Sei musicisti famosi che hanno abbracciato la religione

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La storia della musica pop-rock, da sempre in costante equilibrio tra sacro e profano, è scandita da conversioni religiose clamorose. Sono molti i musicisti dediti a una vita dissoluta e trasgressiva che, a un certo punto della loro carriera, proclamano il loro incontro con la fede e persino la loro redenzione.

Il primo e più emblematico caso di conversione è quello di Little Richard, uno dei padri del rock’n’roll e il primo a impersonare lo stile trasgressivo e oltraggioso del genere. Cantante e pianista fiammeggiante, dalla bisessualità dichiarata, è al culmine della sua fama quando nel 1957, durante un tour in Australia, si vede nudo nel sonno, dannato, perso tra le fiamme dell’inferno. Interpreterà quel sogno come la richiesta di Dio ad abbandonare il rock e la sua vita peccaminosa. E così il musicista finirà per intraprendere la carriera di predicatore, dopo aver frequentato l’università cristiana dell’Alabama. La sua carriera sarà un costante altalenare tra e fede e preghiera e il richiamo del rock’n’roll.

Anche Al Green, star americana del soul, ha vissuto la stessa rivelazione. I suoi successi, molto sensuali, erano in cima alle classifiche dei primi anni ’70, quando riceve un segno da Dio: l’apparizione dello Spirito Santo in un hotel di Disneyland nel 1973. Poi nel 1974, il tragico episodio di una fidanzata gelosa, che rovescia sulla sua schiena nuda una pentola di porridge bollente prima di suicidarsi nella stanza adiacente. L’evento lo segnò nel corpo e nell’anima a tal punto che si eclissò dalla scena per diventare reverendo della chiesa Full Gospel Tabernacle di Memphis. Per otto anni, Al Green ha cancellato via qualsiasi canzone pop dal suo repertorio ma ha raggiunto un grande successo grazie alla registrazione di una serie di canzoni gospel che gli valsero ben otto Grammy nel corso degli anni ‘80.

Ben noto è l’interesse per la fede cristiana di Bob Dylan. La sua conversione avvenne durante un tour nel 1978. Dylan racconta di aver sentito una presenza nella sua camera d’albergo, che lo spinse ad uscire e cercare una chiesa. Diversi membri della sua band all’epoca erano Born Again Christian, seguaci di una nuova religione protestante che professa la fede nei vangeli. Anche il cantante seguirà la stessa dottrina, dedicando ben tre dischi al suo percorso spirituale, i quali, tuttavia, non avranno un gran successo. I suoi tour, pieni di preghiere e sermoni durante i concerti, annoiavano tremendamente il suo pubblico. Nell’album Infidels, c’è una foto che lo ritrae a Gerusalemme, chinato mentre tiene nella sua mano la terra d’Israele; in seguito dichiarò di aver avuto una rivelazione di fronte al Muro del Pianto.

Il Guitar-hero del latin rock, Carlos Santana prende molto sul serio il suo rapporto con la spiritualità e grazie agli insegnamenti del guru Shri Chinmoy, si dichiara in grado di gestire e la sua naturale “attrazione per il lato oscuro della vita”. Il 1999 segna il suo grande ritorno sulla scena grazie al disco Supernatural del quale Santana ha spiegato l’origine: “è l’angelo con cui sono in contatto, Metatron, che mi ha detto che avrei avuto successo, è l’architetto della vita fisica, è lui che mi indica la direzione”. Tramite una specie di radio e un cristallo verde, il chitarrista dichiara di riuscire a conversare con vari dei e angeli custodi ma anche con musicisti morti come John Coltrane, Bob Marley, Miles Davis, che gli forniscono vere e proprie consulenze professionali.

Il ritorno ai valori cristiani tocca anche uno dei generi più inaspettati. I fan di heavy metal sono rimasti sorpresi dalla recente conversione di Brian “Head” Welch, chitarrista del gruppo Korn, fino ad allora simbolo di un immaginario oltraggioso, a volte vicino al satanismo. Eppure oggi proprio la comunità metal accoglie il maggior numero di conversioni. Welch confessa di non essersi mai davvero divertito con i Korn: “eravamo sobri solo due ore al giorno, tutti i giorni”. Ora racconta di essere pulito e, soprattutto, si definisce convintamente cristiano. Si è fatto battezzare nel fiume Giordano in Israele, insieme ad altri membri della sua chiesa, la Bible Valley Fellowship.

Anche Alice Cooper, il rocker “maledetto” per antonomasia, afferma di essere felice della propria conversione, tanto da definire Satana come il suo nemico numero uno. Pioniere dello “shock-rock” caratterizzato da spettacoli estremi con immagini macabre e terrificanti, l’artista racconta come è avvenuta la sua folgorazione. Era in tour quando Gesù in persona gli è apparso in sogno e gli ha sussurrato le seguenti parole: “Alice, so che tu non credi in me. Ma io credo molto in te, e non ti ho mai abbandonato. Sei stato per tanti anni la voce del male, da oggi vuoi essere la mia voce?”. Da quel momento la sua missione artistica è informare i suoi fan che Satana esiste davvero invitandoli a non giudicare Alice per quello che ha fatto, ma a lodare Dio per quello che fa adesso. Chissà cosa ne pensa il suo vecchio amico pitone.

Francesca Brocchetta

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Francesca Brocchetta è laureata in Studi linguistici e filologici e dedita allo studio e alla pratica della comunicazione analogica non verbale. Appassionata di musica e medicine naturali, ha acquisito il titolo di Operatrice Olistica seguendo il corso di Mauro Pedone sul Massaggio Sonoro con le campane tibetane e si è formata in Musicoterapia Orientale e Canto Armonico presso la scuola di Nada Yoga di Riccardo Misto. La trovate su Facebook.

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