Lui è tornato: il ritorno immaginario di Hitler, tra ironia e riflessione

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Cosa succederebbe se Hitler ritornasse nella Germania di oggi? Cosa farebbe il Führer nel panorama sociale e politico attuale? Le persone come reagirebbero? Lui è tornato, film tedesco tratto dall’omonimo bestseller di Timur Vermes, cerca di dar risposta a queste domande con un’ironia pungente e grottesca oltre a una buona dose di critica sociale.

Nonostante nasca come una commedia, il film offre risvolti inaspettati, soprattutto per le reazioni che provoca nelle persone e per una serie di critiche al mondo contemporaneo, diventando dunque un originale mix di finzione, commedia e documentario, con risvolti anche drammatici in certi passaggi.

Seguendo l’esempio di Borat di Sacha Baron Cohen, Lui è tornato propone alcune scene improvvisate, realizzate in stile candid-camera, molto efficaci per vedere la reazione spontanea delle persone nei confronti di una copia del Führer: Oliver Masucci (l’attore che interpreta Hitler), interagisce in autonomia con persone ignare di tutto e durante il film possiamo vedere reazioni molto diverse tra loro, da chi rimane sconvolto dalla farsa messa in atto, da chi sta al gioco e risponde con naturalezza, a chi appoggia i messaggi e le invettive politiche e sociali del dittatore.

Se nella prima parte del film lo spettatore è portato a simpatizzare con Hitler per via delle scene esilaranti (come per la visione della politica attuale della Germania, con i Verdi che diventano il partito di riferimento del Führer), la seconda parte al contrario mostra come il male si nasconde nella vita quotidiana e come buona parte della popolazione possa essere ancora oggi sensibile alle politiche  e all’ideologia del dittatore tedesco.

Il film è la dimostrazione che la patria del Nazionalsocialismo è pronta a esorcizzare con una risata la sua più grande vergogna nazionale, ma stando attenta a mostrare come le derive totalitarie e razziste siano molto più vicine di quanto si possa immaginare perfino nella società attuale (se avete dubbi a riguardo, vi invito a leggere i commenti sotto al seguente video).

Una parte importante del film è sicuramente legata alla televisione e alla comunicazione attuale, entrambi mezzi di propaganda e controllo fin dai tempi del nazismo, che vengono criticati (sorprendentemente in maniera abbastanza condivisibile) da Hitler, capace infine di sfruttarli per il suo ritorno sulla scena politica tedesca, conquistando il pubblico televisivo con una certa dose di populismo e ironia che dovrebbe mettere in guardia tutti noi.

Come affermato nella scena finale della pellicola, non si può cancellare la pesante eredità di Hitler, non solo in Germania ma nel mondo intero ovviamente, perché l’affermazione del Nazismo non è stata casuale ma la scelta di molte persone comuni, non di un piccolo gruppo di mostri sanguinari. Non ci si può liberare definitivamente della sua figura, ma al contrario riconoscerla e ricordarla per evitare che la tragedia della storia non si ripeta.

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