The Man Who Sold The World: il distacco dalla realtà raccontato da David Bowie

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The Man Who Sold The World, un brano scritto da David Bowie (anche se molti, vista la cover di successo, continuano a pensare che sia stato scritto dai Nirvana) che, a distanza di anni, rimane enigmatico.

Perché?

Partiamo dal verso: “Oh no, not me, I never lost control…”

David Bowie ci tiene a evidenziare una differenza rispetto a qualcun altro che, a suo modo di vedere, ha perso il controllo. Non lui. Lo dice chiaramente.

Ma chi ha perso il controllo? E nei confronti di cosa?

Il protagonista della storia ha perso il controllo verso la realtà. Questo individuo può essere chiunque di noi; noi che travolti dal frenetico andare dei tempi moderni celiamo, nascondiamo e trasformiamo il nostro essere, il nostro apparire e il nostro pensare. Chiunque abbia mentito a sé stesso, chiunque abbia tratto vantaggio dall’essere scambiato per qualcun altro, chiunque si sia creato un personaggio, un mondo a parte per ottenere successo, può essere considerato “the man who sold the world”.

A perdere il controllo con la realtà si rischia seriamente di dimenticare chi siamo, di adattarci al costume che indossiamo solo perché la società ci conosce così e crediamo che solo vendendo il nostro mondo, il nostro modo di essere, potremmo essere accettati. Pensiamo sia questo l’unico modo per far parte della società che ci circonda.

Ecco di chi parla Bowie: di tutte le persone che, con lo scopo di ottenere qualcosa trasformano la propria verità e la propria vita nel teatrino di maschere che giornalmente vivono, minimizzando il proprio “io”, come una flebile fiamma da spegnere, un fastidio da eliminare. Ma è come nascondere la polvere sotto il tappeto: non esiste una via per cancellare quello che siamo, chi siamo, senza che prima o poi quello stesso tappeto cominci a gonfiarsi.

Molti, però, preferiscono non vedere e continuano a vendere il mondo per conquistare l’amore, per avere successo nel lavoro, per essere sempre al top in una comunità che ci spinge ad essere e a fare sempre di più.

Forse la canzone fu scritta per sé stesso anche se, come abbiamo visto all’inizio, Bowie cerca in tutti i modi di prendere le distanze da questa tipologia di individui… cerca di sottolineare che lui non è come tutti gli altri. Percepisce dentro di sé un Bowie diverso dalla maschera che tutti conoscono, diverso dalla rock star. Sotto la maschera che si è creato c’è il suo “io”, il suo mondo, quello vero. Nella canzone ci racconta proprio l’incontro con la parte di sé stesso che pensava essere morta da anni ma che fortunatamente non si è mai sopita del tutto.

Nel 1997, in un’intervista rilasciata a BBC, ha rivelato: “Penso di averla scritta perché c’era una parte di me che stavo ancora cercando… Per me quella canzone ha sempre esemplificato lo stato d’animo che si prova quando si è giovani, quando ci si rende conto che c’è una parte di noi che non siamo ancora riusciti a mettere insieme, c’è questa grande ricerca, un gran bisogno di comprendere realmente chi siamo”.

The Man Who Sold The World di David Bowie è su Amazon.

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Dario Giardi ama la musica, la fotografia e la scrittura, ed è l’autore di “Viaggio Tra Le Note. I segreti della teoria e dell’armonia musicale” (2016, edito da I Libri Di Emil). Seguilo su Facebook e Twitter.

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