Rock Education: l’arte di devastare le camere d’albergo

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C’era una volta la tipica vita della rockstar: incidevi un disco, facevi promozione, partivi per la tournée, tornavi a casa. Quando eri in viaggio, però, le molte ore vuote tra un concerto e l’altro dovevano essere riempite: le groupies erano lì per questo, pronte a intrattenere e a condividere la vita dissoluta dei loro accompagnatori, anche se non sempre la loro presenza bastava a superare la noia. Per questo c’erano le camere d’albergo, luoghi istituzionalmente preposti alla devastazione e che per un lungo periodo, soprattutto negli anni ’60 e ’70, ebbero a che fare con alcuni dei distruttori seriali più crudeli e innovativi.

D’altra parte, una volta Ian McLagan dei Faces disse che era impossibile spostarsi di città in città e soggiornare in quegli alberghi tutti uguali, senza desiderare romperne almeno un pezzo. E non è che lui fosse poi uno dei peggiori: nel 1976 al suo compagno di scorribande Rod Stewart fu vietato mettere piede in ogni hotel Holiday Inn, dopo le continue visite devastanti che si erano verificate negli anni. Il bando dell’ormai anziano cantante è terminato lo scorso anno, giusto quarant’anni dopo la sua ultima permanenza nella stanze della catena: probabilmente chi ha preso la decisione spera che l’età abbia portato giudizio a Sir Rod.

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Credici

Ma Rod Stewart è stato un dilettante di fronte al maestro assoluto della scienza della devastazione, un uomo capace di accumulare oltre 500.000 dollari di danni negli hotel di tutto il globo: Keith Moon.

Il batterista degli Who è stato per tutta la sua breve vita (terminata a soli 32 anni in circostanze particolari che vi abbiamo già raccontato qui) un pericolo pubblico, incapace di frenare la sua vena distruttiva, che veniva amplificata dai suoi abusi di droghe e alcol. Uno degli episodi più famosi riguarda sempre una struttura Holiday Inn, che nel 1967 ebbe la sventura di ospitarlo per il suo ventunesimo compleanno.

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Non invitatelo a casa

Durante la festa, dopo che una ragazza uscì fuori dalla torta del festeggiato, iniziò la classica food fight: inoltre Moon, già piuttosto sull’alticcio, decise di dare un tocco diverso alla serata piazzando un candelotto di dinamite nel water della sua stanza, con le conseguenze che possiamo immaginare. Dopo l’esplosione e l’arrivo della polizia in seguito alla chiamata da parte dei gestori terrorizzati, il buon Keith corse nudo verso un’auto e, dopo averla guidata attraverso la hall, la fece schiantare nella piscina dell’hotel, causando danni per circa 24.000 dollari. Anche in questo caso la direzione della catena alberghiera si rifiutò di tollerare oltre le gesta di Moon e lo bandì a vita assieme agli altri Who.

Uno dei migliori discepoli di Keith Moon fu Joe Walsh, chitarrista degli Eagles, che recentemente ha dichiarato che “la cosa peggiore che mi sia mai capitata è stata quella di piacere a Keith Moon, che mi ha insegnato la fine arte di distruggere gli hotel”.

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La premiata ditta Walsh & Moon

Tra i tanti aneddoti riguardanti la coppia, uno dei più famosi è legato alla volta in cui Moon decise di farsi accompagnare da Walsh presso un ferramenta, dove acquistò della carbonella e del fertilizzante. Tornati in albergo i due mischiarono i prodotti e li infilarono dentro a dei preservativi, che scaricarono poi nel water del bagno: la miscela, dopo essere scesa per le tubature, fece saltare letteralmente la tazza dello sventurato e ignaro ospite del piano di sotto. Anche dopo la morte di Moon, Walsh continuerà imperterrito la sua opera di distruzione, sfasciando per gran parte degli anni ’80 le camere in cui alloggiava, con una particolare predilezione per i televisori, che amava scagliare dalle finestre o segare in due.

Anche gli Aerosmith hanno sempre avuto una preferenza per la motosega, con cui si sono spesso divertiti a squartare ogni cosa incontrassero nel loro cammino, arrivando a collezionare fatture a svariati zero da parte dei proprietari delle strutture colpite dalla furia di Steven Tyler e compagni.

aerosmith
“Trovatemi una motosega!”

Pure Keith Richards ha sempre abbracciato con entusiasmo la rilassante disciplina dello sfascio degli alberghi. Qui sotto abbiamo anche un filmato in cui lui e il suo amico di scorribande e sassofonista dei Rolling Stones, Bobby Keys, si divertono nel 1972 a scagliare dal quarto piano un televisore.

Passiamo poi a uno dei tanti gruppi che in quegli anni facevano il bello e (soprattutto) il cattivo tempo negli alberghi che li ospitavano: i Led Zeppelin. L’episodio più famoso resta quello avvenuto nel 1969 all’hotel Edgewater Inn di Seattle, in cui John Bonham si dedicò a “dilettare” una groupie particolarmente fatta con il muso di un piccolo squalo appena pescato dalla sua finestra. Il racconto, ormai una vera leggenda metropolitana, ha avuto varie versioni nel corso degli anni, che ne sminuivano o amplificavano di volta in volta i tratti più scabrosi. Uno dei testimoni dell’evento, Carmine Appice dei Vanilla Fudge, ha scritto nella sua autobiografia che il batterista dei Led Zeppelin si divertì a umiliare la ragazza assieme ai roadie del gruppo e che neanche di fronte all’arrivo dell’esterrefatto direttore d’albergo, richiamato dai rumori, l’umiliazione della povera ragazza cessò. Il giorno seguente Appice raccontò la scena a Frank Zappa, che scrisse a riguardo la delirante Mud Shark.

John Bonham, comunque, non si limitava solo a usare i pesci pescati negli hotel: una volta si portò una moto fino alla sua stanza e, incurante delle conseguenze, iniziò a sfrecciare per i corridoi. Con la sua morte, avvenuta nel 1980, veniva meno uno dei protagonisti assoluti del rock anni ’70 e si chiudeva anche una stagione irripetibile, che aveva elevato ad arte la rincorsa alla devastazione degli hotel. Con estremo sollievo da parte dell’associazione albergatori.

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“Keith Moon non sei nessuno”

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook e Twitter.

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