Bowie canta Orwell e altri casi celebri: la musica ispirata ai classici della letteratura

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La letteratura e la musica hanno essenzialmente il medesimo scopo: raccontare. Che si tratti di un’esperienza personale o di una storia immaginaria non è rilevante, tutto può essere materiale per una canzone o ispirazione per un libro. D’altra parte, son pur sempre due forme d’arte ed in quanto tali specchio dell’animo dell’uomo, dei suoi sogni e delle sue emozioni.

Sono inoltre strettamente legate fra di loro: basti pensare ai poemi omerici, i quali furono inizialmente “cantati” dai poeti accompagnati dalla lira e poi, solo in seguito, trascritti. Oppure i bardi medioevali che intrattenevano le corti cantando le gesta valorose dei cavalieri, le stesse narrate da Chrétien de Troyes nei romanzi dedicati al ciclo bretone.

Anche ai giorni nostri non è inusuale trovare libri riguardanti temi musicali (ad esempio le biografie di artisti famosi o i saggi sull’interpretazione del significato di brani musicali) o viceversa canzoni ispirate ad opere della letteratura.

L’album Diamond Dogs di David Bowie, ad esempio, è ispirato a 1984 di George Orwell, angosciante spaccato di una distopia dai caratteri totalitaristi. I titoli di alcuni brani contenuti nell’album rimandano in maniera palese alla fonte della loro ispirazione: basti pensare a 1984, Big Brother (nel romanzo il Grande Fratello è un personaggio che monitora continuamente le vite dei cittadini) e We Are The Dead, una frase che i due protagonisti del racconto, Julia e Winston, ripetono spesso.

La band capeggiata da Robert Smith, i Cure, ha omaggiato invece un romanzo breve di uno dei maggiori esponenti dell’esistenzialismo letterario: Lo Straniero di Albert Camus. Killing an Arab, questo il titolo della canzone che portò il gruppo ad essere accusato di razzismo, è la descrizione di un momento ben preciso del romanzo affidata alla voce narrante di Meursault, l’atarassico e abulico protagonista.

Anche i Metallica, nota band trash metal californiana, hanno preso ispirazione da un capolavoro della letteratura: la loro For Whom The Bell Tolls (Per Chi Suona La Campana) prende spunto dall’omonimo romanzo di Ernest Hemingway. Il brano è pregno dell’atmosfera densa di paura e morte del romanzo, il quale racconta le vicende di cinque soldati repubblicani che fuggono dai fascisti durante la Guerra Civile Spagnola.

Palesemente amanti della letteratura fantasy sono i tedeschi Blind Guardian, i quali hanno dedicato un intero concept album a Il Silmarillion di J.R.R. Tolkien intitolato Nightfall in Middle-Earth (Crepuscolo nella Terra di Mezzo). I Blind Guardian si sono spesso ispirati alle opere di Tolkien (ricordiamo ad esempio brani come By The Gates Of Moria oppure The Bard’s song: The Hobbit) e la loro passione per gli scritti di quest’autore si evince facilmente dalla minuzia dei riferimenti ad essi, possibili solo per un attento conoscitore del genere.

In Wuthering Heights (Cime Tempestose) la cantante Kate Bush da voce al sofferente fantasma di Catherine Earnshaw, protagonista del romanzo di Emily Brontë insieme all’amato Heathcliff. È proprio a Heathcliff che Catherine si rivolge nel brano, pregandolo di riconoscere il suo fantasma e di “farla entrare dalla finestra” poiché ormai stanca di vagare per le brughiere.

Dalle atmosfere folli e psichedeliche è White Rabbit dei Jefferson Airplane ispirata a Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll. I continui riferimenti nel testo alle droghe allucinogene non sono solo una mera provocazione: il romanzo di Carroll è difatti molto più cupo ed angosciante di quanto può apparire a una lettura superficiale e l’intera avventura di Alice può essere facilmente paragonata ad un “bad trip” causato da sostanze psicotrope.

Anche in Italia abbiamo illustri esempi di come la musica può ispirarsi alla letteratura creando capolavori: Fabrizio “Faber” De André rimase in giovane età molto colpito dalla lettura de L’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, una raccolta di poesie in forma di epitaffio nella quale ogni componimento racconta la vicende delle persone sepolte nel cimitero dell’immaginaria città di Spoon River. De André per i brani contenuti in Non Al Denaro Non All’amore Né Al Cielo si ispira dunque ad alcuni dei personaggi presentati nell’antologia di Masters come ad esempio il farmacista Trainor dal quale il cantautore prende spunto per Un Chimico oppure Il Suonatore Jones, unico brano dell’album ad avere lo stesso titolo della corrispondente poesia.

La lista è lunghissima, e di certo continuerà ad infoltirsi. D’altra parte i musicisti e gli artisti rimangono incantati da un libro come tutti, come tutti possono innamorarsi di un personaggio letterario rispecchiandosi in esso ed evadere dalla monotonia e dalle preoccupazioni della vita quotidiana grazie alla lettura. E finché possiamo fruire di opere uniche ed eccellenti come i sopracitati album di De André e di David Bowie, noi siamo ben contenti che lo facciano.

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