Cesare Cremonini, Poetica: una canzone scritta senza paura

Posted by

La varietà di canzoni che ci accompagnano tutti i giorni è infinita: di qualsiasi genere e stile, più o meno belle, innovative o orecchiabili. Poi, di tanto in tanto, da questa moltitudine un po’ bulimica si fa largo un brano che ha un “sapore” diverso e che sembra essere allo stesso tempo nata oggi ma qui da sempre. Siamo soliti pensare che soltanto il passato sapesse (o potesse) regalarci emozioni simili, eppure qualcuno è riuscito – fortunatamente – a smentirci: Cesare Cremonini.

Se ci avessero detto, nel 1999, che quel ragazzo con i capelli tinti senza senso, leader di una band il cui unico album ha una rana verde su sfondo rosa in copertina, avrebbe, circa vent’anni dopo, scritto una canzone come Poetica, con molta probabilità non ci avremmo creduto. In queste due decadi, però, Cesare ha spesso dimostrato che l’apparenza inganna, partendo proprio da quel primo disco in cui Un giorno migliore a posteriori già fa capire a cosa saremmo andati incontro. Ma torniamo al presente.

Ascoltare Poetica è come intraprendere un viaggio, trovarsi all’improvviso a spostarsi nello spazio diretti verso un altro pianeta. La bellezza della scrittura musicale di questo brano risiede proprio nel saper rendere questa atmosfera onirica senza usare suoni digitali: pianoforte, archi, batteria, chitarra elettrica, trombe; il theremin finale, poi, sottolinea ancora di più lo straniamento dell’ambiente sonoro. Quello che colpisce di più, probabilmente, è il testo. Profondo ed elegante senza eccessi, interpretato con la delicatezza di un uomo innamorato, come dice lo stesso Cremonini, non di una donna ma della vita. Non è nemmeno necessario ricorrere alla retorica “zuccherata” che solitamente si usa in questi casi: si parla di abbraccio – il nostro più spontaneo e naturale modo di condivisione – di mani che si cercano e si stringono nel buio, mentre le onde si infrangono sui protagonisti del testo.

Poetica è definita dal proprio autore “non un pezzo ma una canzone, scritta, suonata e cantata senza paura”. Non ha difese perché la sua unica forza è davvero se stessa: non ha bisogno di compiacere nessuno e, per questo, coglie il cuore dell’ascoltatore con la purezza di un’emozione vera, sincera. È davvero un brano per tutti, per chi non ha dimenticato e non dimentica di essere umano – come d’altronde ci suggerisce anche l’album, Possibili scenari.

Non ci aspettiamo di trovare in futuro nuove e numerose eredi di Poetica, è destinata ad essere uno di quegli unica irripetibili che non credevamo di vedere crescere davanti a noi.

Chiudiamo gli occhi e la consapevolezza, il “qui e ora”, scompare: stiamo vagando in giro per lo spazio, vediamo il cielo, le stelle e i pianeti tutti perfettamente illuminati, poi scendiamo sulla Terra e ci sembra di sentire le onde che si muovono sotto la nostra barca. È un viaggio continuo, forse alla ricerca della tranquillità, forse della felicità.

Dimmi come stai
Perché non parli?
Ora tienimi con te
La tua mano nel buio
Chiarisce la mia solitudine
Non l’ho mai chiesto a nessuno
A nessuno, tranne che a te

Questa sera sei bellissima
Se lo sai che non è finita abbracciami
Anche se penserai che non è poetica
Questa vita ci ha sorriso e lo sai
Non è mai finita abbracciami

No votes yet.
Please wait...

Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.