Le fotografie rivoluzionarie di Madame D’Ora

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Dora Kallmus (1881 – 1963), in arte Madame d’Ora, fu la prima donna ad essere ammessa alla Scuola applicata di Grafica di Vienna, nel 1905, lo stesso anno in cui entrò a far parte dell’Associazione dei Fotografi Austriaci. Immenso il suo contributo per lo sviluppo della fotografia artistica, ricco di creatività e testimone indiscusso della vita mondana dell’epoca.

La Kallmus mosse i primi passi nell’aristocratica Vienna Asburgica di inizio secolo, divenendo principalmente una fotografa ritrattista dell’alta borghesia. Gustav Klimt scelse proprio lei per farsi ritrarre. Terminati gli studi a Vienna si trasferisce a Berlino per un tirocinio di cinque mesi presso l’atelier del celebre ritrattista Nicola Perscheid. Ad attrarla però è lo stile dell’assistente Arthur Benda con il quale decide di avviare una collaborazione artistica. Nasce così lo studio Benda – d’Ora.

Gustav Klimt fotografato da Dora Kallmus (Madame D’Ora), 1908

Inaugurato nel 1907, il salon divenne lo studio fotografico di punta a Vienna, scelto dai maggiori intellettuali dell’epoca. Sono almeno 90000 gli scatti realizzati tra il 1907 e il 1927. Madama d’Ora si dedicava con attenzione all’allestimento dello studio, privilegiando un’atmosfera informale ma pur sempre innovativa e di gran classe. Caratteristica del suo stile è la scelta della macchina fotografica a mano, che a differenza del cavalletto dona un maggiore dinamismo.

All’epoca il ritratto aveva delle regole ben precise, che lei capovolge fornendo ai propri soggetti pose meno plastiche e più naturali. La clientela borghese era attratta proprio dall’originalità data dai sfondi neutri, dai pochissimi accessori, dai contorni nitidi e volti illuminati. Tra i soggetti prediletti figurano le ballerine, proprio per la tendenza a quel dinamismo che l’accompagnerà per tutta la sua carriera.

Sono le fotografie di moda ad affermare il successo dell’atelier, grazie anche all’esperienza passata della Kallmus presso la Wiener Werkstate e per la casa di moda delle sorelle Floge (Emile, musa ispiratrice di Klimt). La svolta avviene proprio con la collaborazione per la rivista parigina di moda L’Officiel de la Couture: la pubblicità per immagini sostituisce così lo slogan. A Parigi le sue modelle sono Anna Pavlova, Eva Rubistein e Tamara de Lempicka, ritratte in pose sensualissime.

Marion Brenda fotografata da Madame D’Ora, 1920

L’invasione nazista e la Seconda Guerra Mondiale portano Madame d’Ora, di origine ebraica, a chiudere l’atelier parigino e a rifugiarsi in un paesino a sud di Lione, dove rimase fino al 1945. Tra il 1948 e il 1954 realizza due importati reportage: il primo, commissionato dall’Onu, ha come protagoniste le famiglie dei rifugiati di guerra, in attesa di rientrare nelle proprie case bombardate. Il secondo reportage, dal titolo Abattoir – mattatoio, è realizzato nei macelli parigini, come metafora della tragedia dell’olocausto.

Prima del ritiro del 1957, Madame d’Ora ritornò al suo primo amore: il ritratto. Quello di Pablo Picasso fu il suo ultimo scatto leggendario.

Pablo Picasso fotografato da Dora Kallmus (Madame D’Ora), 1955

Muore in Austria nel 1963. Rimane indimenticato il suo valore per il progresso della fotografia e quei volti così espressivi ed intensi sono testimonianza di una modernità travolgente.

Una affascinante galleria di fotografie realizzate in vita da Madame D’Ora è disponibile a questo link.

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