Lo Spirito di Hegel e l’ombrello giallo di Ted Mosby

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“Tutto ciò che è razionale è reale, tutto ciò che è reale è razionale”

Hegel

La ragione in questo senso non è un dover essere, la ragione è e si realizza puntualmente nella realtà, che è quindi un prodotto della razionalità. Per dirla in termini più semplici, tutto ciò che accade, accade perché deve accadere. 

Abbandoniamo per un attimo Hegel e trasportiamoci in un mondo decisamente più profano, ma che non si distanza tanto da questa concezione: la vita amorosa di Ted Mosby. Tutti i fan di How I met your mother infatti sanno come il suo romantico protagonista creda nel destino, nei segni che questo ci possa dare e sia sempre fiducioso che ci sia un qualche legame significativo tra gli eventi che si susseguono nella vita.

Mettiamo più a fuoco quanto appena scritto. Anzi, per essere più chiari, torniamo subito ad Hegel e facciamolo incontrare con Ted. Dialettica hegeliana: coscienza, autocoscienza, ragione. Coscienza, idea in sé: Ted innamorato di Robin e dell’amore, si prodiga in mille sotterfugi per avvicinarsi alla ragazza di cui si invaghisce a prima vista, non esita neanche un secondo a dichiararle il suo amore con la sana e buffa incoscienza tipica degli innamorati. Autocoscienza, l’idea fuori di sé si scontra con altre coscienze.

Ecco qui si può dire molto. Possiamo riconoscere che quasi tutte le stagioni della sitcom americana siano effettivamente lo sviluppo di questo momento particolare. Ebbene sì, Ted finalmente uscirà con Robin e inevitabilmente si lasceranno: entrambi hanno desideri e aspettative sulla vita irrimediabilmente inconciliabili.  Attenti a non illudervi che lo scontro della coscienza di Ted sia solo con Robin, con il sogno di un amore svanito e schiacciato dalla realtà delle cose. Ted vuole una famiglia, Robin vuole realizzarsi dal punto di vista lavorativo, entrambi non possono decidere di smettere di volere qualcosa, nonostante il loro amore possa suggerirglielo.

Da qui in poi la coscienza di Ted si scontrerà con quella di Cathy, Stella, Karen, Cindy, Zoey, Naomi, Victoria, Janette: insomma tutte ragazze e situazioni che sembrano in realtà allontanarsi sempre di più dal suo ideale romantico. In tutta questa “quest”, nonché appassionata e frastagliata ricerca dell’amore con la A maiuscola, Ted sarà, inconsapevolmente, accompagnato da un elemento, che forse potremmo definire, facendo affidamento alle vaghe reminiscenze liceali, correlativo oggettivo. L’ombrello giallo che Ted trova per caso in un locale a San Patrizio, con le iniziali T. M, compare sempre nei momenti in cui sta per accadere quel qualcosa che è un piccolo passo nel presente ma una grande falcata verso la felicità.

È come se l’ombrello giallo di Ted fosse la rappresentazione simbolica dello Spirito di cui ci racconta Hegel nella sua Fenomenologia. Il viaggio dello Spirito da coscienza a ragione è il viaggio di Ted da Robin a Robin. Il travaglio del negativo di Ted non è tuttavia ancora esaurito. Finalmente dopo 9 agognate stagioni, il nostro protagonista incontra Tracy, che sembra davvero essere la ragazza fantasma sognata da Ted come la madre dei suoi figli, il famoso amore di una vita. Ritorniamo all’ombrello giallo, scopriamo a questo punto che le iniziali T. M. stanno in realtà per Tracy Mcconnell piuttosto che per Ted Mosby. Ebbene sì, il famoso ombrello giallo che ha trovato Ted per caso è sempre stato di Tracy, la madre di cui parla il titolo della serie.

In tutti gli anni dell’autocoscienza, della ricerca, Ted e Tracy  sono sempre stati inconsapevolmente legati da questo semplice oggetto, come a significare che non importa quante disgrazie, avventure e sorprese la vita riservi, alla fine il filo rosso che lega due persone troverà comunque la sua strada in mezzo a tanta gente, a tanta confusione. L’ombrello-spirito ha conosciuto Tracy, poi Ted ed infine Ted e Tracy, insieme. La nottola solo al calar delle tenebre può tirare le somme della giornata, anche se ciò su cui tira le somme le è sempre stato, in qualche modo, oscuramente davanti.

Arriviamo alla ragione, alla sintesi, al momento in cui si superano i conflitti e la coscienza torna dentro sé. Forse alcuni di voi si sono domandati perché non ho inserito l’incontro di Tracy e la realizzazione della famiglia Mosby in questa terza ed ultima tappa. Il motivo è molto semplice, la realizzazione dello Spirito per Hegel era conoscersi come coscienza consapevole, la realizzazione di Ted é chiaramente l’amore di Robin.

Riflettendo ulteriormente, al nostro travaglio del negativo manca ancora un elemento, quello più tragico e decisivo: la morte di Tracy. Non sto qui a soffermarmi su quanto abbia trovato indelicato liquidare il personaggio di Tracy dopo che gli autori le hanno abilmente costruito intorno, per circa 200 episodi, un’aurea quasi leggendaria, fonte di grande suspense e curiosità per il pubblico. Tuttavia la realtà è spesso poco delicata e irruenta, infatti è solo dopo la dipartita della madre, donna che ha esaudito ogni desiderio reale di Ted che questi può effettivamente amare Robin senza riserve, senza rimpianti. Entrambi i protagonisti hanno condotto la loro vita come avevano pianificato, hanno realizzato ciò che li teneva lontani e hanno la fortuna di poter coronare il tutto con il classico happy ending. Solo alla fine del percorso, dopo buche, voragini, piogge, tempeste si scorge il sole da una cima alta che rende il paesaggio completo e stupendo.

In conclusione a questa mia analisi sghemba e abbastanza buffa che si azzarda ad accostare il sacro al profano, un po’ come il parroco di bocca di Rosa, chiudo col dire che Ted incarna precisamente il modello della nottola di Minerva di cui parlava Hegel. Notiamo bene che il protagonista racconta la storia della sua giovinezza solo quando questa è finita, solo dopo essere morto un po’, solo quando è finito al tappeto svariate volte, (e non solo per mano di una capra). Un Ted dai capelli grigi e con una voce diversa é il Ted della maturità che vive il momento della ragione. E non è forse questo che Hegel ci vuole dire? Il risultato non è forse tale in virtù del processo alle spalle, del negativo superato e metabolizzato?

Bene, palla al centro, la mossa sta a voi.

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