Polemica Apu: i Simpson pronti a cancellarlo? Facciamo chiarezza

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La notizia trapelata nelle ultime ore riguardo l’eliminazione di Apu de I Simpson da parte della Fox sta scatenando una serie di reazioni indignate sul web. Apu è il negoziante dal marcato accento indiano, che possiede un supermercato a Springfield e non ha mai mostrato troppo interesse ad integrarsi con lo stile di vita americano. Ma quali sono i motivi di tale scelta, e perché non è ancora tutto deciso sul futuro del proprietario del Kiwk-E-Mart? Partiamo dal principio.

L’incidente scatenante si deve al documentario del 2017 The Problem with Apu, scritto dal comico Hari Kondabolu, che, prendendo in esempio il noto personaggio dei Simpson, denunciava i ripetuti stereotipi nei confronti delle comunità straniere residenti negli USA, in particolar modo – ovviamente – su quelle indiane. Il dito è stato puntato anche contro il doppiatore americano di Apu, Hank Azaria (vincitore di un Emmy Awards nel 1998 proprio per i Simpson), accusandolo di calcare in maniera alquanto razzista l’accento di Apu. Il documentario ha dunque scatenato fin da subito un polverone mediatico che ha visto coinvolta la Fox e ora – dopo oltre un anno – è uscita la notizia secondo la quale i vertici del network siano intenzionati a eliminare definitivamente il personaggio, così da risolvere il problema a monte.

I rumours circolati riguardo la cancellazione di Apu provengono dall’intervista rilasciata dal produttore Adi Shankar su Indiewire, dove afferma che secondo alcune fonti interne alla Fox quest’ultima sia propensa a eliminare definitivamente Apu. Shankar che – a dispetto del documentario di Kondabolu, ha puntato pesantemente il dito contro una società dei millennials allo sbando, sostenendo che non esista nessun problema con Apu  – ad aprile di quest’anno aveva indetto un contest di sceneggiatura aperto a tutti affinché si risolvesse in maniera costruttiva il problema relativo agli stereotipi razzisti riguardanti Apu, evitando così una brusca ed inutile cancellazione del personaggio dallo show. Le sceneggiature ricevute da Shankar sono state migliaia e – secondo il produttore – una migliore dell’altra, anche se poi l’unica ad essere stata selezionata per essere proposta alla Fox come “tappabuco” è stata quella di Vishaal Buch dove, nello specifico, Apu da proprietario di un modesto negozio diventa un businessman affermato mentre nel contorno dell’episodio si muovono altri personaggi indiani che mirano – con la classica ironia – a sovvertire lo stereotipo razzista. Ciò che ha colpito Shankar è il fatto che la sceneggiatura non sia frutto di una mente interna allo showbiz ma piuttosto sia stata scritta da una persona comune mossa solo dall’amore per i Simpson e dal sentimento di egualità.

Tornando a noi, molte testate che si stanno occupando del problema “Apu” non hanno sottolineato alcune cose importanti: i Simpson avevano già risposto alle accuse con l’episodio “No good read goes unpunished” prendendo in giro i sostenitori delle polemiche; a maggio di quest’anno Matt Reiss, l’unico scrittore originale ancora presente, ha dichiarato che la “questione Apu” era già stata affrontata nel 2016 con l’episodio “Much Apu about something” e che a malapena il personaggio avesse avuto risalto nelle ultime tre stagioni; l’ultima questione, la più importante, è che erroneamente Adi Shankar viene considerato produttore de I Simpson. Shankar è sì un produttore ma non ha nulla a che vedere con lo show della Fox, come ha sottolineato anche in un tweet Al Jean, lo storico sceneggiatore e produttore della serie.

Il futuro di Apu è dunque ancora tutto da scrivere, non ci resta che aspettare i prossimi episodi dei Simpson per scoprire se sarà vittima del politicamente corretto o se sopravviverà ai detrattori, grazie a qualche mossa a sorpresa degli sceneggiatori.

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