Perché Salina è la più bella delle isole Eolie

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Le isole Eolie, terre di Vulcani dove la bellezza è presente ovunque si volge lo sguardo. Salina, “l’isola verde” è sicuramente una tra le sette isole eoliane da non poter non  essere presa in considerazione. Chiamata dai greci Didyme per via delle due montagne gemelle: Fossa delle Felci (961 m) e monte dei Porri (860 m), riserva naturale dal 1981.

L’isola fu abitata fin dall’età del bronzo e si è sviluppata e poi abbandonata più volte nei successivi millenni. La contraddistingue una rigogliosa vegetazione. Fitti boschi di felci, pini, castagni, querce, corbezzoli, mirti,  ginestre sono presenti sul territorio e in particolare sui due rilievi. Inoltre, sparsi dappertutto i cespugli di capperi, una delle antiche risorse dell’isola.

Il cappero di Salina è il bocciolo di un arbusto perenne che cresce spontaneamente nell’area mediterranea. La storia del cappero e del suo uso, sia a livello alimentare che medicinale, si trova già nei testi di Ippocrate, Aristotele e Plinio il Vecchio. Dopo la fioritura la pianta dà vita a dei frutti chiamati cucunci. Non è raro imbattersi nei raccoglitori che iniziano a raccogliere di mattina molto presto; per evitare il sole cocente.

Uno dei simboli di queste terre è senza dubbio il fico d’India, lo si vede ovunque, con le sue forme particolari a seconda di dove poggia. Inoltre, vaste sono le zone dedicate ai frutteti, agli uliveti e ai vigneti. La famosa e gustosa Malvasia nasce in queste terre. Con queste premesse i Sentieri non potevano di certo mancare.

Tante passaggiate possibili, ognuno con la propria particolarità e bellezza. Sentieri questi che tolgono il fiato, costeggiando il mare con punti di vista sempre magnifici immersi nella macchia mediterranea. Volgiamo la nostra attenzione in particolare a un sentiero: la pietra che suona. Ci si può arrivare percorrendo diversi itinerari più lunghi, meno lunghi, ma resta il fatto che una volta giunti lì non si può non testare i suoni della pietra.

In sostanza si tratta di un enorme pietra adagiata su un’altra pietra. La caratterizza il fatto che tra le due vi è del vuoto che funge da cassa armonica, quindi picchiettando un sasso si produce un suono. Sta poi a chi usa la pietra a emettere o meno una dolce melodia.

Ogni montagna ha i suoi segreti ed i suoi conoscitori. Tra gli abitanti dell’isola ci sono veri lupi di montagna, che conoscono ogni angolo del bellissimo promontorio, amanti della natura che praticano i sentieri nel segno dell’amore che hanno verso la loro terra. Non faticherete a incontrarli di persona, mentre camminate per i percorsi dell’isola.

Per arrivare alla Pietra è possibile partire dal cimitero di Leni oppure dal semaforo di Pollara, a seconda della lunghezza che si vuole compiere. Lungo il sentiero vi è anche una casetta aperta a tutti, una sorta di rifugio dove gratuitamente si può bere e ristorarsi senza pretese. Questo angolo di paradiso permette di ritagliarsi un po’ di tempo lontano dai rumori del mondo cosidetto civilizzato: al massimo si potrà essere “disturbati” dallo stridio  dei falchetti che sorvolano la zona a caccia di una potenziale preda, o semplicemente per divertirsi in volo.

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