Non mi avete fatto niente: la bomba pacifista di Ermal Meta e Fabrizio Moro

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È raro che un pezzo riesca a muovere le corde del cuore senza che ciò sia riportato a un sentimento irrisolto dentro di noi, a un sentimento di gioia, a un momento felice, a un moto d’amore. Spesso i brani più impegnati politicamente, socialmente, sono pezzi che vengono scartati da una gran fetta di pubblico, dagli ascoltatori più impazienti.

Invece Non mi avete fatto niente, la canzone presentata al Festival di Sanremo da Ermal Meta e Fabrizio Moro, si fa ascoltare da tutti. Ha una marcia in più: un testo importante scevro da qualsiasi supponenza. Ti prende, ti coinvolge, si fa ascoltare e poi ti costringe a fermarti e a riflettere.

A Londra piove sempre ma oggi non fa male
Il cielo non fa sconti neanche a un funerale
A Nizza il mare è rosso di fuochi e di vergogna
Di gente sull’asfalto e sangue nella fogna
E questo corpo enorme che noi chiamiamo Terra
Ferito nei suoi organi dall’Asia all’Inghilterra

Una volta che si è capita, diventa di tutti, perché a tutti appartiene. Da questo punto di vista, Non mi avete fatto niente può essere vista quasi come un regalo di Meta-Moro per noi.

Sicuramente il primo coinvolgimento è sensoriale, e questo grazie al piacevole contrasto vocale dei due interpreti, che sul palco sembrano due elementi diversi: aria e fuoco, terra e acqua. Due voci, due tecniche diverse che insieme funzionano in una perfetta macchina convogliatrice di emozioni, che ti porta poi al secondo livello, quello del coinvolgimento emotivo, della condivisione di contenuti: devo contraddire il testo, esiste una bomba pacifista, ed è questa.

Ma quello più importante è lo spazio di un abbraccio
Di madri senza figli, di figli senza padri
Di volti illuminati come muri senza quadri
Minuti di silenzio spezzati da una voce

Non mi avete fatto niente

Più che un brano musicale a Sanremo, Non mi avete fatto niente è un grido vitale di forza, di ottimismo.

È un regalo, è un abbraccio fatto da Meta-Moro che sembrano accompagnarci nella vita difficile, politicamente triste e pericolosa di questo momento storico, rammentandoci di eseguire ogni passo, in questo cammino, con l’entusiasmo che la bellezza della vita, nonostante tutto, esige.

Vivere è sempre un privilegio, vivere la vita in una condizione di grinta e fame di felicità è una dote, e questo i due ce lo insegnano dal palco.

Questo è il regalo di Meta-Moro, questo pezzo che cerca di infonderci un soffio vitale, di trasmetterci una rabbia produttiva per noi stessi, una ribellione pacifica al momento storico, che possa spingerci ad accogliere le stupende potenzialità di cui la vita è fatta.

Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Le vostre inutili guerre
Cadranno i grattaceli
E le metropolitane
I muri di contrasto alzati per il pane
Ma contro ogni terrore che ostacola il cammino
Il mondo si rialza
Col sorriso di un bambino

 

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