Quando Isaac Asimov immaginò il futuro 2019

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Chi di noi non si è mai posto domande sul futuro, chi non si è mai chiesto cosa ne sarà della società oppure quali saranno gli sviluppi nel campo tecnologico e digitale, e ancora, quali progressi interesseranno al scienza? L’uomo da sempre tende a creare trasposizioni immaginarie della realtà a distanza di decenni, secoli o perfino millenni. Lo fa perché è nella sua natura, direbbero alcuni. Questo è certamente vero, così come è vero anche che ognuno costruisce il proprio immaginario secondo i propri schemi mentali. E se a ipotizzare il futuro non fosse un uomo comune, bensì uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, quale sarebbe il risultato?

A questo interrogativo sembrerebbe aver tentato di fornire una risposta, in primis, il mondo del giornalismo. Nel 1983, ben trentacinque anni dopo l’uscita del romanzo 1984 di George Orwell, il quotidiano canadese Toronto Star aveva chiesto a Isaac Asimov (che insieme a Robert Heinlein, L. Sprague de Camp, Frederik Pohl all’epoca era uno dei più illustri scrittori di fantascienza) di fare le sue previsioni per il 2019. Per quanto una simile richiesta potesse sembrare azzardata, l’opinione pubblica aveva tutta curiosità di domandarsi cosa sarebbe accaduto al mondo moderno in un arco temporale così ampio.

Ebbene, Asimov era partito introducendo tre temi principali, quali la guerra nucleare, i computer e lo spazio. Nelle sue ipotesi l’informatizzazione avrebbe continuato il suo inarrestabile processo di sviluppo e i dispositivi computerizzati portatili avrebbero presto invaso lo spazio domestico; la crescente complessità – e potremmo aggiungere frenesia – della società moderna avrebbe reso impossibile all’uomo fare a meno dei computer. Inoltre, lo scrittore aveva mostrato particolare preoccupazione circa l’irresponsabilità degli esseri umani nei confronti della gestione dei rifiuti: i problemi legati all’inquinamento sarebbero stati “sempre più evidenti e insostenibili”.

Almeno fino a qui, le previsioni di Asimov sembrano essere lo specchio perfetto della realtà odierna.

Tuttavia, nell’immaginario dello scrittore, “l’uomo del futuro” avrebbe raggiunto diversi altri obiettivi che ancora sembrano lontani dallo stato attuale delle cose. Innanzitutto, Asimov aveva previsto un cambiamento radicale del lavoro – come già era avvenuto durante la rivoluzione industriale – che, se in parte potrebbe dirsi essersi realizzato, ancora non presenta la scomparsa delle mansioni ripetitive. Se è ammissibile che i robot abbiano sostituito in parte i lavoratori umani, ad oggi quest’ultimi non possono ancora sottrarsi alla proprie mansioni per dedicarsi ad altro, come all’arte o alla letteratura. Infine, il rinnovo del sistema scolastico previsto da Asimov, in cui ogni alunno avrebbe potuto imparare in modo rapido e divertente solo le materie che preferiva, è ancora distante dall’effettiva realizzazione.

Su questo frangente, si potrebbe dire che Asimov aveva preannunciato la nascita di una generazione di individui già completamente a suo agio nell’utilizzo dei dispositivi high-tech, quelli che oggi sono definiti “millennials”.

Torna poi il tema dello spazio. Forse, i progressi fatti fino ad oggi lascerebbero lo scrittore un po’ deluso: infatti, sembrava avere la certezza che in futuro si sarebbe completato il primo prototipo di centrale elettrica solare spaziale e che le fabbriche sarebbero state impiantate stabilmente in orbita… Per tutto questo forse si dovrà ancora attendere, ma per quanto riguarda la Luna, qualche buona notizia sembrerebbe esserci, a cominciare dall’annuncio dei piani di costruzione per una struttura permanente fatto dagli USA nel 2017, dall’esplorazione della faccia nascosta del satellite terrestre ad opera della Cina e dalla promessa di Elon Musk di portare nell’orbita lunare il primo turista spaziale entro il 2023.

Insomma, tra utopia letteraria a realtà, le previsioni di Asimov circa il futuro dell’umanità parrebbero essersi realizzate sono in minima parte, ma sono la più concreta dimostrazione di quanto l’immaginario fantascientifico possa spingersi lontano nel delineare mondi e società nuove.

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