Quadrophenia dei The Who: la purificazione che passa per la sofferenza

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Il suono del mare: così si apre Quadrophenia, il sesto album dei The Who.

Un suono raccolto da Pete Townshend con un registratore a nastro. Fu lui l’ideatore di questa opera rock uscita nel 1973, anno magico che segnò un passaggio importante nella musica rock. L’uscita di dischi come The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, Houses of the Holy dei Led Zeppelin, Berlin di Lou Reed e Selling England by the Pound dei Genesis, segnò la morte definitiva, musicale, dei Sessanta.

Townshend ideò la storia ripercorrendo i primi anni di attività della band e gli anni della cultura mod, un movimento giovanile che aveva creato una popolare moda estetica e musicale. I mods portavano i capelli tagliati alla francese, indossavano giubbotti parka, pantaloni stretti e mocassini, e giravano in Vespa o Lambretta, al contrario dei rivali rockers, che preferivano le motociclette e un look più selvaggio. Tra questi due gruppi la rivalità era accesa e scoppiavano risse di frequente (tra cui una leggendaria sulla spiaggia di Brighton, il 18 maggio 1964).

60s-Mods
I mods

Jimmy Cooper è il protagonista della storia. Un giovane adolescente mod in cerca di risposte. Affetto da una particolare forma di schizofrenia: deve fare i conti con quattro personalità diverse (da cui il titolo dell’opera), che riflettono le personalità dei componenti degli Who.

Nel primo pezzo dell’album, I Am the Sea, sovrapposte al suono delle onde, vengono presentate in sequenza le quattro linee melodiche principali di Quadrophenia, una per ogni componente della band e personalità di Jimmy.

Si parte dalla personalità di Daltrey (il duro e “cattivo”, nell’idea di Townshend). La seconda linea melodica è quella in cui Daltrey canta Is It Me For a Moment?, e corrisponde alla personalità di Entwistle (il “romantico”). La linea melodica di Keith Moon è il refrain nel brano Bell Boy, e corrisponde alla personalità “folle”. L’ultima linea melodica è quella di Townshend, il “buono”, ed è quella in cui Daltrey canta Love Reign O’er Me, nell’ultimo pezzo.

Jimmy si perde nel suo progressivo estraniamento, sentendo l’alienazione crescere e non ottenendo da nessuno risposte soddisfacenti, né dallo psichiatra, né dalla madre, né dal prete. In cerca di risposte decide di interrogare i suoi idoli mod. Si reca al concerto della sua band preferita (gli Who naturalmente), ma ne rimane deluso. Le sue stelle sono mere bugie e in fondo, neanche con i suoi simili mods ha molto da dirsi. Cresce la consapevolezza della sua superiorità emotiva, l’essere “the face”, il mod perfetto.

Come diventare il migliore, il “top of the mods”, se non finanziandosi per la propria immagine? Il protagonista lascia la scuola impiegandosi come spazzino (nel film che verrà estratto dall’album qualche anno dopo, invece, sarà un porta buste d’ufficio), lavoro che lo deprimerà ed esaspererà ulteriormente; pessimismo e sconforto dilagheranno alla vista dell’ambita e desiderata Stephanie con il suo migliore amico.

Jimmy Cooper ne ha abbastanza di ciò che è stata la sua esistenza ma soprattutto, ne ha abbastanza di vivere. La drammatica I had enough è una resa dei conti che si completa con la toccante Love Reign O’er Me: un disperato grido di chi medita il suicidio che si tronca d’improvviso.

Jimmy sale sul treno che lo condurrà a Brighton: in uno stato mentale alterato e surreale, ricorda i bei tempi andati, dagli scontri coi rockers proprie su quelle spiagge, all’amicizia con gli altri mods, fino alla sua ex-ragazza.

Ma lì, a Brighton, ora c’è solo lui a far rivivere le immagini e le illusioni del passato che si accavallano nel suo cervello stravolto; l’invidiato e imitato “ace face” re di tutte le feste (nel film, ruolo di Sting) non è che un fattorino di un hotel, le ragazze incontrate solo delle sciocche. Le diverse personalità di Jimmy per un istante si riuniscono in un lampo di raziocinio (Is It Me For a Moment?). Breve momento di lucidità prima della crisi di rabbia finale che lo spingerà a rubare una barca e scivolare verso le cascate. Un attimo prima di sfracellarsi si aggrappa alle rocce, lasciando precipitare la sola barca.

Jimmy ne esce trasformato sensibilmente; purificato, abbraccia la pioggia che scende, ritrovando finalmente sé stesso e pronto a vivificarsi nell’amore, l’unica cosa che dia veramente un senso alla vita. Attraverso il dolore, Jimmy ha acquistato un grado maggiore di consapevolezza e maturità e in questo sta la sua vittoria. Quadrophenia è un racconto universale.

La purificazione e la presa di coscienza attraverso le sofferenze, nel ripido cammino vero la luce; un percorso obbligato per tutti. Per aspera ad astra.

“Solo l’amore può far piovere, nel modo in cui la spiaggia è baciata dal mare”.

Il suono del mare e un grido: amore, regna su di me! Ecco l’essenza di Quadrophenia.

Quadrophenia dei The Who è su Amazon.

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Dario Giardi ama la musica, la fotografia e la scrittura, ed è l’autore di Viaggio Tra Le Note. I segreti della teoria e dell’armonia musicale (2016, edito da I Libri Di Emil). Seguilo su Facebook e Twitter.

 

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