It Felt So Real: il realismo magico di Sislag

Esserci o non esserci è l’incontro tra gli estremi più importanti, ingombranti, invadenti delle storie d’amore in musica, in tutte le epoche: metafora dalle mille possibili facce, percorso che crea molteplici deformazioni della poetica che conosciamo. Nel tentativo di raccontare un paesaggio attuale della realtà che questo incessante happening emotivo è in grado di generare, l’EP di Sislag ci consegna un nuovo interessante capitolo della contesa.

It Felt So Real è il singolo estratto dall’omonimo extended play, ed è la trave portante di una narrazione a quattro tinte diverse, ma che cerca in ognuna di esse di parlare un linguaggio comune, di dialogare intrinsecamente, di cercarsi tra le sfumature. Quella scomparsa e ricomparsa dei sentimenti di una storia intensa e vissuta, nel metodico mondo odierno, prende la piega soul proiettata al futuro.

 

Sembrava così reale  

Un gioco che tanto è capace di distrarre, ma che colpisce in realtà per la precisione con cui scolpisce un’estetica nuova: con un distacco marcatamente melodico rispetto al significato intrinseco del suo messaggio – a disegnare la trama di quello che ha tutte le sembianze di un racconto dal contorno agrodolce – il brano è un crescendo emotivo incalzante.

L’evoluzione ritmica costantemente controllata, dall’arrangiamento che sembra citare Shlohmo e la scuola soulful dell’elettronica europea, abbraccia i mondi eterei del realismo magico, murakamiesco a cui si ispira il pezzo.

Il video, ideato da MVMNT e girato con la collaborazione di Wale Studio, racconta un cliché, una storia d’amore in cui le sensazioni che si provano sono altalenanti, dai momenti di profondo coinvolgimento a cui si intervallano il distacco e la perseveranza dell’errore. Ma c’è di più, c’è quel reale immaginario che raccontava Kafka on the Shore e che sbuca sotto forma di citazione, come osservatore dei nostri tempi: i due protagonisti, prima durante le istantanee di normale complicità e poi catapultati in uno scenario onirico, si rincorrono alla ricerca di risposte che, fino alla fine, sembra non abbiano mai avuto una vera domanda a cercarle. La cornice è per questo fredda, destabilizzante nella sua tenerezza straniante. La rincorsa verso l’epilogo dell’amore che spiega, si spiega. Ma che è, in realtà, l’errore a monte di tutto il tragitto. Come sembra suggerire il video, nel tornare a ritroso e negare una vera risposta che non ci viene mai data veramente.

All’interno dell’EP, la tenera ballata d’apertura That’s Not My Cup Of Tea ricorda tramonti estivi in spiaggia e concilia con un mood dalla tempra densa, ricca di colori chiari, immettendo in quello che sarà un dialogo di sonorità sempre sincere. Everything Turns To Sea, la traccia più orientata al club del lotto, è l’incontro delle melodie soffici, che ci hanno finora accompagnato, verso una chiave decisa e velatamente più spinta a nuovi lidi. La parte maggiormente dance dell’EP, che nel brano ha dei risvolti mirati a puntare – e parlare – oltre i soliti luoghi. In chiusura, il reprise di That’s Not My Cup of Tea, stavolta in featuring con Kid Travis, rimescola le carte e inserisce vibranti influenze à la Craig David in una ritmica lessicale ancora una volta delicata ma concisa, decisa ad emozionare con toni nitidi.

La cover ufficiale dell’EP

Sislag è un progetto sentito con una visione ben precisa e uno stile capace di conquistare il pubblico. Resta solo da aspettare il modo in cui sboccerà.

It Felt So Real di Sislag è in streaming qui

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Testo: Giovanni Coppola

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