What’s Going On: il significato della canzone di Marvin Gaye

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La comprensione è la linfa vitale di un album capolavoro.

Per comprendere l’essenza di What’s Going On, l’album di Marvin Gaye uscito nel 1971, bisogna partire da una lettera. Una delle tante che Frankie, il suo fratello più piccolo, spediva a Marvin. In quello spazio su carta cercava di descrivere la sporca guerra in Vietnam, nella quale si era ritrovato coinvolto, mettendo nero su bianco le sue emozioni.

A notte fonda, giù a parlare di vita e di morte, di soldati e di governo, di bianchi e di neri. Di reduci che tornavano a casa solo per farsi chiamare «assassini» e per scoprire che il loro posto di lavoro se l’era divorato la crisi economica oppure il pregiudizio. I fratelli Gaye leggevano, parlavano e piangevano. Quanti afro-americani erano andati a combattere? E quanti erano morti? Quanti sapevano quel che facevano? E quanti sapevano leggere tra quei ragazzi neri disperati?

You see, war is not the answer
For only love can conquer hate

Vedi, la guerra non è la risposta
Perché solo l’amore può vincere l’odio

Quella roba andava raccontata così come gli scontri per le strade, la frustrazione dei reduci, i “fratelli” che si bruciavano il cervello con la roba, le politiche sociali che affamavano i bambini e la rabbia che saliva dalle strade.

What’s going on era un saluto diffuso fra gli afroamericani – l’equivalente di “com’è?”, “«come va?”, “che si dice?” – ma strappato dal contesto gergale assumeva un significato più profondo. La domanda “che succede?” era la sintesi estrema dello smarrimento di Gaye di fronte ai destini della nazione e alle lettere del fratello minore.

Mother, mother
Everybody thinks we’re wrong
Oh, but who are they to judge us
Simply ’cause our hair is long
Oh, you know we’ve got to find a way
To bring some understanding here today

Madre, madre
Tutti pensano che ci sbagliamo
Ma chi sono loro per giudicarci
Solo perché portiamo i capelli lunghi
Tu lo sai, dobbiamo trovare il modo
Di portare un po’ di comprensione, qui, oggi

Ne venne fuori un grido di velluto, in un richiamo compassionevole, tra note che sembrano appartenere a un altro mondo, a un’altra dimensione, forse presente nelle fessure fra i tasti bianchi e neri del pianoforte.

Sembra di vederlo Marvin, mentre legge le lettere e prova un senso d’inferiorità per quel coraggioso fratello minore che stava dall’altra parte del mondo, mentre lui cos’era? Forse una star viziata. Un ingranaggio dell’industria discografica.

Sospirava honey e baby nelle canzonette che i produttori della Motown (mitica etichetta discografica nata a Detroit e proprio per questo chiamata “Motor town”, visto che Detroit era una città di motori per il gran numero di fabbriche e officine d’auto) gli cucivano addosso. E intanto migliaia di giovani morivano in Vietnam… Ma non c’era solo la guerra esterna. Tanti ragazzi di colore combattevano quotidianamente le ingiustizie nelle strade d’America, nei mille Vietnam casalinghi.

Gli echi di tutto questo divennero troppo assordanti per passare inascoltati. Marvin Gaye comprese di non poter più nascondersi dietro canzoni d’amore smielate. La vita gli stava chiedendo di fare un passo avanti.

Cosi nasce What’s going on: un album spirituale.

La domanda “che succede?” era la sintesi estrema dello smarrimento di Gaye. Uno sguardo pieno d’amore gettato su un’umanità in crisi: le madri che assorbono il dolore della comunità, i figli che muoiono in Vietnam, i padri tentati di rispondere con violenza alla violenza. Nella title track Marvin canta:

Mother, mother
There’s too many of you crying
Brother, brother, brother
There’s far too many of you dying
Father, father […]
You know we’ve got to find a way […]
To bring some lovin’ here today
Don’t punish me with brutality
Talk to me, so you can see
Oh, what’s going on

Madre, madre
Ci sono troppe madri come te che piangono
Fratello, fratello, fratello
Ci sono troppi fratelli come te che muoiono
Padre, padre […]
Sai che dobbiamo trovare il modo […]
Di portare un po’ di amore qui oggi
Non punirmi con brutalità
Parlami, e capirai
Che cosa sta succedendo

Parole semplici e illuminanti. La comprensione come forma di lotta. La musica, lei sola, celava la risposta a quella domanda, a quel what’s going on? Era amore per la comunità, per il prossimo, che si faceva suono.

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