Johnny Casini: quando la grande musica bussa alla tua porta

La California, da San Francisco a Los Angeles, via Big Sur, questo stato situato nel sud della West-Coast che affaccia sull’oceano Pacifico, è stata fonte di ispirazione per molti: dagli scrittori della Beat Generation a molteplici rockers, dagli Allman Brothers, agli Eagles, fino alla band forse più rappresentativa di quel periodo, i Doors. Una strada che ha contribuito notevolmente anche alla formazione di un giovane artista, uno che ha fatto molta strada per giungervi. Il suo nome è Johnny Casini.

Quello di Johnny è un vero e proprio miscuglio di culture, con una mamma mauriziana ed un papà italiano. Lui è nato a Correggio, un posto che tutti ben conosciamo e che ha dato i natali anche ad altri artisti del nostro panorama musicale. La via Emilia ha certamente contribuito alla formazione artistica, con i genitori che cercano sin da subito di indirizzare il ragazzo allo studio della musica con l’apprendimento della chitarra classica, per poi, come spesso accade, passare a quella elettrica. Johnny, influenzato dai grandi del rock internazionale e dal Brit-pop, pubblica e autoproduce nel 2014 il suo primo demo: For a New Death.

La svolta è dietro l’angolo proprio, perché questo suo lavoro lo fa notare da un grande produttore come Claude Ismael, nome che non ha di certo bisogno di presentazioni, avendo lavorato con grandi del calibro di Frank Zappa, The Cure e Barry White. Claude persuade Johnny che la sua strada è quella del musicista e gli propone la produzione di un EP, sconvolgendo in pratica la sua vita: lascia gli studi universitari in Chimica e nel 2015 vola a Londra sotto l’egida del produttore artistico Phil Manzanera, altro grandissimo nome nel panorama internazionale. Nel suo anno londinese Johnny inizia un solido lavoro nella pre-produzione del suo lavoro, con un cast di musicisti di prim’ordine, tra cui spiccano Javier Weyler (Stereophonics), Gus Robertson (Razorlight) e Yaron Stavi (David Gilmour, Richard Galliano, Robert Wyatt). Questo genere di esperienza, complice anche la lontananza dagli affetti più cari, tempra ancora di più il carattere dell’artista, dando un’ulteriore aura emozionale a tutta l’opera.

L’Ep completo, composto da sei brani, è fortemente influenzato dal Brit-pop che vira nell’Indie, ma anche dal southern rock. Proprio con quest’ultimo inizia l’album, con Dj & Honey Girl l’artista strizza l’occhio anche ad un certo glam rock, racconta la difficoltà nel relazionarsi nei grandi locali, dove paradossalmente il materiale umano non mancherebbe. Dark Sunglasses è pop/rock pieno di carica ed innamorato, con gli occhiali da sole che in chiave moderna fungono da maschera pirandelliana per le nuove generazioni, a volte danno sicurezza ma ci impediscono di guardare alla realtà delle cose. I’m Not Blind For You ricorda appieno le sconfinate strade americane e la sua aura di pura libertà, con un intro cupamente piacevole, anche grazie alla penna di Gus Robertson che ha partecipato alla stesura del brano.

Dopo un po’ di tenebra però, abbiamo la romantica ed interiore My little house, pregna di mancanza ma anche di tenerezza per gli affetti lasciati a casa, e la scanzonata Night On The Balcony, che approfondisce le serate brave in giro per la “City”, dove tutto può accadere e dove ci si libera anche per poco dalle responsabilità, da tutti i muri collettivi che a volte edifichiamo. Infine, This is The Place, una canzone che strizza l’occhio a Damon Albarn ed a tutta la Londra dei 90’ ed ha come imperativo la riconquista di un’amore perduto ma di cui non si può e non si vuole fare a meno.

Emozioni altisonanti e sincere vengono sviscerate dal giovane Johnny che anche grazie alle sue lontanissime ed esotiche origini cela una delicatezza di fondo non indifferente, affascinante ed affabulatorio proprio come una bella donna che incontri per strada e sai già che amerai. 

“Tutto è cambiato. La mia vita è cambiata. Mi sentivo diverso e per la prima volta ho cominciato a scrivere delle mie sensazioni più profonde, delle mie emozioni e dei miei dolori.”

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Johnny Casini
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Testo: Pierluigi Gabriele

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