Mute, il nuovo sci-fi di Duncan Jones: tutto quel che sappiamo finora

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Nonostante la fitta coltre di mistero che circonda Mute, quarto lungometraggio di Duncan Jones in uscita su Netflix nel 2018 (dopo una release inizialmente programmata per il 2017) le informazioni che abbiamo a disposizione lo rendono già uno dei titoli più promettenti in arrivo nei prossimi mesi. Partiamo dalla sinossi:

“Berlino, 2052. Leo Beiler (Alexander Skargård) è un barista del locale notturno Foreign Dreams, rimasto completamente muto in seguito ad un incidente subìto nella sua infanzia. La sua unica ragione di vita è Naadirah, la sua donna (Seyneb Saleh). Quando Naadirah scompare nel nulla, Leo parte per un viaggio che lo porta nei bassifondi della città, avendo come unico indizio ricorrente due chirurghi americani di nome Cactus Bill (Paul Rudd) e Duck Teddington (Justin Theroux) dei quali non può sapere se fidarsi o meno…”

Mute è stato ideato nel 2003, quando Jones si occupava ancora di spot pubblicitari e, dopo una prima bozza della sceneggiatura (ambientata a Londra in epoca attuale) l’azione è stata spostata nella Berlino del futuro, aggiungendo al noir del racconto uno sfondo da sci-fi urbano à la Blade Runner, film preferito del regista. Anche l’ambientazione a Berlino ha un significato importante per Jones: oltre ad aver trascorso parte della propria infanzia nella città insieme al padre David Bowie, il regista si è dichiarato molto interessato ai cambiamenti che Berlino ha subìto nel corso dei decenni, dall’epoca del Nazismo fino ad oggi passando per la Guerra Fredda, tanto da ritenerla il luogo ideale per uno sci-fi di ambientazione europea.

Blade Runner non è però l’unica fonte di ispirazione per Jones, che ha infatti descritto la trama di Mute come un incrocio tra Hardcore (Paul Schrader, 1979) e M*A*S*H (Robert Altman, 1970). In comune col capolavoro di Schrader, il film di Jones dovrebbe avere la situazione del protagonista, che sarebbe infatti un ex amish che conduce una vita semi-monastica, perseguitato dai ricordi della propria comunità (fun fact: Duncan Jones stesso avrà un cameo in un flashback, proprio nei panni di un membro della comunità amish) mentre i due villain della pellicola, i personaggi di Paul Rudd e Justin Theroux, sarebbero direttamente ispirati agli ufficiali medici interpretati da Elliott Gould e Donald Southerland nel film di Altman.

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Paul Rudd è Cactus Bill, uno dei cattivi del film

Alexander Skarsgård ha inoltre detto ad Entertainment Weekly che alcuni grandi classici del cinema noir come Il Mistero del Falco (John Huston, 1941), Casablanca (Michael Curtiz, 1942) e Senza un Attimo di Tregua (John Boorman, 1967) sono stati presi come modello durante la lavorazione del film.

Se tutto questo può già risultare leggermente atipico, c’è da sapere inoltre che Mute sarà ambientato nello stesso universo narrativo di Moon, l’acclamato film d’esordio di Jones, mostrando ad un certo punto della storia l’epilogo della vicenda di Sam Bell (Sam Rockwell, che avrà un cameo nel film) pur non essendo un sequel diretto del film del 2009.

Oltre a Sam Rockwell faranno ritorno da Moon anche il compositore della colonna sonora Clint Mansell, il direttore della fotografia Gary Shaw e la compagnia di effetti speciali Cinesite Studios. A tutto ciò deve essere aggiunto poi il contesto generale in cui Jones ha deciso di ambientare la sua storia: non è chiaro quanto peso avrà nel film, ma la Germania del 2052 non farà più parte dell’Unione Europea ed avrà nuovamente i propri Deutschemark, sui quali saranno impressi i volti, tra gli altri, di Angela Merkel, Karl Marx, Claudia Schiffer e… David Hasselhoff!

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Fonte: Birth.Movies.Death

Secondo capitolo di una trilogia sci-fi da anni nei piani di Duncan Jones, Mute è stato scritto da Jones con l’aiuto di Michael Robert Johnson (Sherlock Holmes) ed è rimasto in sospeso per anni a causa di problemi di budget: nel 2011 il regista ha realizzato una versione dello script destinata a diventare una graphic novel per la Dark Horse Comics, ancora senza data d’uscita.

Mute è prodotto dalla Liberty Films di Stuart Fenegan e Duncan Jones, dallo Studio Babelsberg di Christoph Fisser e da Netflix, che lo distribuirà prossimamente sulla propria piattaforma. Non ci sono ancora trailer ufficiali ma le immagini che vedete in quest’articolo possono bastare per avere una prima idea di quel che ci aspetta. Il resto lo sapremo presto.

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