La spettacolare vita di Ian Fleming, il creatore di James Bond

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Aristocratico inglese, giovane scavezzacollo, broker, militare, agente segreto, playboy, eccellente giocatore di bridge, sciatore, alpinista, giornalista e scrittore: quante vite ha vissuto Ian Lancaster Fleming? Quanto della sua incredibile esistenza ha contribuito a plasmare l’immaginario collettivo del secondo novecento? Dove finisce Fleming e dove comincia la sua creatura, quel James Bond così simile e così lontano da lui?

Nato a Londra nel 1908 da un’importante famiglia di politici, militari e banchieri inglesi, il giovane Ian, dopo aver perso il padre nel primo conflitto mondiale, vive una giovinezza turbolenta che lascia temere che possa essere ricordato come la pecora nera della famiglia: dopo aver iniziato gli studi al college di Eton nel 1921, presso il quale si distingue esclusivamente per meriti sportivi, la madre decide di iscriverlo all’accademia militare di Sandhurst, dalla quale sarà presto espulso per insubordinazione dopo aver abbandonato i propri alloggi una notte a causa di un appuntamento galante. Decisosi a mettere la testa a posto soltanto intorno al 1928, Fleming inizia a studiare con profitto presso le università di Monaco di Baviera e di Ginevra.

Conclusi gli studi è giornalista per l’agenzia Reuters prima e per il Times poi, lavorando come inviato a Londra, Berlino e Mosca. Alla morte del nonno paterno, all’epoca uno dei più noti banchieri della City, Fleming inizia a lavorare come broker nella banca di famiglia. Affascinante playboy, amante della bella vita, del gioco d’azzardo e della buona cucina (è membro fondatore del club Le Cercle, nel quale farà la sua prima apparizione James Bond, interpretato da Sean Connery, nel film Licenza di uccidere del 1962), fumatore di una particolare miscela di tabacco preparata appositamente per lui a Londra, il giovane Fleming comincia a far parlare di sé nell’alta società, ma con l’arrivo del 1939 e l’avvicinarsi della Seconda Guerra Mondiale cambia tutto.

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Sean Connery nel Le Cercle club, Licenza di Uccidere, 1962

Arruolatosi nel Servizio Segreto della Royal Navy britannica, Fleming diventa assistente personale del direttore, l’ammiraglio John Edmund Godfrey, passando in breve tempo da tenente a capitano. È durante gli anni della guerra che Fleming vive il periodo più intenso della sua vita, ricoprendo un ruolo attivo in alcune delle operazioni militari che determinano l’esito del conflitto. Insieme all’ammiraglio Godfrey redige il Trout Memo, un memorandum relativo alle tecniche di inganno e disinformazione da utilizzare contro il nemico, contenente una serie di stratagemmi per attirare navi e sottomarini nemici in zone facilmente bombardabili dagli Alleati.

Nel 1940 è ideatore dell’Operazione Ruthless, il cui obiettivo è accedere ai cifrari navali della macchina Enigma in possesso alle forze armate tedesche per poi consegnarli ai crittanalisti inglesi e polacchi (tra i quali Alan Turing, come ricorderà chi ha visto il film The Imitation Game con Benedict Cumberbatch). Il piano prevede di ottenere dall’Air Ministry un bombardiere tedesco adatto al volo; prendere un equipaggio di cinque persone, vestire i cinque con uniformi dell’aviazione tedesca e aggiungere sangue e bende alle divise; far schiantare l’aereo nel Canale della Manica dopo aver inviato un SOS e attendere i soccorsi tedeschi in nave: una volta a bordo, uccidere l’equipaggio tedesco e portare la nave al sicuro in un porto inglese. Nonostante l’organizzazione meticolosa (Fleming stesso si reca di persona a Dover per supervisionare il tutto) l’Operazione Ruthless viene continuamente rinviata (ed in seguito soppressa) per mancanza di navi nemiche in zona.

Tra il 1941 e il 1942 ha invece luogo l’operazione di intelligence militare più importante della vita di Fleming: l’Operazione Goldeneye. Fleming viene inviato in Spagna (con passaporto che recita “Mr. Ian Lancaster Fleming, ministro di Sua Maestà britannica a Madrid”) con l’obiettivo di raccogliere informazioni al fine di riferire al governo inglese l’evoluzione dei rapporti tra il regime di Francisco Franco e quello di Adolf Hitler. La raccolta di informazioni non è l’unico compito di Fleming durante lo svolgimento di Goldeneye: i Servizi Segreti gli hanno affidato anche precise istruzioni di sabotaggio nel caso in cui la Spagna decida di stringere un’alleanza organica con la Germania nazista. Sempre nel 1942, inoltre, Fleming costituisce la 30 Assault Unit, un’unità militare specializzata in operazioni di intelligence: durante la celeberrima Operazione Overlord (lo sbarco in Normandia) del 1944 è proprio Fleming ad ispezionare le attività dell’unità.

