Quando Orson Welles annunciò in radio lo sbarco dei marziani

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Nel dicembre 1941, quando l’aviazione giapponese attaccò Pearl Harbour, molti americani non credettero alle terribili notizie che le radio riversarono nelle loro case: non pochi pensarono che fosse tutto fin troppo incredibile e assurdo per essere vero. D’altra parte c’erano già passati qualche anno prima, quando un giovane attore li terrorizzò annunciando proprio per radio la venuta delle truppe marziane con intenti non proprio amichevoli: no, stavolta non sarebbero cascati ancora in qualche scherzo di dubbio gusto.

Se i pesanti danni subiti dalla flotta statunitense stanziata alle Hawaii non suscitarono il panico che ci sarebbe aspettato nella popolazione, il merito fu paradossalmente proprio di quel giovane attore, che il 30 ottobre del 1938 aveva portato la nazione sull’orlo della crisi isterica e che tutti avevano imparato a conoscere come Orson Welles.

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Welles, all’epoca ventitreenne, aveva fondato l’anno prima il Mercury Theatre, compagnia teatrale in cui poteva dare sfogo al suo immenso talento (assolutamente simmetrico all’ingombrante ego) senza dover sottostare alle imposizioni di altri ed esprimendosi liberamente come drammaturgo, regista e attore principale. Nonostante l’indubbia bravura e il plauso di critica e pubblico per gli spettacoli, il giovane impresario ebbe modo di scontrarsi più volte con i suoi collaboratori, portando alla luce un carattere molto poco accomodante, che si rivelerà poi un enorme macigno per la sua carriera.

Intanto la CBS lo aveva contattato per proporgli uno show radiofonico di un’ora basato sull’adattamento di alcuni successi della letteratura classica e contemporanea (di cui Welles richiese il completo controllo creativo) e che avrebbe iniziato le sue trasmissioni nell’estate del 1938. Il The Mercury Theatre On Air non ebbe però quell’impatto sugli ascolti che l’emittente si aspettava e che lo stesso Welles aveva tacitamente garantito: bisognava correre ai ripari il prima possibile.

L’occasione venne con la messa in scena de La Guerra dei Mondi, prevista per l’episodio del 30 ottobre: la vicinanza con Halloween convinse Welles a osare e a scrivere un adattamento per il romanzo di H. G. Wells meno ortodosso del solito, in modo di ottenere una maggiore visibilità. L’idea dell’attore era di usare il mezzo radiofonico per narrare in diretta e nel modo più realistico possibile l’arrivo degli alieni, in una sorta di concitata e avvincente telecronaca inserita dentro il palinsesto ordinario dell’emittente, che avrebbe raccontato le conseguenze di un’invasione marziana sul territorio statunitense. I suoi capi alla CBS non si mostrarono particolarmente entusiasti di questo artificio, che stravolgeva completamente l’opera originale e soprattutto l’impostazione della trasmissione, ma dopo un lungo braccio di ferro cedettero e diedero il via libera a Welles e ai suoi collaboratori.

La Guerra dei Mondi serviva a dare un’interpretazione diversa del mezzo radiofonico (oltre, chiaramente, ad aumentare gli ascolti del The Mercury Theatre On Air), non a terrorizzare: proprio per questo all’inizio dei due atti del radiodramma un annunciatore avrebbe informato gli ascoltatori che gli eventi narrati erano una fiction. Purtroppo le due parti non erano bilanciate allo stesso modo (il Primo Atto durava 40 dei 60 minuti assegnati, senza interruzioni pubblicitarie) e chi fosse capitato sulle frequenze della CBS a show iniziato avrebbe dovuto aspettare svariati minuti prima di essere avvisato di ascoltare un radiodramma.

A quanto pare nessuno si pose il problema di cosa sarebbe accaduto all’ignaro utente, tanto che le varie revisioni attuate prima della messa in onda eliminarono proprio molti degli appigli utili a capire quanto fake fossero le news recitate da Welles. L’attore era maggiormente interessato a non farsi chiudere la trasmissione e la prova generale de La Guerra dei Mondi fu uno show nello show, con insulti rivolti a tutti e cambi dell’ultimo minuto del copione, considerato noioso e riscritto in molte sue parti per essere il più possibile realistico. Forse lo fu fin troppo, perché gli ascoltatori che si persero l’annuncio iniziale ritennero fin troppo convincente quello che usciva dalle loro radio: così, mentre gli alieni della CBS atterravano in New Jersey, l’America cadeva nel panico più totale.

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La notizia sui quotidiani

Quando la notizia arrivò ai responsabili del network, questi chiesero a Welles di fermare lo show o di annunciare almeno che quella in onda fosse una messinscena, ricevendo però il netto rifiuto da parte dell’attore: dal momento che stava ottenendo quello che desiderava da parte del pubblico, non avrebbe per nulla al mondo bloccato la radiocronaca. La polizia e la stampa invasero la sede della CBS, che si trovò bloccata dopo la fine dello show: intanto Orson Welles era andato a teatro, dove si sarebbe esibito e solo alla fine dello spettacolo fu raggiunto dalla notizia di quanto fosse stata presa sul serio la sua Guerra dei Mondi.

La mattina seguente, durante una più che affollata conferenza stampa, Orson Welles vestì i panni di chi sapeva di averla fatta grossa e si scusò di quanto accaduto, negando di aver voluto terrorizzare la nazione: le settimane successive, però, la maggior parte dei giornali continuò ad attaccarlo, riportando le lettere e le interviste dei tanti che desideravano una punizione esemplare (molti anni dopo si stabilì che circa sei milioni di americani avevano seguito il The Mercury Theatre On Air e quasi un terzo furono coloro che caddero preda della paura).

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Un imbarazzato Orson Welles durante l’affollata conferenza stampa

La Commissione Federale delle Comunicazioni aprì un’investigazione sull’accaduto, ma non contestò alla trasmissione nessuna violazione di legge e ottenne la promessa da parte del network di un maggior controllo negli show successivi. Orson Welles, rinfrancato dal non dover finire in carcere, ma comunque spaventato dal pessimo ritorno di immagine per l’accaduto, fu colto da più di un dubbio sul futuro della propria carriera. Il giovane attore ignorava, però, che il clamore e la pubblicità negativa sarebbero diventati invece un ottimo trampolino di lancio per la tappa successiva: Hollywood. La RKO gli fece firmare nell’estate del 1939 uno dei più vantaggiosi contratti di sempre, che  gli dava ampia libertà d’azione come produttore, sceneggiatore, regista e, chiaramente, attore.

Nel dicembre del 1941, mentre la Seconda Guerra Mondiale bussava alle radio americane, Orson Welles aveva già da qualche mese realizzato la sua opera più monumentale e significativa, Citizen Kane (o Quarto Potere se preferite) ed era impegnato nei suoi progetti futuri. La Guerra dei Mondi e l’isteria collettiva che ne era scaturita erano alle spalle e sarebbero diventati negli anni uno dei motivi di vanto per l’uomo e l’artista, che con quello “scherzo di dubbio gusto” aveva cambiato la percezione dei media e del loro potere.

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Il monumento commemorativo posto nel luogo dello “sbarco”

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Luca Divelti scrive storie di musica, cinema e tv su Rock’n’Blog e Auralcrave. Seguilo su Facebook e Twitter.

 

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