Into The Mystic, la ballata spirituale di Van Morrison

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Se fossi in macchina, viaggiando in solitaria, sarebbe sicuramente quel classico pezzo che metterei quando, dopo un tratto percorso col maltempo, mi troverei a guidare nella placida calma di una natura rivelata.

Into the Mystic è una ballata eclettica tra blues, folk e rock, quinta traccia dell’album Moondance di Van Morrison, 1970.

We were born before the wind
Also younger than the sun
Ere the bonnie boat was won as we sailed into the mystic
Hark, now hear the sailors cry
Smell the sea and feel the sky
Let your soul and spirit fly into the mystic

Siamo nati prima del vento
Più giovani del sole
Dove vinsero la barca di Bonnie mentre navigavamo verso il mistico
Ora ascolta i marinai piangere
Senti l’odore del mare e il colore del cielo
Lascia che la tua anima e il tuo spirito volino verso il mistico

Immaginate uno scenario fantastico, miti dell’antica Grecia e antiche credenze indiane, un racconto mistico, fiabe nomadi e spirituali, una nave in viaggio.

Questo quello che Van Morrison dipinge, compone, e questo è quello che di più simile a una poesia potreste ascoltare.

Siamo nati prima del vento, dice.
Siamo più giovani del sole.

Canta di una barca in navigazione sul mistico, e di marinai piangenti, e chiede di odorare il mare, e sentire il cielo, in questo viaggio fantastico.

E questo lo fa mentre viene traghettato da quella che è quasi un’orchestra: chitarra, basso, batteria, sax e piano che, in una commistione di elementi blues e rock, creano appunto una magia, un’aura mistica che illumina i mitologici sentieri di Van Morrison.

Ed è proprio quando si raggiunge la sinfonia strumentale, quella polifonia che apre le porte sensoriali, che gli strumenti staccano e Van Morrison urla alla Joplin che vuole cullare l’anima zingara di una donna, proprio come nei giorni d’antichità.

And when that foghorn blows I will be coming home
And when that foghorn blows I want to hear it
I don’t have to fear it
I want to rock your gypsy soul
Just like way back in the days of old
Then magnificently we will float into the mystic

E quando la sirena da nebbia suona, starò tornando a casa
E quando la sirena da nebbia suona, vorrò sentirla
Non devo averne paura
Voglio domare la tua anima zingara
Proprio come i bei vecchi tempi
E magnificamente, fluttueremo nel mistico

Cosa c’è del resto, di più mistico dell’amore, quale forza più misteriosa e indomabile di questa?

Domare l’anima zingara di una donna e portarla in un vortice mistico, questa la surreale ambizione di Van Morrison.

E parla di un faro e della nebbia, di un viaggio di ritorno. Odissea, mito, leggenda, racconto.

Questo pezzo è un qualcosa di nuovo e di già sentito. È qualcosa che tutti noi abbiamo dentro: il senso del mistico, una porta, un portale.

È come un’antica tavola, un granitico racconto, una poesia, un mito di un’anima nomade che si lascia andare in un’elevazione spirituale.

È amore.
È lirica spirituale.
È onirico.
È rock.

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Fabiana Falanga scrive storie di musica su Roses Of Rock e Auralcrave. Seguila su Instagram.

 

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