electronic Metal.

Gli Stage Of Reality, con i loro due album, si sono sempre distinti per la loro vicinanza alla realtà: basti pensare ad alcuni brani come The Breathing Machines (che dà il nome al primo album) oppure Warlord (Album Stage Of Reality), e anche per il loro sound fanno lo stesso.

Per citare il chitarrista della band:

“Il mondo muta continuamente e così noi, così il nostro linguaggio, così i suoni che ci circondano e la musica che fa parte della nostra vita.”

La nascita del loro genere è da ricercare in band come Europe, Queen, Guns, Dream Theater. Da qui il germe è cresciuto, alimentandosi anche di elettronica, ed ha portato alla nascita del progetto Stage Of Reality: quintetto rock e sequenze, senza tastiere. Le scarse conoscenze in materia elettronica spingono il missaggio dell’album The Breathing Machines verso l’hard rock.

Col secondo album, Stage of Reality, l’hard rock diventa più oscuro e heavy per i brani di cronaca cupi e violenti, ma l’elettronica ancora non spicca. Occorre arrivare all’anno scorso per la vera svolta: la band comincia a lavorare a nuovi brani strumentali interessandosi e studiando la dubstep e la techno.

Sempre dal chitarrista:

“Il punto di vista cambia se scrivi musica non partendo dalla chitarra. La scommessa è scrivere con l’elettronica e la voce, per poi aggiungere gli altri strumenti e la band. I musicisti conferiscono umanità e portano il sound verso una direzione metal, ma sulla base di un brano elettronico e non il contrario.”

L’evoluzione è ovviamente particolarmente intrigante, e il pubblico sta ora aspettando l’arrivo del prossimo album per confermare l’efficacia della direzione intrapresa, che rappresenta a tutti gli effetti una vera e propria scommessa.

Nell’attesa del nuovo album, la band sarà al Traffic Live di Roma il prossimo 18 ottobre con i loro riff, i loro testi, la loro energia e con la vera novità: suonare live i synth e gli arpeggiatori con la loro coloratissima Maschine Mikro (Native Instruments). Il banco di prova perfetto per testare il loro stato di forma.

Stage of Reality
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