Uno squarcio nel cielo: l’accordo di Tristano di Richard Wagner

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Prima che iniziate a leggere vogliamo subito avvertirvi: Richard Wagner può diventare una vera e propria ossessione. Perché? Semplice… conosce il suono delle segrete, misteriose, profonde oscurità dell’anima, quando causa ed effetto sembrano privi di connessione e quando in qualsiasi momento qualcosa può sorgere dal nulla. Il pericolo che stai correndo avvicinandoti alla sua musica sta nella sua grande capacità di indagare l’animo umano fin nelle profondità più inquietanti, conflittuali ma, soprattutto, non riducibili alla serena e lineare chiarezza della ragione. Gli artisti si lanceranno in un mondo interiore più tetro e misterioso, un mondo indagatorio e introspettivo.

Tristan und Isolde è l’opera in cui Richard Wagner utilizzerà quello che è divenuto il punto di partenza del nuovo secolo musicale, la porta sulla musica moderna, il “Tristan akkord”, ovvero l’accordo di Tristano. Bastano pochi secondi di musica a Wagner per inserirlo nel Preludio dell’Atto I. Ma perché è così importante? L’accordo è composto dalle note FA, SI, RE# e SOL#, due intervalli di quarta, niente di alieno nei giorni nostri, per tutti noi che abbiamo l’orecchio spesso abituato all’armonia jazz (per i jazzisti parliamo di un accordo semidiminuito), eppure allora, a metà Ottocento, fu scandalosamente geniale. Soprattutto fu scandalosamente determinante. L’accordo di Tristano è una decisa frattura con la convenzione definita “tonale” aprendo nuove porte alla dissonanza, alla tensione, alla pulsione e alla volontà fino a quel momento repressa dentro le rigide catene e gli schemi del classicismo. Il romanticismo in musica, partito già con Beethoven, porta i compositori a sentirsi liberi di esternare senza paura quello che sentono. La musica diventa più grande sotto ogni aspetto; è come se fosse possibile guardarla finalmente attraverso una lente di ingrandimento che mette in luce emozioni personali intense e evidenti, non più nascoste per timidezza, riservatezza o semplicemente per rispettare le buone maniere.

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Richard Wagner

Immaginate quando incontrate una persona e fate le vostre presentazioni.

Nel periodo classico c’era puro formalismo, eleganza ed educazione: “Piacere, molto lieto di fare la sua conoscenza” sarebbe stata l’espressione più corretta. Nel romanticismo invece ci si lascia andare a quello che magari quell’incontro davvero scatena in noi come emozioni. Magari davanti a una bella ragazza appena conosciuta allora diremmo “I tuoi occhi mi hanno rapito. Non ti conosco ma sento di conoscerti da sempre”. Le due formule fanno capire bene la differenza tra i due periodi che si riflette anche nelle forme e nei modi musicali.

I compositori romantici come Wagner rivelano i sentimenti più intimi senza paura di far emergere anche gli aspetti brucianti e torbidi. Ecco allora che si affaccia la dissonanza che smuove l’animo dell’ascoltatore lasciandolo indeciso, incompleto e indefinito. Nel video che ti propongo, tutte le dissonanze sono evidenziate con una x e potrai ascoltare bene anche il famoso accordo. Non serve una preparazione musicale per capire che stai ascoltando una rivoluzione in musica, qualsiasi orecchio, in questi brevi 45 secondi, se ne accorgerà.

Wagner aveva visto lungo, o forse è meglio dire che la sua immensa sensibilità artistica l’aveva portato più avanti degli altri. Ecco perché l’accordo di Tristano fu un fulmine a ciel sereno, uno squarcio nella tradizione, vero e proprio spartiacque per l’inizio della musica moderna.

La storia di Tristano e Isotta è probabilmente uno dei più famosi e struggenti miti nati durante il Medioevo e sicuramente una delle più belle storie d’amore di sempre. Wagner riuscirà a musicare in modo sublime la vicenda struggente e immortale dei due amanti in tutte le sue luci e ombre.

Narra del nobile Tristano, erede spodestato dal trono di Bretagna, che crebbe alla corte dello zio materno, il buon Re Marco di Cornovaglia. Tristano è nobile e coraggioso e all’arte della spada unisce l’arte della musica, ma non è ben visto dai baroni del regno che non lo considerano il degno erede di suo zio. La Cornovaglia inoltre deve affrontare le pretese del Re d’Irlanda, che manda il mostruoso fratello Moroldo a richiedere un tributo, il quale, oltre ad un enorme quantità di beni pretende anche di portare via fanciulli e  fanciulle. Re Marco non tollera ciò, ma è incapace di battersi e nessuno dei suoi baroni sembra intenzionato a difenderlo. È Tristano che entra in scena e convince Moroldo a battersi su un’isola sperduta all’ultimo sangue. La battaglia non è facile ma Tristano riesce ad avere la meglio su Moroldo e a tornare al castello, dove il nobile cavaliere rischia però la vita per una ferita riportata nel duello, aggravata dal veleno della spada del cavaliere irlandese. Secondo la tradizione celtica, in questi casi lo sfortunato guerriero va lasciato alle acque del mare e così Tristano è posto su una zattera e spinto al largo. La barca naufraga sulle sponde dell’Irlanda e Tristano viene salvato da una bellissima fanciulla, Isotta dai biondi capelli, la figlia del Re. Tra i due nasce subito una certa complicità, ma Tristano, guarito, fa ritorno in Cornovaglia. Pressato a sposarsi per garantire al trono una successione, Re Marco decide di sposare la donna a cui appartiene un ricciolo d’oro trovato nel becco di una rondinella. Tristano riconosce il capello di Isotta e torna in Irlanda per condurla in sposa a suo zio, ma i due giovani durante il viaggio di ritorno per errore bevono il filtro d’amore preparato dalla madre di Isotta per rendere felice l’unione della figlia con il Re. La passione scoppia travolgente; in un primo momento i due amanti riescono a tenerla nascosta al Re ma, quando quest’ultimo se ne accorge, li condanna al rogo. Tuttavia i due riescono a fuggire nella foresta. Dopo alcuni anni Isotta ottiene il perdono del Re e ritorna a corte; Tristano sceglie di rimanere esule e sposa Isotta dalle Bianche Mani, anche se continua ad incontrare Isotta la Bionda. Trascorre il tempo e Tristano viene ferito mortalmente da un’arma avvelenata; sa che solo le mani di Isotta la Bionda possono salvarlo e la manda a chiamare: se la nave che ritornerà dalla missione avrà le vele bianche, sarà segno che Isotta sta giungendo. La nave appare all’orizzonte e Tristano infermo e cieco chiede alla moglie di che colore sono le vele; la gelosia induce Isotta dalle Bianche Mani a mentire, affermando che sono nere, e Tristano muore. Isotta arriva, e si lascia morire a sua volta sul corpo; Marco, impietosito, fa seppellire vicini i due amanti, dalle cui tombe nascono due piante che intrecciano i loro rami per rimanere avvinte per sempre.

Il Preludio di Wagner è la perfetta sintesi musicale di tutta la vicenda, uno dei capolavori della musica e tra le mie composizioni preferite. Un brano ripreso da Lars Von Trier nel suo film Melancholia.

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Dario Giardi ama la musica, la fotografia e la scrittura, ed è l’autore di Viaggio Tra Le Note. I segreti della teoria e dell’armonia musicale (2016, edito da I Libri Di Emil). Seguilo su Facebook e Twitter.

 

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