Album: Katy B – Honey

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Lettera aperta a Katy B

Cara Kathleen,
noi ti vogliamo bene. Ma non in quel modo scontato che dicono tutti. Il nostro è un affetto più sincero. In un senso che ti diremo tra un attimo.

Abbiamo ascoltato il tuo ultimo album, Honey, il terzo da quando sei esplosa nel 2010. E ci è piaciuto un sacco, sai. Ci è piaciuto perché sentiamo che in quest’album tu piaci anche a te stessa, in modo completo, senza riserve. Perché solo così viene fuori il meglio di te, capisci? Come successo per il primo album, On A Mission, nel 2011: tu eri giovanissima, appena spedita in cima alla piramide dell’hype e da tutta quell’attenzione ti sentivi sopraffatta, trascinata. Per quell’album hai lasciato grande spazio ai produttori che ti supportavano. Gente con un talento per il bass sound made in UK che tutti gli altri potevano andare a nascondersi: Geeneus, Zinc, il tris d’assi Magnetic Man composto da Skream, Benga e Artwork. Tu lì hai fatto quel che più ti si addice, ossia la frontgirl flessibile che adatta il proprio carisma ai tanti stili diversi che possono emergere in un tuo album. Ed è quello che rendeva tanto interessante quel disco. È quello che ti fa volere bene.

 

È la stessa forza che ha quest’ultimo album, sai? Tu non cerchi di fare troppo la protagonista, di imporre un tuo carattere personale. Tu sei la voce più adattabile e esaltante della scena britannica e la gran figata, quando ti ascoltiamo, è sentire le varie espressioni del carattere musicale londinese alternarsi con la sfrontatezza dei migliori, passando da jungle ad house, da r&b a grime, facendo sfogare anche stavolta i migliori talenti sulla piazza: Floating Points, Craig David, Novelist, Kaytranada, Major Lazer, Jamie Jones, Four Tet. Sinceramente: chi altri è capace di mettere insieme una serie di nomi così, oltre te?

E, sai, noi capiamo benissimo come ci si sente nei tuoi panni. Tu vuoi anche dimostrare di poter essere una star, come magari lo sono Azealia Banks o M.I.A. Perché no, il talento ce l’hai tutto. È per questo che col disco precedente, Little Red, hai voluto fare più a modo tuo, cercando di costruirti la tua immagine da cantante pop. Però, ecco, tu non sei una cantante pop. Non prendertela. Anche perché, noi da te non vogliamo niente di diverso da quello che sei. Era questo che intendevamo con volerti bene sul serio. E tu, nella tua vera natura, non sei una popstar: sei il fluidificante più efficace per far esprimere l’essenza del Regno Unito elettronico, e noi da te vogliamo solo quello. Per questo siamo tanto felici cdi scoprire che anche tu, in quest’ultimo disco, hai accettato te stessa al 100%. Ed hai prodotto il tuo disco più completo e consapevole.

È così che ti vogliamo sempre. Perché è così che sei veramente. Tutto qua.

Con affetto sincero
Aural Crave

8 / 10

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