The Stone Roses: io (non) voglio essere adorato

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C’è un gruppo, meno conosciuto di tanti altri, senza il quale non sarebbe esistita l’ondata brit-pop inglese (dai Blur, ai Verve fino agli Oasis). Parliamo degli Stone Roses.

Il loro album d’esordio è un capolavoro e al suo interno è presente una canzone ipnotica e trascinante, I Wanna be Adored, forgiata dalla ritmica della coppia Mani-Reni, rispettivamente basso e batteria, sempre ricca di estro e inventiva, sulla quale Ian Brown canta: “Voglio essere adorato”.

Il brano in realtà nasce per comunicare proprio l’opposto. Ian non voleva che la gente lo adorasse, stava cercando di dire che se vuoi essere adorato commetti un peccato, come una lussuria, un’ingordigia o qualcosa del genere. Perché? Semplice: il piacere dell’apoteosi è effimero e un vero artista lo sa. E, infatti, lui non deve vendere la sua anima, la fiamma della creatività brucia già dentro di lui.

I don’t have to sell my soul
He’s already in me

Il vero artista, quello che ha qualcosa da dire e comunicare, non ha bisogno di essere adorato. È se stesso e questo basta, a prescindere dal risultato e dai successi ottenuti.

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Dario Giardi ama la musica, la fotografia e la scrittura, ed è l’autore di Viaggio Tra Le Note. I segreti della teoria e dell’armonia musicale (2016, edito da I Libri Di Emil). Seguilo su Facebook e Twitter.

 

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