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Pierce Brosnan e Izabella Scorupco, Goldeneye, 1995

In seguito alla conclusione della guerra (non prima di aver selezionato alcuni obiettivi strategici della T-Force) Fleming attraversa un periodo di crisi: la donna che amava, Muriel Wright, è morta tragicamente in un bombardamento. Trovato lavoro come responsabile per gli esteri del Sunday Times, Fleming realizza un suo vecchio sogno: durante la guerra aveva potuto viaggiare, ed ora a distanza di un anno dalla fine del conflitto può finalmente rifugiarsi in Giamaica, il luogo che ama di più in assoluto. Lì compra una grande villa di nome Rock Edge, che ribattezza immediatamente Goldeneye, nella quale trascorrerà ogni anno (dà lì all’anno della morte) i mesi da gennaio a marzo all’insegna del lusso sfrenato, tra alcolici, donne e non meno di settanta sigarette al giorno. Nel 1952 si sposa con la contessa Anne Geraldine Rothermere e nello stesso anno, nel tentativo di “sfuggire alle noie della vita coniugale”, Fleming si rifugia per due mesi nella sua amata Goldeneye, dove scrive nell’arco di sei settimane un romanzo che sarà destinato a segnare per sempre l’immaginario pop del ventesimo secolo: Casino Royale, la prima avventura di James Bond, agente 007 al servizio segreto di Sua Maestà.

Bond è Fleming, o meglio è una versione certamente romanzata ed idealizzata dello stesso Fleming, ma comunque indissolubilmente legata al proprio autore. Le biografie di personaggio e scrittore presentano numerosissimi punti in comune, così come i rispettivi caratteri e gusti: sono molte le avventure di Bond che sembrano attingere alle esperienze belliche di Fleming e persino la prima Bond Girl letteraria, Vesper Lynd, sembra avere numerosi tratti in comune con la defunta Muriel Wright. Nonostante il successo letterario non sia immediato, Fleming non ha la minima intenzione di abbandonare il suo amatissimo personaggio: decide di scrivere un romanzo all’anno, sempre durante i due mesi di villeggiatura a Goldeneye, con un preciso programma di scrittura di cinque ore al giorno. A Casino Royale, che riceve una trasposizione per la tv americana nel 1955, seguono i romanzi Vivi e Lascia Morire, Moonraker, Una Cascata di Diamanti, A 007, dalla Russia con Amore, Licenza di Uccidere, Goldfinger, Solo Per I Tuoi Occhi e Operazione Tuono.

Il successo aumenta di anno in anno grazie alle recensioni positive (alcune delle quali firmate da Raymond Chandler) della critica specializzata e di numerosi Vip (tra cui il Presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy) ma è nel 1962 che James Bond diventa un fenomeno di costume planetario grazie al cinema. Chiamato dai produttori Harry Saltzman e Albert R. Broccoli, che hanno acquisito i diritti di trasposizione del romanzo Licenza di uccidere, per una consulenza sulla scelta dell’attore protagonista (dopo il volontario abbandono di un inizialmente interessato Cary Grant), Fleming propone per la parte prima David Niven ed in seguito Roger Moore (ironia della sorte, entrambi saranno Bond negli anni successivi), ma rimane folgorato durante un provino dalla presenza scenica di un giovane e sconosciuto Sean Connery.

Il resto è storia: il successo delle trasposizioni cinematografiche del lavoro di Fleming è talmente grande da tenere impresso ancora oggi James Bond come modello ideale dell’agente segreto, con tutto il suo carico di gadget stravaganti, bellissime donne, auto eleganti, scenari esotici e lussi di ogni tipo. Il successo dei film trasforma i suoi romanzi in best sellers planetari senza che questo abbia una particolare influenza sulle abitudini dello scrittore: dal 1962 al 1964 Fleming continua a ritirarsi periodicamente in Giamaica per lavorare ai suoi libri di Bond, dando alle stampe La Spia Che Mi Amava, Al Servizio Segreto di Sua Maestà, Si Vive Solo Due Volte, L’Uomo Dalla Pistola D’oro e Octopussy.

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Daniel Craig, Casino Royale, 2006

Colto da un infarto, Ian Fleming muore il 12 agosto 1964 all’età di 56 anni. Poco tempo prima di morire dichiarava in un’intervista:

“Ho sempre bevuto, fumato e amato troppo. In effetti ho vissuto non troppo a lungo, ma troppo. Un giorno il Granchio di Ferro mi prenderà e allora sarò morto per il troppo vivere”.

Consumato dal troppo vivere, Ian Lancaster Fleming ci lascia in eredità un frammento fondamentale dell’immaginario pop degli ultimi anni e una storia personale affascinante quanto i suoi stessi scritti, la storia di un uomo vissuto durante uno dei periodi più pericolosi della storia, testimone diretto di grandi atti di eroismo e di tutto il male della guerra. Una storia da conoscere, degna di essere tramandata.

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