I dodici film preferiti di Martin Scorsese

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Un elemento fondamentale della storia italiana è stata l’emigrazione, che ha coinvolto dal 1876 al 1970, per quasi un secolo, milioni di persone. Il 45% dell’emigrazione dopo l’Unità d’Italia, spinta dalla povertà, si diresse verso gli Stati Uniti e furono a spostarsi prevalentemente meridionali di Sicilia, Calabria e Campania. Ogni emigrante andò dove poteva trovare amici o parenti che lo potessero aiutare. Tanti furono attirati in America dalle lettere dei loro congiunti che spesso contenevano biglietti prepagati come una sorta di propaganda all’esodo. Questo ha fatto sì che tra aree di partenza e aree di destinazione si stabilirono ben presto nessi privilegiati. I cattolici e operai Charles Scorsese e Catherine Cappa, entrambi figli di emigrati siciliani, andarono vivere a Manhattan nella parte nota come Little Italy, in Elizabeth Street. É proprio qui che loro figlio Martin vivrà durante la sua adolescenza. A causa dell’asma non potè fare sport e la sua piccola statura non gli permise di entrare a far parte della gang locale. Nel 1956 inizia gli studi per diventare prete, ma ben presto abbandonerà e svilupperà una passione per il cinema neorealista e western iniziando a scrivere e disegnare alcune storie.

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Little Italy ai primi del ‘900

“Mi fidavo della Chiesa, perché quello che insegnava e predicava aveva senso. Capivo che c’era un altro modo di pensare, di guardare fuori e oltre al mondo duro in cui stavo crescendo. Vivendo nella Little Italy di Manhattan, era un piccolo paesello siciliano preso e trasportato così com’era a New York, dove potevi scegliere fra diventare gangster o prete. Io scelsi la via religiosa, ma finii per diventare un regista.”

Vista la sua passione per il cinema si iscrisse alla Tisch School of the Arts dell’università di New York. In futuro ci tornò da professore e tra i suoi alunni c’era un giovane Spike Lee (anche quest’ultimo ha stilato una sua lista di film, la trovate qui). I suoi primi lungometraggi furono: Chi sta bussando alla mia porta, America 1929 – Sterminateli senza pietà. Successivamente diresse Mean Streets, un altro film sugli italoamericani a New York da qui in poi i primi successi.

Vale la pena ricordare il sodalizio artistico prima con Robert De Niro e successivamente con Leonardo Di Caprio. De Niro è interprete di suoi otto film, tra cui Taxi Driver, New York, New York, Toro Scatenato e Quei Bravi Ragazzi, che sono tra le pietre miliari del cinema statunitense e hanno contribuito ad accrescere la fama internazionale di entrambi. De Niro, grazie a Toro Scatenato ha vinto l’Oscar come miglior attore.

Con Di Caprio, invece, la collaborazione inizia in Gangs of New York e prosegue con The Aviator, The Departed, Shutter Island e The Wolf of Wall Street. Sarebbe interessante capire come mai l’attore non abbia mai vinto un Oscar con i film diretti da Scorsese.

Martin Scorsese è considerato da molti il più grande regista americano vivente e tra i più importanti della storia del cinema. Nella sua lunghissima carriera ha ricevuto moltissimi premi, tra i quali la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1976 per Taxi Driver, il Leone d’Oro alla carriera al Festival nel Cinema di Venezia nel 1995, premio Oscar alla regia nel 2007 per The Departed, il Golden Globe alla carriera e come Miglior Regista per Gangs of New YorkHugo Cabret.

La rivista Sight & Sound nel 2012 chiese ai più grandi registi contemporanei di scegliere 10 film per decretare il miglior film di tutti i tempi. Scorsese in realtà scelse 12 titoli. Attraverso i suoi film preferiti si può capire molto della sua arte:

  • Quarto potere di Orson Welles, 1941
  • Paisà di Roberto Rossellini, 1943
  • Scarpette Rosse di Michael Powell, 1948
  • Il Fiume di Jean Renoir, 1951
  • I Racconti della Luna Pallida d’Agosto di Kenji Mizoguchi, 1953
  • Sentieri selvaggi di John Ford, 1956
  • Cenere e Diamanti di Andrzej Wajda, 1958
  • La Donna che Visse due Volte di Alfred Hitchcock, 1958
  • Salvatore Giuliano di Francesco Rosi, 1962
  • 8 ½ di Federico Fellini, 1963
  • Il gattopardo di Luchino Visconti, 1963
  • 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, 1968

8 ½ per me è uno dei più grandi film mai realizzati. Perché va direttamente al cuore della creatività, la creatività nel cinema, che è circondato da infinite e fastidiose distrazioni e varietà di follia… È stato Fellini a spingermi verso il mio cinema. Ci sono pochi registi che hanno allargato il nostro modo di vedere e hanno completamente cambiato il modo in cui sperimentiamo questa forma d’arte. Fellini è uno di loro. Non basta chiamarlo regista, era un maestro.”

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Micael Dellecaccie scrive storie di musica e cinema su Auralcrave. Seguilo su Facebook e Instagram.

One comment

  1. una dozzina di tutto rispetto, con tanto cinema italiano, dei tempi in cui aveva da insegnare al mondo intero…
    Mean Streets per me è uno dei film più belli tra quelli meno conosciuti di Scorsese… ha uno stile eccezionale, come si evince dalla scena di cui hai postato il video ma anche da altri momenti memorabili (mi viene in mente la sequenza con Harvey Keitel che avanza ebbro davanti alla mdp con in sottofondo Rubber Biscuit)…

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