Their Mortal Remains, la mostra definitiva per Floydiani D.O.C.

Posted by

Aural Crave ha valicato i confini nostrani per spingersi in terra d’albione (a Londra per la precisione) ed assistere alla mostra Their Mortal Remains, un’esposizione dedicata ai leggendari Pink Floyd.

Il museo ospitante è il Victoria and Albert, complesso di un certo spessore situato proprio di fianco al museo di storia naturale (interessantissimo anche quello) ed a sua volta circoscritto in una zona residenziale atta ad ospitare i rampanti borghesi della city.
Una passeggiata nei dintorni è sicuramente gradevole.

Appena entrati, ancora prima di poter arrivare alla queue per l’accesso all’ala in cui è ospitata l’esposizione, ci ritroviamo davanti una vecchia amica: la console di registrazione di Abbey Road che avevamo trattato in questo nostro articolo qualche tempo fa. In tutta la sua magnificenza vintage accoglie noi, Floydiani giunti in pellegrinaggio da tutto il mondo ancora una volta uniti nel culto della band inglese.

their_mortal_remains_1

Mentre aspettiamo in fila prendiamo coscienza dell’eterogeneità del pubblico. Le generazioni ci sono tutte, e sono tutte scalpitanti per entrare. D’altronde la mostra è stata annunciata da mesi, così come la vendita dei biglietti, che in effetti vanno prenotati con un largo anticipo e si dividono in fasce orarie in modo da poter regoalre meglio i flussi dei visitatori e permettere a tutti di godere appieno delle installazioni.

Finalmente ci siamo. Arriviamo al banco di fronte all’entrata e ci vengono consegnate delle cuffie, di fatto uguali alle audioguide nostrane ma con una fondamentale differenza: non vanno in alcun modo toccate, camminando all’interno delle stanze si sintonizzerano da sole su ciò che dovremo sentire.

Questo che può sembrare un piccolo particolare inutile basta ad elettrizzarci.

Ci muoviamo a passo veloce verso la prima stanza ed inforchiamo le cuffie: immediatamente veniamo sfiorati da alcuni sample quali Us and Them, Echoes, tutti mischiati con il vento proveniente dall’apertura dell’album Meddle. Un bellissimo effetto che catapulta immediatamente nel mood che sarà poi costante per tutta la mostra.

Da qui in poi la storia dei Pink Floyd viene sviscerata dai primissimi esordi fino al giorno d’oggi, e per farlo avrete esposti centinaia di cimeli, testimonianze, memorabilia.

their_mortal_remains_4

Moltissime chicche come le lettere che un giovane e denutrito David Gilmour mandava ai suoi genitori spiegando loro di essere appena entrato in un complesso un tantino psichedelico cercando al tempo stesso di placare le loro apprensioni. Strumenti, mini-documentari, interviste, schede tecniche, curiosità: la somma di tutte queste caratteristiche contribuisce a creare una splendida sensazione di immersione totale nel mondo Pink Floyd, un po’ come assistere dal vivo ad uno dei loro concerti mozzafiato.

Più in generale l’organizzazione della mostra in sé si è dimostrata azzeccata per evitare che tutto diventasse unicamente una noiosa esposizione di pezzi storici; gli oggetti sono solo una parte del percorso e sembrano quasi prendere vita mentre dalle cuffie si viene avvolti da meravigliosi tappeti sonori o da accurate spiegazioni di chi quegli oggetti li ha usati.

Per fare un esempio: è esposta la sequenza di diapositive con cui hanno scattato la cover di Wish You Were Here, in casi normali una curiosità che ci avrebbe fatto sorridere o poco più. Il fatto è che mentre state lì ad osservarle, in cuffia avete dei sample estratti direttamente dall’album che accompagnano l’intervista dello stuntman (l’uomo che prende fuoco nella copertina) e del fotografo/artista/scienziatopazzo Storm Thorgerson che raccontano tutte le peripezìe per realizzarla. Si coglie l’essenza dell’oggetto in sé, realizzando anche che la leggendaria copertina esiste soprattutto grazie alla testardaggine folle di un fotografo inglese.

their_mortal_remains_3

Ottima anche l’idea di contestualizzare i periodi storici tramite delle classiche cabine telefoniche inglesi riempite di cimeli tipici di alcune annate.

C’è di che restare stupiti, non c’è dubbio.

Nella stanza che abbiamo ribatezzato “quella dell’apparecchiatura“, cioè dove vengono conservati tutti i mostruosi apparecchi utilizzati dal gruppo in studio e dal vivo è anche possibile, tramite alcune mini console, mixare Money a proprio piacimento.

Abbassate il registratore di cassa ed alzate i sax: anche tu potrai essere proprio come un giovane Alan Parson.

Verso la fine potrete apprezzare una meravigliosa ricostruzione della fabbrica di Battersea (dove i maiali volano indisturbati fra le alte ciminiere) e, sorpresa, i due bei faccioni della copertina di The Division Bell, in tutto il loro mastodontico splendore austero.

Sospettiamo fossero le originali, essendoci scritto sopra “Proprietà del signor Pink Floyd” e non “Replica”.

Their_Mortal_Remains_2

Quando tutto sembra essere finito, ecco che si accede all’ultima stanza. Qui sarà possibile ascoltare, in uno schermo a 360° e con un impianto audio a dir poco sublime, due pezzi estratti da due momenti topici della carriera dei Floyd. Arnold Layne, a rimembrare i loro inizi, e Comfortably Numb, eseguita dal vivo al Live 8, l’ultima esibizione ufficiale del gruppo con la formazione originale. Purtroppo irripetibile.

Lo ammettiamo, l’occhietto è diventato un po’ lucido a questo punto.

Fortunatamente (o forse no), il gift shop alla fine della mostra ci ha drasticamente fatto riprendere contatto con la realtà, svegliandoci da un piccolo sogno che tutto sommato avremmo voluto vedere durare ancora un po’. Ma questo, d’altro canto, va contro la sua stessa definizione.

Their Mortal Remains sarà al Victoria and Albert Museum di Londra fino al 1 Ottobre.

Annunci

Leave a Comment

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...