Uomo, musicista, poeta: chi era davvero Angelo ‘Sigaro’ Conti

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Ovunque si parla della scomparsa del fondatore della Banda Bassotti Angelo Conti detto ‘Sigaro’. Un uomo, un cantante, un musicista e un poeta che è scomparso lasciando il mondo della musica troppo presto a causa di una veloce malattia. Angelo Conti è venuto a mancare all’età di 62 anni e in questi giorni la sua famiglia, i suoi amici, i fan e i suoi colleghi musicisti che in lui hanno riconosciuto un punto di riferimento lo stanno ricordando abbracciandosi in un cordoglio sincero.

Quando si pensa alla Banda Bassotti si associa subito questo nome a uno dei progetti musicali made in Italy più longevi, perché il gruppo romano ha incominciato la propria carriera nel 1981 e poi non si è più fermato, portando avanti la propria identità musicale su ogni palcoscenico.

Il leader ha rappresentato a tutto tondo uno dei padri della scia ska/punk italiana; il suo nome e volto narrano di un personaggio che ha racchiuso da subito l’essenza e lo spirito di questo genere musicale underground che, prima a Roma poi in tutta Italia, ha iniziato a farsi strada concretamente raccontando la rabbia e il dissenso politico: un esempio lampante è il loro album, uno dei più noti, Figli della stessa rabbia uscito nel 1992.

Angelo Conti ha condiviso con i suoi compagni sogni e ideali, ma soprattutto ha scoperto insieme ai suoi fratelli la battaglia verso un unico obiettivo: la realizzazione di una società aperta e solidale nei confronti degli oppressi.

La band è stata sempre impegnata anche dal punto di vista politico; questi artisti hanno sempre trasmesso con la musica le proprie ideologie accompagnate da un approccio diretto e una gran voglia di informare un pubblico più ampio possibile dalle piazze ai centri sociali, dai club ai locali più frequentati non solo di Roma. Per il portavoce della Banda Bassotti il palco era la propria casa; c’era sempre qualcosa da comunicare, da raccontare un nuovo brano o una nuova lotta. La verità che sprizza senza freni senza indugi in ogni pezzo è uno dei tanti elementi apprezzati dai fan; spaccati di vita quotidiana narrati da un’unione di musicisti che, oltre a fare questo di mestiere sono allo stesso tempo lavoratori in un cantiere.

In questi giorni è importante ricordare Angelo Conti come un uomo volenteroso e umile che ha cercato con i suoi colleghi di raccontare e combattere anche attraverso le canzoni l’ipocrisia e l’ingiustizia. Oggi il ribelle è partito per un lungo viaggio di non ritorno. Roma piange insieme a tutti i suoi sostenitori che lo ricordano per la sua anima libera e sincera, a volte irosa, una centrifuga di musica, un uomo e un lavoratore, un artista concreto e un personaggio incredibile.

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