Grace: la dannazione, l’amore, il ritratto di Jeff Buckley

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La storia di Jeff Buckley per qualche strano motivo, forse per la sensazione di “dannazione” che si cela dietro, mi fa ripensare sempre a Dorian Gray. Due ragazzi dannati, di bell’aspetto, che non hanno mai visto la propria decadenza se non nella morte.

Grace, il singolo di debutto dell’omonimo ed unico album in studio di Jeff, appare al pubblico come una sorta di premonizione. “La luna mi chiede di restare ma il mio momento sta arrivando, beviamo ancora un po’ di vino amore mio, potremmo andarcene entrambi domani”. Una storia d’amore senza tempo affiancata da una voce distrutta che ti fa percepire il peggio, che ti fa immergere nella storia facendoti pensare: “non sono anch’io nella stessa situazione?”

Non è così, non sei nella stessa situazione, è soltanto il potere della vera musica, di quella che esce dal cuore. Grazie anche ad un riff grottesco che crea un alone di mistero che va ad intensificarsi gradualmente, fino a quell’acuto che non lascia spazio a nulla se non a delle lacrime di consapevolezza.

 

There’s the moon asking to stay
Long enough for the clouds to fly me away
Well it’s my time coming, i’m not afraid to die
My fading voice sings of love,
But she cries to the clicking of time

Of time
Wait in the fire…

C’è la luna che mi chiede di restare
Così a lungo che le nuvole mi fanno volare via
Beh, il mio tempo è venuto, non ho paura di morire
La mia voce sfuma e parla d’amore
Ma piange allo scorrere del tempo

Oh, tempo
Aspetta nel fuoco

Tutta la canzone ha creato molto scalpore dopo la morte prematura del cantante, addirittura molti hanno pensato all’ipotesi suicidio, nonostante in precedenza fosse già spiegato il significato e ciò che ha ispirato questi versi. “Dietro le quinte” del brano e del disco definito da Jimmy Page come “il mio disco preferito del decennio” c’è una ragazza e il seguente pensiero: “nonostante tutto quello che possa accadere, le situazioni spiacevoli e tutti i dolori che si possano provare in questa vita, se c’è qualcuno che ti ama o che ti ha amato davvero tutto passa in secondo piano”. Significa che hai fatto del bene nella maggior parte dei casi e che ti è tornato indietro come un boomerang, e non esiste sensazione più bella, più pura, più gratificante di questa. Ecco, solo dopo aver provato questa sensazione si è pronti per la meta finale. Una sorta di rappacificamento con il proprio io.

Anaheim, 17 novembre 1966 – Memphis, 29 maggio 1997
Grazie Jeff.

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