La storia dietro il nuovo video di Trentemøller, diretto da un filmmaker italiano

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Sinus, il video di Trentemøller uscito qualche tempo fa, rappresenta ancora una volta un bell’esempio di sensibilità artistica e fascino visivo ben combinati insieme, come spesso accade per i clip del produttore danese. Quello che lo rende particolare, però è la storia che lo ha visto nascere. Una storia diversa dal solito, che ha coinvolto la tedesca Julie Reindl, studentessa alla Royal Academy of Fine Arts di Copenaghen, e l’italiano Bruno Noaro, giovane filmmaker membro della casa di produzione La Forêt Des Renards.

Trentemøller in realtà non aveva intenzione di rilasciare nuovi video dall’ultimo album Fixion, dopo River In Me, Redefine e Complicated. Tutto nasce dall’idea originale di Julie e Bruno, che hanno sviluppato il concept da soli, usando la traccia di Trentemøller che sentite qui sotto, Sinus. La storia era ambientata in un futuro imprecisato, in cui gli esseri umani non odorano più gli oggetti della vita reale ma sfruttano la corteccia visiva del nostro cervello per percepire gli odori attraverso le immagini. “What you see is what you smell“. Come si vede nel dialogo a distanza all’inizio del video: “Ho visto la foto che hai pubblicato oggi. Avevi un buon odore“.

Dopo aver sviluppato il concept nei dettagli, i due hanno pensato di proporlo direttamente a Trentemøller, spiegandogli l’idea e come la sua canzone ben si inseriva nel progetto. Dopo le iniziali perplessità, la cosa è piaciuta molto anche a lui, fino a dargli l’ok per pubblicare il video in via ufficiale. A quel punto è toccato a Bruno partire per Copenaghen per girare il video, di cui poi ha anche curato produzione e post-produzione. Fino ai giorni scorsi, quando il video è stato rilasciato ufficialmente da Trentemøller, offerto in premiere su Clash magazine.

Contattato da noi a proposito di questa esperienza, Bruno Noaro mostra la propria emozione senza vergognarsene: “Trentemøller ha accettato praticamente al buio. Non capita tutti i giorni di raggiungere un risultato capace di cotanta visibilità. In passato mi era capitato qualcosa di simile con Mémoires, un mio cortometraggio che era entrato tra gli staff picks di Vimeo ed era arrivato ad un pubblico molto ampio, con gente che ancora oggi mi scrive per farmi i complimenti. Ma lui è Trentemøller. Lo ascoltavo in cuffia a 16 anni.

Concept di Julie Reindl, regia di Bruno Noaro, produzione La Forêt Des Renards. Sinus lo trovate qui sopra ed è il risultato di una bella storia. Una di quelle in cui il talento e la qualità emerge ai livelli di visibilità che merita, grazie alla sinergia artistica tra menti affini.

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