L’Uomo Che Cadde Sulla Terra diventa una serie tv

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Per tanti anni abbiamo ricordato L’Uomo Che Cadde Sulla Terra esclusivamente come il film d’esordio (e che esordio!) di David Bowie sul grande schermo e solo in tempi più recenti la pellicola del grandissimo Nicolas Roeg (un veterano, già direttore della fotografia per Corman e Truffaut, operatore di macchina per Lawrence D’Arabia e Il Dottor Zivago nonché regista di veri e propri classici semi-dimenticati come Sadismo, A Venezia… Un dicembre rosso shocking e Walkabout) ha cominciato a suscitare l’interesse di critici e analisti vari per le proprie qualità. Qualità che vanno oltre la mera presenza tra i protagonisti di una rockstar al top della popolarità (piccola curiosità: il personaggio di Bowie, seduto di fronte a innumerevoli schermi televisivi, ha acceso la fantasia di Alan Moore durante la creazione di Watchmen, in particolare per il personaggio di Adrian Veidt(Ozymandias).

Alla base della storia c’è un bellissimo romanzo di Walter Tevis, che aveva già scritto Lo Spaccone (che sarebbe diventato poco dopo uno dei film più memorabili di Paul Newman) ed era perseguitato da problemi di alcolismo che lo avrebbero tormentato per tutta la vita. Il romanzo oggi può sembrare leggermente anacronistico e fare sorridere per certi suoi aspetti, ma presenta in realtà alcuni elementi quasi profetici che possono far riflettere: al centro c’è un alieno umanoide che ha raggiunto la terra per trovare una soluzione alla penuria di risorse che sta uccidendo il suo mondo di origine; con le proprie conoscenze in campo tecnologico (molto più avanzate rispetto a quelle terrestri) l’alieno, che ha scelto il nome di Thomas Jerome Newton, fonda un impero industriale che lo porta in pochi anni a diventare miliardario e a tentare di costruire un’astronave per il ritorno a casa, ma qualcosa andrà storto.

Intorno al 2005 David Bowie acquisto i diritti del romanzo di Tevis per eventuali ulteriori sfruttamenti e l’acquisto si tradusse nella produzione, dieci anni più tardi, del musical Lazarus (una sorta di sequel teatrale del film di Roeg, in realtà un vero e proprio testamento artistico per Bowie) ma, in seguito alla sua morte, il romanzo originale è tornato al centro degli interessi di molti produttori cinematografici e televisivi. Per oltre un anno è sembrato infatti che fosse la piattaforma streaming Hulu a dover realizzare un nuovo adattamento del libro di Tevis, ma è notizia recente che è stata CBS All Access (la piattaforma on-demand di CBS) ad ordinare una serie televisiva tratta dal romanzo, che sarà sviluppata da Alex Kurtzman (già showrunner delle nuove serie televisive di Star Trek in programma su CBS) in collaborazione con Jenny Lumet e John Hlavin. I tre hanno già scritto l’episodio pilota della nuova serie tv, che sarà diretta dallo stesso Kurtzman. Che un progetto del genere potesse essere di grande interesse per Kurtzman era prevedibile: i riferimenti al film di Roeg (e al romanzo di Tevis) sono innumerevoli nella sua produzione, specialmente nella serie Fringe, dove addirittura appaiono personaggi di nome Thomas Jerome Newton e David Robert Jones (vero nome all’anagrafe di Bowie), quindi la sua scelta come principale autore della nuova serie non stupisce.

La parte più interessante di questo progetto sarà vedere come la storia sarà modificata per adattarsi ai giorni nostri: il Thomas Jerome Newton del romanzo originale fondava il proprio impero sulla base di tecnologie analogiche, che oggi (nel pieno splendore dell’era digitale) risulterebbero assolutamente anacronistiche. Non è tutto, perché se negli anni sessanta e settanta la figura di Newton poteva essere molto “aliena”, oggi il mondo è tranquillamente abituato a miliardari eccentrici come Steve Jobs, Jeff Bezos (che di recente ha proposto di spostare tutte le industrie inquinanti sulla Luna) ed Elon Musk (che con lo spazio ha molto a che vedere): secondo Jenny Lumet, che racconta di avere avuto l’idea della nuova serie insieme a Kurtzman il giorno in cui Steve Jobs presentò al mondo il primo iPhone, la sfida sarà quella di creare un alieno completamente diverso da quello impersonato da Bowie e modellato proprio sulle figure dei più grandi industriali del nostro tempo.

Nell’attesa di scoprire i nuovi sviluppi legati a questa serie non ci resta che rispolverare il romanzo di Tevis, (ri)scoprire il film di Roeg, che nonostante gli anni passati e qualche anacronismo col mondo di oggi sanno sicuramente offrire emozioni ancora fortissime.

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