Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band: lo storico fiasco del musical del 1978

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Il 24 luglio del 1978 usciva nei cinema statunitensi Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, film musicale ispirato all’omonimo album dei Beatles. Secondo il suo produttore Robert Stigwood il film avrebbe dovuto riempire le sale ed essere un successo garantito grazie alla sua associazione ai Beatles e alla nostalgia che il nome suscitava. Infatti negli anni ’70 era ancora forte la richiesta da parte di fans e media di vedere di nuovo insieme i Beatles, che avevano tutti intrapreso carriere soliste più o meno fortunate e che erano sempre decisi a non riprendere l’avventura della pop band più famosa della storia: Lennon, McCartney, Harrison e Starr non ne volevano sapere e se ne infischiavano di quanti soldi avrebbero fatto (e fatto fare) nel caso di una loro reunion e l’idea di Stigwood aggirava i continui rifiuti degli ex Fab Four.

Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band era un musical del 1974, concepito dallo stesso Stigwood per poter utilizzare le 29 canzoni dei Beatles di cui deteneva i diritti e che erano state acquistate proprio in previsione di un facile successo, prima teatrale e poi cinematografico. Si voleva così ripetere la trafila che aveva visto l’impresario diventare una delle figure più importanti dello show business, grazie ai trionfi in serie di Hair, Jesus Christ Superstar, La Febbre del Sabato Sera e Grease. Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band aveva un cast di tutto rispetto, che riuniva gli eroi della Disco, i Bee Gees, al principale esponente dell’effetto talk box guitar, Peter Frampton: a questi associava la partecipazione, tra gli altri, di Alice Cooper, degli Aerosmith, degli Earth, Wind & Fire e di Steve Martin. Persino George Martin venne coinvolto nell’aspetto musicale e ogni cosa sembrava essere garanzia di facile successo. Ma così non fu.

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La locandina originale

La trama era un qualcosa di talmente assurdo da lasciare spiazzati e da rendere la visione del film imbarazzante. A Heartland, una placida e tipica cittadina statunitense, esiste una band chiamata Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, i cui componenti sono Billy Shears (Peter Frampton) e i fratelli Henderson (i Bee Gees). Billy è il nipote del vecchio leader e ne eredita, oltre al ruolo, anche il controllo sugli strumenti della marching band, che si rivelano essere magici e capaci di fermare qualsiasi conflitto. La tranquilla vita del gruppo viene scossa dall’arrivo in città di una cattivissima casa discografica interessata solo ai soldi, che propone al gruppo un cospicuo contratto e la possibilità di spostarsi a Hollywood, dove Billy e gli altri vengono corrotti dall’ambiente dissoluto e vizioso, diventando drogati e alcolizzati.

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I nuovi Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Intanto gli strumenti magici, privati dei loro proprietari, vengono rubati a Heartland da un cattivone e dai suoi sgherri robot, con lo scopo di rendere quel paesotto tutto sorrisi e torta di mele una città del peccato come Hollywood (ci sono destini peggiori, bisogna dire). Strawberry Fields (la fidanzata di Billy) corre dai ragazzi per avvertirli di quanto sta succedendo e recuperare assieme a loro gli strumenti sottratti. I Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, dopo aver incontrato vari personaggi che li aiutano nella loro ricerca, scoprono che dietro a tutta questa macchinazione c’è un fantomatico gruppo chiamato Future Villain Band (gli Aerosmith), che vuole dominare il mondo, corrompere i giovani e distruggere la democrazia (l’ordine credo sia intercambiabile).

I cattivi vengono sconfitti e uccisi dai buoni, a costo pero’ della vita di Strawberry. Billy, sconvolto, tenta il suicidio: ma l’arrivo del Deus Ex Machina Billy Preston lo ferma prima che possa compiere l’insano gesto, per poi ridare grazie ai suoi poteri magici anche la vita a Strawberry e riportare Heartland alla sua noiosa vita provinciale. Come se non bastasse, alla fine del film i protagonisti ricrearono in qualche modo, assieme ad altre star o presunte tali, la copertina dell’originale Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, facendo imbizzarrire i fan dei Beatles, che la presero come l’insulto finale.

L’idea di prendere il sofisticato e innovativo mondo musicale realizzato da Lennon e soci (Stigwood non si limito’ a usare le canzoni di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, ma infilo’ nel film anche pezzi tratti da Revolver e Abbey Road) e ridurlo a una sorta di vaudeville fatto di scenette a tratti ridicole e semplicistiche, con coreografie tronfie e kitsch, fu una mossa che si rivelo’ controproducente e assai dannosa. Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band non ebbe una calda accoglienza fin dal suo debutto nei cinema (massacrato da critica e fans) e fu ben lontano dal bissare l’altro grande successo uscito solo un mese prima, Grease, sempre a opera di Stigwood: il produttore subì anche un pesante rovescio finanziario per il flop inaspettato.

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Il finale del film. Lì in mezzo, da qualche parte, sembra ci fosse anche Joe Simon, il creatore di Capitan America

Inoltre, la scelta di affidare alle scarse capacità interpretative (per non dire amatoriali) dei Bee Gees e di Peter Frampton uno dei film che, sulla carta, doveva fare sfracelli al botteghino, si rivelo’ sconsiderata e influì negativamente sulle loro carriere. I Bee Gees nel 1978 erano nel pieno della loro affermazione Disco (dopo la felice intuizione dello stesso Stigwood, che li convinse a riconvertirsi al genere del momento): convinti a partecipare a Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band prima dell’incredibile affermazione de La Febbre del Sabato Sera e della loro conseguente rinascita artistica, i fratelli Gibb si trovarono accusati di voler imitare gli inarrivabili Beatles con un film mediocre e sconclusionato, venendo inoltre associati ad un’opera disastrosa. Peter Frampton, invece, dopo essere stato in classifica 97 settimane di fila con il suo Frampton Comes Alive!, non si riprese praticamente più e, anche a causa di scelte sbagliate e incidenti vari, vide la sua carriera arenarsi. Anche il regista Michael Schultz non ne uscì indenne e dopo anni di serie Tv (Baretta, Rockford) si vide precluso l’approdo al Cinema a causa della pesante stroncatura della critica di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band e fu praticamente costretto a ricominciare da capo.

Alcuni, con perfida ironia, sostennero che Stigwood avesse organizzato tutto quanto per costringere i Beatles a scendere a compromessi, sanare le divergenze e sancire la loro reunion solo allo scopo di evitare ulteriori scempi futuri in loro nome: se così fosse, il costo di questo tentativo fu assai alto e non porto’ gli effetti desiderati.

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook e Twitter.

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