Massive Attack, Teardrop: la solenne notte dei significati

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Se una lirica dei nostri giorni potesse rendere al meglio la misticità di una notte fatta di riti e oracoli, sceglierei Teardrop, Mezzanine, Massive Attack, 1998.

Ci narrerebbe di una donna in una oscura e misteriosa notte di delirio passionale, che cerca oracoli sull’amore.

Rispondono loro, i Massive Attack, genitori del trip hop, un trip hop che però sfugge a un’imbrigliatura, commissionato a qualsiasi tipo di genere musicale, un trip hop che dà novità ma che prende elementi da, e si fonde a, qualsiasi tecnica musicale, dal jazz all’elettronica, al rock.

Love, love is a verb
Love is a doing word

Amare, amare è un verbo
È una parola d’azione

È un impulso, simile a un battito cardiaco, il beat all’incipit del pezzo.

Scandisce il ritmo su cui si innesta la linea melodica, metallica, e piano poi, basse note scoccano come un pendolo, un orologio che ci introduce un racconto.

Un’atmosfera enigmatica e solenne allo stesso tempo, quella di Teardrop, come se il tempo si arrestasse per fare spazio a un concetto, a una spiegazione.

I Massive, qui, cercano di dirci cosa è l’amore.

Teardrop on fire, lacrima sul fuoco.

Perfettamente il beat del pezzo ci trasmette questa fragilità crisitallina di un concetto così etereo quale l’amore, fragile come un cristallo di lacrima, potente come una goccia che si scaglia sul fuoco.

Love is a doing word, amore è una parola di azione, allo stesso tempo il pezzo è impulso, e quel beat che sembra tanto un muscolo cardiaco ci trasmette proprio questa sensazione: respiro, battito, azione, quindi vita.

Staticità la lacrima, azione il beat.

Water is my eye – Acqua è il mio occhio
Most faithful mirror – Lo specchio più fedele
Fearless on my breath – Impavida sul mio respiro
Teardrop on the fire – Lacrima sul fuoco
Of a confession – di una confessione

Sembra la notte questa, del delirio di Cassandra, facilmente in questa stanza onirica vengono in mente scene di delirante passione introspettiva illuminate da focolari di passione.

Fuoco che arde, domande che bruciano un petto affannante, sul beat.

Uno specchio d’acqua che non parla, riflette un volto in confessione, una confessione lapidaria, in una melodia oscura e chiarificatrice allo stesso tempo, che arriva nelle profondità più misteriose dell’io per portare alla luce un’essenza.

Night, night of matter
Black flowers blossom

Notte, la notte dei significati
Fiori neri sbocciano

Elisabeth Fraser, voce scozzese, dà eco alla sensazione che produce questa stanza di solenni enigmi, agli  stop di sincopi ritmiche che scandiscono il tempo che ci è concesso dai Massive per farci domande.

Una stanza che si dissolve  al risucchiare del suono nelle ultime battute,  sull’implorazione vocale e profetica che annuncia la fine del delirio, lo sfinimento fisico che scandisce la fine della profezia .

Il tempo degli enigmi è finito, il mito di Teardrop si è compiuto.
L’eco dell’amore è dentro il nostro petto, al beat del nostro respiro.

Mezzanine dei Massive Attack è su Amazon

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Fabiana Falanga scrive storie di musica su Roses Of Rock e Auralcrave. Seguila su Instagram.

 

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