The Struts: ovvero, dimenticate i Maneskin

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Non mi vergogno di confessare che ho conosciuto gli Struts a causa di un video di X Factornonostante faccia parte di quella parte di popolazione che avrebbe voluto rimanere fuori dai discorsi sul talent e saperne il meno possibile.

Ho ceduto per due motivi. Il primo: nell’anno 2017 coi talent bisogna conviverci se si vuole capire buona parte dei discorsi sentiti in piscina e se urgono argomenti di conversazione utili al pranzo di Natale.

Il secondo: mi sono trovata sulla home l’anteprima del video dell’esibizione dei Maneskine, dove il frontman balla sui tacchi a spillo sulle note di Kiss This e dovevo sapere.

Ebbene: il fatto è che sono rimasta così colpita dalla canzone da dover cercare la versione originale.

Nel giro di mezz’ora avevo appreso che il brano è degli Struts, letto abbastanza da poter circa riassumere la loro carriera, e avevo già sentito almeno metà del loro primo album. Fulminata. (comunque, non mi è ancora chiaro il senso di quell’esibizione in relazione al testo. A meno che si scelga di considerarla proprio come tale, e allora taccio di fronte alla competenza di Luca Tommassini).

Gli Struts sono un gruppo inglese fondato nel 2009 da Luke Spiller, voce e Adam Slack, chitarrista. Dopo l’arrivo di Jed Elliott (basso) e Gethin Davies (batteria) diventano presto ben noti in tutta l’isola, fino ad aprire il concerto dei Rolling Stones allo Stade de France il 13 giugno 2014. E pensate, senza un talent che li abbia resi famosi.

Di Kiss this mi sono innamorata subito, se avete tempo sentitela al più presto; se invece non l’avete, fate un’altra cosa: ascoltate Could have been me.

Questo il titolo del loro primo singolo, estratto dal disco d’esordio Everybody Wants (luglio 2014). Musica e testo sfrecciano su un tandem che taglia la strada all’attenzione dell’ascoltatore costringendolo a fermarsi ad ascoltare. E anche esaurito l’effetto del colpo di fulmine, la comprensione del senso delle parole provoca un’altra scarica a chi ascolta.

Non voglio vivere come una storia mai raccontata
Preferirei uscire di scena in uno sfolgorio di gloria
Non riesco a sentirti, non ti temo ora

[finire] avvolti nel rimpianto
Che spreco di sangue e sudoreVoglio vivere l’amore e il dolore
voglio provare orgoglio e vergogna
Non voglio prendermi del tempo
Non voglio sprecare una sola battuta
Io voglio vivere giorni migliori
Senza mai guardare indietro e dire
“Poteva succedere a me; avrei potuto essere io”

Si diventa untold stories pensando solo a cosa è giusto fare e non a cosa vogliamo fare. La nostra missione è essere felici, seguire quello che ci sospira una voce interiore. E per essere felici bisogna passare attraverso la coppia amore-dolore, orgoglio-vergogna e non esiste l’uno senza l’altro: ne rifiuti uno, rifiuti tutto. Di più: rifiuti di vivere.

Non dettarti comandamenti, non seguire le tue paure ma affrontale, sapendo che dietro si nasconde la felicità che cerchi.

Non voglio vivere come una melodia sconosciuta
Non voglio svegliarmi il lunedì mattina
Il pensiero del lavoro mi fa accapponare la pelle
Non posso temerti, non ti sento ora

Quando scrive del lunedì mattina, non sta dicendo di voler evitare le difficoltà, anzi: vergogna, dolore, sono le scalate da attraversare per arrivare in cima.

Quel lunedì mattina rappresenta la monotonia, la realtà nota e comoda, la comfort zone in cui vogliamo rimanere perché priva di imprevisti: ma se non è quello che stai cercando, mollalo e fai quel passo in più – fottitene se ti fa paura.

Non voglio passare la vita a rimpiangere, dice la canzone. Non voglio vietarmi una felicità possibile.

Quel desiderio di qualcosa di meglio è tutto, e nonostante tutte le barriere è quella che ci fa aprire al nuovo e ricorda di non inaridirci. Quell’insoddisfazione dà vita a ogni cosa e, contemporaneamente, ci fa tremare: è proprio quella paura che picchia sul cuore ogni volta che un raggio di vita ci passa sopra che andrebbe affrontata andandole contro.

Questa canzone è un inno alla vita, a uscire ad affrontare gli imprevisti, a non accontentarsi; è un imperativo per ognuno di noi: trova ciò che ti fa paura e che desideri, e inseguilo.

Kiss this.

Everybody Wants degli Struts è su Amazon

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(Articolo pubblicato originariamente su Parte Del Discorso e gentilmente concesso ad Auralcrave per la ripubblicazione)

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