Album: Empire Of The Sun – Two Vines

Uscito a fine ottobre via Astralwerks, Two Vines è il terzo lavoro in studio per il duo formato da Luke Steele (voce, chitarra e tastiera) e Nick Littlemore alias gli Empire Of The Sun. A distanza di appena tre anni dal precedente successo Ice On The Dune (2013) il duo ha deciso di uscire con un album che riporta una lista di collaborazioni d’eccezione bella lunga: tra gli altri Lindsey Buckingham (chitarrista e cantante dei Fleetwood Mac), Wendy Melvoin dei Revolution (la band formata nel ’79 da Prince), più Henry Hey (piano) e Tim Lefebvre (basso), entrambi collaboratori di David Bowie in occasione della pubblicazione di Blackstar.

I 15 pezzi facenti parte del disco – che comprendono anche un remix di Walking On A Dream del 2008 a cura di Manny Marroquin – sono stati tutti registrati tra le Hawaii (presso gli Avex Studios) e Los Angeles. Inoltre l’album è stato prodotto dagli stessi Empire Of The Sun con l’aiuto di un loro collega e amico di lunga data, Peter Mayes (Sia, The Killers, Mika) e Jonathan Sloan.

Per quanto riguarda quello che sentirete nel disco: a cominciare dal primo singolo estratto dal disco, High And Low – il cui video di ispirazione surrealista alla Salvador Dalì è già visibile online – fondamentalmente il duo non si è distaccato troppo dal suo stile ormai ben consolidato. Anzi, possiamo dire che ci tiene a riconfermare la sua tendenza a creare brani allegri, che trasmettano spensieratezza e affrontino temi come l’amore o l’amicizia (First Crush, Friends). La base di percussioni synth è, come nei due album precedenti, la vera anima di ogni traccia (There’s No Need, Way To Go), mentre la chitarra riveste un ruolo decisamente secondario, talvolta inesistente. Campo libero all’auto-tune e alla voce acuta di Steele.

Ultimo accenno alla copertina, in cui gli Empire appaiono raffigurati con i loro caratteristici costumi, su un fondo che richiama la foresta: l’idea pare essere nata ancora prima delle canzoni, tanto che lo stesso Littlemore ha commentato: “c’era un’immagine di cui abbiamo subito discusso a proposito di questo disco, prima che scrivessimo la title track, Two Vines, ed era l’immagine d’una città moderna sopraffatta dalla giungla, quasi come se Madre Natura si riprendesse indietro il pianeta”. 

Insomma, un altro buon lavoro per il duo, all’insegna di quell’electronic dance che sconfina tranquillamente nella new wave e che ci fa davvero venir voglia di ballare.

7 / 10

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