L’inaspettato dono che John Frusciante fece a Dave Navarro

Prima che la pandemia di covid19 si prendesse in ostaggio le nostre stagioni concertistiche, una delle foto che aveva fatto sussultare gli appassionati di musica riguardava il redivivo John Frusciante in compagnia di Dave Navarro. I due chitarristi, inginocchiati su un esile palco, stavano suonando Mountain Song dei Jane’s Addiction, davanti ad un centinaio di fortunati spettatori. Due colleghi, ma anche due interpreti della storia dei Red Hot Chili Peppers, che in quei mesi si stavano assestando dall’ennesimo cambio di lineup.

Molti anni fa, quando il primo iniziò ad averne abbastanza dello showbiz, fu proprio l’altro a diventare il chitarrista di ruolo dei Peperoncini, accompagnandoli in un lustro intenso, ambiguo e metallico. Due spiriti di talento ma con un comportamento all’antitesi. Se ne accorse la band, ma soprattutto Flea, che faticò ad instaurare un rapporto sonoro eccellente con il nuovo arruolato, nonostante il suo curriculum di prima scelta. Ne venne fuori One Hot Minute, per quanto affascinante, lontano dai canoni della band; da divenire spesso il preferito dai non appassionati del team californiano

Giunto nella seconda metà degli anni novanta, persino Dave si accorse di quanto quella relazione professionale stesse andando verso un binario morto. Complici della situazione anche un notevole numero di imprevisti durante lo svolgimento del tour che vide nell’ordine: un paio di infortuni a due componenti diversi della formazione, vecchi demoni delle dipendenze sull’uscio delle loro fragili volotà e persino un tifone a far loro visita sul palco, a mò di fantozziana nuvola, mentre si esibivano nell’unico concerto che era sopravvissuto a quell’annata maledetta.

In questo tragico scenario, ebbe anche occasione di conoscere un po’ meglio persino lui, John. Condivisero le stesse quattro mura di una clinica di recupero per tossicodipendenti. Arrivando al grado di confidenza necessario per far si che il suo nuovo amico gli chiedesse una chitarra in prestito, perché Frusciante era ricoverato nella struttura da un po’ e non aveva nulla su cui potersi esercitare. L’ex Jane’s Addiction se lo fece ripetere due volte e gli portò una Gibson Les Paul Sunburst, l’aveva acquistata in un periodo precedente alla sua entrata nei Red Hot e stava per cedere alla corte di Axl Rose, non gli sembrò mai così utile come in quel momento. I due musicisti si incrociarono per un breve periodo finché di quell’esile musicista, che era diventato famoso con Blood Sugar Sex Magik, non se ne persero le tracce, così della chitarra prestata.

La volta successiva che Navarro sentirà nuovamente parlare del suo collega, ironia della sorte, sarà quando il musicista verrà a riprendersi il suo posto affianco a Flea una manciata di mesi dopo. Prima lo strumento musicale, poi persino la band. C’era insomma sufficiente materiale per inserirlo in una proverbiale lista nera, quella in cui far dimorare certi stronzi opportunisti fino all’eternità dei nostri ricordi. Eppure non gli viene così semplice odiarlo, anzi, è lui stesso a proporlo ai suoi divorzianti compagni peperoncini quando si rende conto che la formazione lo sta per silurare sia per incompatibilità lavorative che per la sua dipendenza, che nel frattempo era peggiorata.

“Ce l’avevo con loro perché avevamo aspettato sei mesi affinché Anthony Kiedis si ripulisse e invece per me non riuscivano ad attendere un paio di settimane che mi rimettessi in sesto” dichiarò una ventina di anni dopo ad una sua trasmissione radiofonica, aggiungendo:” Ma ora li capisco, Anthony era uno dei fondatori, era comprensibile che avessero più pazienza con lui”.

Si dice che il tempo sia galantuomo, che riesca a rimarginare le situazioni, stronzate. Spesso il primo opportunista è proprio lui, aspetta semplicemente attende che due siano così esausti di litigare o provare rancore, al punto di fare pace perché nemmeno si ricordan più per cosa stessero in collera. In questo racconto però, la vicenda va diversamente. È qualcuno a fare il suo primo passo, quel qualcuno che aveva riconosciuto i suoi errori ed era pronto a rimediare alla sua maniera.

Così, intorno alla metà degli anni duemila, Navarro riceve una telefonata. È proprio Frusciante, che gli domanda cortesemente il suo indirizzo di casa e la disponibiità a poterlo andare a trovare nei giorni successivi. Al suono del campanello, troverà il suo collega con una custodia per chitarre tra le mani. Lì per lì non ci fa troppo caso: è normale che un musicista ne abbia una con sé. Poi però John apre il suo bagaglio e svela una Les Paul nera.

Accompagna il gesto con queste parole: ”Anni fa tu mi hai prestato una sei corde, che io però avevo venduto per comprare la droga, ti ho comprato questa per rimediare al mio gesto”. Dave la prende tra le mani, l’ammira, infine passa un paio di ore a chiacchierare con lui come ai vecchi tempi, con probabilmente un peso in meno sulle loro anime, un probabile senso di liberazione di un qualcosa che torna al suo posto, nuovamente, e non parliamo del mero oggetto in sé.

In una maniera del tutto curiosa, quello strumento musicale che avevo offerto era come se mi fosse tornato indietro con un valore infinitamente più grande”, confessò visibilmente emozionato Navarro ad una sua trasmissione radiofonica nel 2018, dichiarando di aver esposto con orgoglio la Gibson nella sua residenza. E se l’album One Hot Minute non trovò praticamente mai granché spazio nelle setlist dei Red Hot, al contrario, la gratitudine che John provava per l’esecutore di quel disco era rimasta del tutto intatta nel corso degli anni.

Questo articolo è tratto dal libro di Federico Francesco Falco “Anima da spremere – La musica di John Frusciante fuori e dentro i Red Hot Chili Peppers“, in vendita su Amazon

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