I martiri della musica: le ombre dietro ad alcune morti celebri della storia

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Tragiche scomparse dovute a depressione, a una vita di eccessi o legate a squilibrati assassini?

Niente di tutto questo. Dietro la morte degli autorevoli esponenti del cosiddetto ‘Club 27’, ma anche di tanti altri artisti carismatici scomparsi in età diverse c’è la politica, solo la politica.

C’è un disegno perfettamente orchestrato dalle intelligence e massonerie internazionali con lo scopo di reprimere il consenso dell’opinione pubblica nei confronti delle istanze rivendicate da questi artisti che sono diventati, ciascuno per la propria epoca e per la propria battaglia, i migliori ‘megafoni’ davanti al popolo e per questo loro carisma, per questa loro capacità di influenzare le masse sono divenuti pericolosi per il “sistema”.

Sono piene di ombre le morti di questi personaggi celebri: da John Lennon a Jimi Hendrix, passando per Janis Joplin, Jim Morrison, Elvis Presley e Michael Jackson.

E che dire di Kurt Cobain. Ufficialmente, il leader dei Nirvana è morto suicida a causa della depressione che lo aveva portato a cadere di nuovo nelle droghe pesanti. Cobain in realtà si era disintossicato, in quel periodo era pulito ed era pronto a fare da testimonial contro la dipendenza da eroina. All’inizio degli anni ’90, però, era la stessa CIA a pubblicizzare quella droga, così come fece trent’anni prima con gli acidi. Era un personaggio scomodo, Cobain, in quanto ex tossicodipendente pronto a influenzare i giovani e per la una visione del mondo considerata troppo di sinistra per un certo establishment c’è chi pensa che andasse silenziato in qualche modo.

C’è poi Amy Winehouse, morta ufficialmente a causa di un overdose di farmaci…

C’è chi è pronto a giurare che sarebbe deceduta perché considerata un personaggio che avrebbe potuto rivelare segreti importanti. Già, ma quali segreti?

Ci sono battaglie che rimarranno un mistero altre che sono chiare, limpide e sotto gli occhi di tutti. Penso a quella del rapper Tupac Shakur e delle istanze portate avanti a tutela degli afroamericani. Possono, tali istanze, aver infastidito qualcuno?

E che dire delle istanze antimilitariste portate avanti da Lennon e dalla moglie Yoko Ono. Sono stati forse puniti per questo?

C’è sicuramente chi penserà: sono solo complotti ridicoli, fantasie giornalistiche etc…

A me non interessa entrare nel merito della vita di questi grandi artisti né approfondire le battaglie che ciascuno di loro ha portato avanti con forza gridando in faccia ai potenti, dai palchi di tutto il mondo, lo sdegno per un mondo alla deriva sotto tutti i punti di vista: sociale, ambientale ed economico.

Hanno urlato che un’altra strada era possibile, che non avremmo dovuto accettare tutto passivamente. E la loro voce è risuonata così potente che è difficile non pensare che a qualcuno abbia dato parecchio fastidio.

Quello che mi interessa è riportare le loro parole dirette, quelle più lucide e coraggiose. Le frasi che più di altre sintetizzano a mio avviso la verità sulla loro morte. Giudicate voi se queste parole hanno un peso, giudicate voi se le ritrovate nel nostro vivere, nel sistema sociale che è stato disegnato per noi e nel quale tutti siamo dentro, schiavi più o meno consapevoli. Si sono scagliati contro il capitalismo, il consumismo, l’annichilimento delle coscienze civiche; hanno denunciato l’obiettivo vero di tutti i governi, quello di detenere il potere e di controllare e spremere le masse per i propri interessi. Hanno denunciato la loro pantomima di tingersi fintamente di colori politici diversi solo per darci la sensazione che esistano ideologie diverse, che sia possibile fare opposizione e quindi di vivere in democrazie evolute. Hanno denunciato la negazione progressiva e inesorabile dei più elementari diritti come esseri umani, come lavoratori e come cittadini. Hanno denunciato la trasformazione ancora in atto ma ormai quasi compiuta che ci vuole tutti come dei semplici oggetti da mantenere in vita attraverso costosi medicinali con il solo obiettivo di farci consumare prodotti inutili e alimenti ormai tossici, dato l’inquinamento dilagante. Oggetti che una volta finito il ciclo possono essere gettati nel pattume, magari prima di erogargli l’agognata pensione.

Giudicate voi se questi artisti potevano rappresentare un reale pericolo.

Giudicate voi considerando il loro seguito e la capacità di far convergere su un’idea milioni di persone, specialmente tra i giovani; giudicate voi se queste persone potevano continuare a parlare liberamente di certi argomenti o se per qualcuno fosse stato meglio tappargli la bocca per sempre.

Giudicate voi.

Io voglio solo ricordarli e ringraziarli.

“Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole. La nostra società è gestita da persone pazze con obiettivi pazzi. Penso che siamo guidati da maniaci con fini maniacali, e penso di essere suscettibile di essere preso alla follia per averlo espresso.”

John Lennon

“Quando il potere dell’amore supererà l’amore per il potere il mondo potrà scoprire la pace.”

Jimi Hendrix

“Mio padre non ci avrebbe comprato una televisione, non avrebbe permesso che ne entrasse una in casa nostra.”

Janis Joplin

“Non parlare mai di amore e pace: un Uomo ci ha provato e lo hanno crocifisso.”

Jim Morrison

“L’arte è espressione, e per esprimersi occorre il 100% di libertà e la libertà di esprimere la nostra arte è in un gran cazzo di pericolo.”

Kurt Cobain
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