Moonlight Shadow: Mike Oldfield, il dolore nascosto dietro le apparenze

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Probabilmente vi sarete messi a cantare in macchina sorridendo come me all’ascolto di questo pezzo.

Beh, sbagliate. Sbagliamo tutti.

Moonlight Shadow è un singolo di Mike Oldfield, compositore rock britannico nato nel ’53 che ha spaziato nella sua vita dall’hard rock all’elettronica. Il singolo è estratto dall’album Crises e risale al 1983.

Il brano è cantato da una cantante scozzese, Maggie Reilly. Era stata contattata Enya e sarebbe stato molto curioso sentirla qui in azione.

Maggie ben soddisfa però la meraviglia dietro le note nello scoprire che questa canzone è tutt’altro che allegro componimento da ascoltare a un faló di mezz’estate.

Nel testo c’è lo stupore immobile di una ragazza che vede morire, portato via al chiaro di luna, il proprio ragazzo colpito a morte da un colpo di pistola durante una rissa. Ed è qui, che Maggie si incazza, quando nel climax ascendente della canzone alla fine si rende conto che il proprio amore sta morendo, è stato proprio sparato, lì, al chiaro di luna.

The trees that whisper in the evening
Carried away by a moonlight shadow
Sing a song of sorrow and grieving
Carried away by a moonlight shadow
All she saw was a silhouette of a gun
Far away on the other side
He was shot six times by a man on the run
And she couldn’t find how to push through

Gli alberi sospirano nella sera
Portati via dall’ombra del chiaro di luna
Cantando una canzone di dolore e disperazione
Portata via dall’ombra del chiaro di luna
Tutto quel che vide fu il profilo di una pistola
Lontana, dall’altro lato
Gli hanno sparato sei volte, è stato un fuggitivo
E lei non trovava il modo di superarlo

Solo il Rock credo, solo il rock può celare tanto mistero, tanta crudeltà, dietro note tranquille, dietro una voce delicata, dietro tonalità invitanti quasi da summer hit, che invece trasportano un duro messaggio. Quello della inerme, impotente, meraviglia di fronte alla morte violenta e inaspettata del proprio amato.

Il basso e la batteria cedono accompagnano una chitarra che si prende spazio in un assolo quasi a voler urlare ciò che la voce non dice, rotta dal dramma.

Si è ipotizzato si trattasse dell’omicidio di Lennon che sarebbe stato fonte di ispirazione per il testo, certo il pubblico solo così avrebbe potuto prenderla, meraviglia e impotenza, dolore.

I stay, I pray
See you in heaven far away
I stay, I pray
See you in heaven one day

Resto qui, a pregare
Ci vediamo in paradiso, lontano
Resto qui, a pregare
Ci vediamo in paradiso, un giorno

Mi sembra di vederla, una ragazza rotta dal dolore e dallo stupore di una morte arrivata in una notte di festa. Impotente.

Il chiaro di luna a fare da cornice a un evento paradossale che, ancora una volta, è stigmatizzato dal rock.

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Fabiana Falanga scrive storie di musica su Roses Of Rock e Auralcrave. Seguila su Instagram.

 

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